“Il lavoro nobilita. Il denaro facilita” (Paperon de’Paperoni)
Ogni persona ha un rapporto originale con la gestione dei propri soldi, indipendentemente da quanti ne possiede.
C’è chi vi presta un’attenzione maniacale e cerca di spenderne il meno possibile; chi, invece, ha le “mani bucate”, con un rapporto molto emotivo nello spenderli. Chi ama rischiare per cercare di guadagnarne di più e chi, invece, dice di non capirne nulla delegando completamente ad altri la gestione.
 
Considerando, però, che le preoccupazioni economiche e finanziarie sono una delle principali fonti di stress per molte persone, forse può essere interessante capire quali competenze e quali comportamenti, reali e quotidiani, possono aiutare ad avere un maggior controllo della propria situazione economica e finanziaria riducendo questo tipo di stress.
 
Stress che, peraltro, spesso ha un forte collegamento proprio con il lavoro, dal momento che può portare a demotivazione, rabbia nei confronti del lavoro o dell’organizzazione per cui si lavora, fino ad arrivare ad accettare lavori a basso costo, che poi determinano un abbassamento dell’autostima oltre ad impedire la copertura di tutti i costi e così via.
 
Premetto che
l’arte di gestire i soldi è davvero un’arte accessibile a tutti.
Non c’entrano tanto la tipologia di studi o il livello di predisposizione verso i calcoli o la conoscenza dei mercati economici.
 
Ci vuole saggezza prima che conoscenza tecnica, ci vuole costanza prima che evolute capacità di calcolo, ci vuole coraggio di vedere la realtà prima che sofisticati strumenti di analisi.
 
Soprattutto in momenti di crisi economica, la difficoltà a fare fronte a tutte le spese che sono necessarie per vivere rappresenta una preoccupazione sempre più diffusa.
Inoltre si riducono sempre più i posti di lavoro che garantiscono un reddito fisso ed aumentano le situazioni di persone che hanno lavori con ricavi molto variabili sia a livello di importi che di tempistiche in cui effettivamente si riescono a percepire i soldi.
Questa situazione, ad esempio, vale per i professionisti, per i giovani free lance, per chi ha deciso di fondare una start up.
Queste situazioni non fanno altro che rendere sempre più importante la competenza di gestire bene i soldi che si hanno, per pochi o tanti che siano.
 
Questo articolo tocca solo marginalmente la questione di come si possa aumentare la quantità di denaro di cui si dispone e si concentra maggiormente su come fare a tenere sotto controllo e gestire meglio il denaro che si ha
 
Quello che mi sembra di constatare spesso è il fatto che
molte persone che hanno problemi con i soldi cercano, più o meno consapevolmente, di rimuovere o aggirare il problema,
spesso adottando soluzioni “alla giornata” o immaginando che non si possa fare nulla per gestire meglio la situazione e che sia tutto inutile, “tanto i soldi non ci sono, quindi cosa devo gestire”. Fino ad arrivare alla patologia di sperare nell’evento magico di una vincita alla lotteria o in quello più realistico di un qualche prestito da parte di amici o familiari (sperando di non cadere, invece, nelle trappole delle sirene che promettono prestiti facili e veloci).
 
Ma anche chi non ha grandi problemi economici potrebbe trovare molto utile l’applicazione di alcuni principi che possono facilitare la gestione per riuscire ad essere sempre consapevoli della propria situazione economica e finanziaria e per poter utilizzare al meglio i propri soldi, sia nello spenderli che nell’investirli.
 
Alcuni semplici indicatori che possono segnalare il fatto che si stanno avendo problemi nella gestione dei propri soldi sono:
 
  • a fine mese ci si trova sorpresi di aver speso più di quanto si era immaginato o del fatto di non avere più disponibilità sulla carta di credito o di prelievo al bancomat;
 
  • se ci viene fatta la domanda all’improvviso di quali sono stati nell’ultimo anno i nostri ricavi e le nostre spese, e quindi il risultato finale che rimane dalla sottrazione, non sappiamo bene cosa rispondere;
 
  • non si riescono mai a mettere dei soldi da parte in una logica di risparmio;
 
  • si sente costantemente la preoccupazione nei confronti del denaro che diventa un pensiero quasi ossessivo, oppure, al contrario non si pensa mai al denaro rimuovendo completamente qualunque problema;
 
  • si va rapidamente in ansia di fronte ad una spesa imprevista, anche di piccolo importo.
L’arte di gestire i soldi si può nutrire di alcuni consigli che non richiedono una laurea in economia per essere seguiti.
Quelli più utili per me sono:
 
  1. prestare sempre molta attenzione sia alla quantità di soldi di cui si dispone o si disporrà, che al momento temporale in cui se ne dispone o disporrà (molto spesso la crisi è finanziaria più che economica, accade, ad esempio quando si emette una fattura, ma non si è ancora pagati e quindi non si ha la disponibilità effettiva di quello che spetta);
  2. padroneggiare alcuni concetti basici soprattutto per capire e gestire le differenze tra ricavi (quello che si fattura o la retribuzione annua lorda), incassi (quello che si incassa al netto dell’IVA o che arriva in busta paga), utile (quello che rimane sottraendo tutti i costi dai ricavi), costi fissi (costi il cui importo è già fisso e che sono obbligatori da pagare indipendentemente dal fatto che si abbiano dei ricavi), costi variabili (costi il cui importo è variabile ed in alcuni casi possono essere opzionali o possono variare al variare dei ricavi), capitale economico (valore complessivo di quello che una persona possiede a livello di beni immobili o di disponibilità sotto forma di denaro contante, depositi o azioni, etc.) e capitale finanziario (quantità di denaro di cui una persona può disporre in tempo reale);
  3. fare un budget mensile ed annuale per capire l’andamento dei ricavi e delle spese ed essere preparati in anticipo a gestire la dinamica finanziaria (cioè di quanti soldi liquidi si ha bisogno ogni mese per far fronte alle varie necessità). Il budget è uno degli strumenti più semplici ed importanti, ma purtroppo è ancora poco utilizzato non solo per la gestione dei soldi a livello personale/familiare, ma addirittura in molte aziende, soprattutto quelle di piccole/medie dimensioni;
  4. dedicare con costanza un orario, almeno settimanale, per fare il controllo della situazione economico-finanziaria e per verificare gli scostamenti, in positivo o in negativo, tra quanto previsto e quanto consuntivato;
  5. nel caso di un professionista o di un imprenditore o di un free lance è sempre meglio tenere distinta la gestione privata da quella professionale/di impresa ad esempio facendo due budget distinti;
  6. anche quando si hanno dei ricavi molto variabili sarebbe meglio cercare di darsi uno “stipendio” fisso mensile che non subisca, quindi, grandi fluttuazioni a livello di importo e di periodo temporale;
  7. avere capacità e voglia di negoziare rispetto alle questioni che attengono il denaro (ad esempio negoziare il proprio stipendio piuttosto che la rata del mutuo con la banca).
 
Per mettere in pratica questi consigli si può partire da alcune semplici attività:
 
  • fare un elenco di tutte le spese obbligatorie che si devono sostenere ed indicare per ognuna il periodo specifico in cui vanno pagate (dal canone di affitto o di mutuo alle bollette, dall’assicurazione auto alle tasse scolastiche, dai versamenti IVA al pagamento delle imposte, tanto per fare alcuni esempi);
  • fare un elenco di tutte le spese legate alla vita quotidiana (dal mangiare, alla benzina) e chiarire quali sono prioritarie e quale sia l’importo minimo desumibile anche dalla media di quanto avete speso negli anni precedenti;
  • fare un elenco di tutte le spese non quotidiane, ma presumibili e/o comunque relative a spese desiderabili (ad esempio spese mediche piuttosto che spese per viaggi, abbigliamento, etc.) ed anche in questo caso indicare se possibile il periodo in cui vanno pagate, il loro livello di priorità e l’importo medio in funzione degli anni precedenti;
  • fare un elenco di tutti i ricavi già attesi e delle date presumibili di incasso (oppure inserire il valore della retribuzione netta in caso di lavoro dipendente e considerare il numero di mensilità previste da contratto ed eventuali importi variabili);
  • definire un obiettivo a livello di ricavi da fatturare nell’anno (se professionista o free lance) ed i tempi presumibili di fatturazione e di incasso;
  • definire, per i ricavi obiettivi di cui sopra, il numero di clienti/offerte che andrebbero emesse e le date temporali in cui farlo e darsi anche un obiettivo in termini di rapporto tra offerte emesse ed offerte approvate;
  • definire un obiettivo in termini di percentuale di risparmio mensile e annuale da rispettare (i più saggi si orientano su una percentuale pari al 20% dei ricavi).
 
Una volta costruiti tutti questi elenchi basta compilare un semplice foglio di excel utilizzando la prima colonna per indicare le voci di ricavo e di spesa ed altre 12 colonne per i vari mesi dell’anno.
 
Nella prima colonna in alto inserite una riga per ogni tipo di ricavo che pensate di avere ed inserite l’importo nella colonna mensile corrispondente alla data in cui pensate di incassare effettivamente quel ricavo.
Se avete una partita IVA isolate il dato relativo al ricavo da quello dell’IVA corrispondente.
Inserite anche la percentuale di risparmio che vi siete dati come obiettivo e sottraetela dal valore dei ricavi al netto di IVA.
Poi indicate in colonna tutte le spese che avete elencato ed inseritele nei vari mesi dell’anno come uscita.
Infine iniziate dal primo mese a sottrarre le spese dai ricavi che avete fissato al netto dell’IVA ed al netto del risparmio atteso. Se dopo la sottrazione la somma è positiva potete aggiungerla come ricavo al mese successivo oppure potete decidere di aumentare le spese previste per quel mese, e così via.
 
Con un prospetto del genere siete in grado di capire in anticipo se i vostri incassi riescono a coprire tutte le vostre spese nei vari mesi. Nel caso in cui qualche mese presenta un valore negativo occorre capire se sia possibile spostare la spesa al mese successivo, o annullarla, oppure se è possibile anticipare l’incasso di alcuni ricavi o se occorre trovare in anticipo altre forme di copertura (ad esempio prestiti).
 
Di fatto un foglio excel di questo tipo è un semplicissimo strumento di pianificazione finanziaria che aiuta ad essere più consapevoli nella gestione dei propri soldi, a vedere con più chiarezza quale sia la realtà della propria situazione economica ed ad affrontarla con minore ansia, potendo cercare per tempo le soluzioni migliori per evitare situazioni di emergenza economica più difficili da sistemare.
 
 
Alcuni piccoli trucchi finali possono essere:
  • mettere i risparmi, (così come l’IVA a debito se si fattura) in un conto diverso da quello bancario utilizzato per la gestione quotidiana;
  • darsi sempre l’obiettivo di non utilizzare mai tutto il credito disponibile;
  • cominciare a risparmiare anche qualche piccolo importo, ma da subito;
  • anche per le spese accessorie fissarsi un budget mensile da rispettare;
  • se possibile, come detto prima, trasformare eventuali ricavi mensili variabili in uno stipendio medio mensile fisso così da rendere più facile la pianificazione finanziaria;
  • chiedere l’assistenza di un esperto per aiutare ad impostare il proprio sistema di gestione, anche il semplice foglio di excel, e poi proseguire gestendolo in autonomia.
 
In ogni caso questi consigli sono solo il primo, importante, passo per l’arte di gestire i soldi.
 
L’altra parte importante è quella relativa a come assicurarsi un guadagno economico congruente con le proprie esigenze personali e familiari.
 
Su questo tema occorre scrivere cose specifiche, ma un primo consiglio è quello di utilizzare parte dei propri guadagni per investire su se stessi a livello di crescita di competenze, di networking, di sperimentazione di nuovi progetti, di personal branding perché questo è il miglior investimento per assicurarsi guadagni nuovi e crescenti nel futuro.
E tu che voto ti dai nell’arte di gestire i soldi?
Hai qualche consiglio che vuoi condividere con noi?