Cinzia D'Agostino

Qualcosa su di me

Mi definisco una apprendista perenne dell’arte di vivere e di lavorare e cerco di farlo mettendoci tutta l’energia, l’entusiasmo e la gratitudine che ho, anche se non sempre ci riesco.
L’uomo che ho la fortuna di avere al mio fianco dice di me che ho grande energia, un ostinato ottimismo verso il futuro, che sono una “paziente sarta” e che lo faccio ridere. Dice anche che ho il difetto di non lasciare sempre fluire gli avvenimenti e di non concepire il necessario disordine.
Mia madre dice che la so capire e le infondo sicurezza e fiducia, ma anche che a volte sono troppo pignola e per questo la metto in crisi.
Il mio migliore amico associa a me creatività, passione, fiducia e generosità, ma dice che dovrei rispettare di più i miei tempi e spazi di vita privata e trasferire la sicurezza che ho nella mia vita lavorativa in quella privata.
Una delle mie migliori amiche mi regala il complimento di avere una grande voglia di conoscenza ed un forte spirito di dedizione e sacrificio verso il lavoro. Poi non parla dei miei difetti, ma solo perché mi vuole un gran bene, dice addirittura che dovrei essere più indulgente verso me stessa.
 
Mi piace aiutare le persone ad avere un rapporto positivo e costruttivo con il lavoro e cerco di sostenere tutti i cambiamenti che, volenti o nolenti, fanno parte della vita dei singoli e delle organizzazioni.
 
La mia carriera accademica e professionale è riassunta nel profilo linkedin, ma è soprattutto conservata nella testa e nei cuori delle persone per cui ho lavorato e con cui ho collaborato. Loro saprebbero descrivere, meglio di me, i miei pregi ed i miei difetti, i risultati positivi che ho prodotto e gli errori in cui sono incappata, quello che ho imparato e quello che posso ancora imparare.
Quello che mi fa più piacere che gli altri dicano di me, a livello professionale, è che mi ritengono una persona determinata, competente, disponibile all’ascolto ed attenta agli altri. Quello che più mi sorprende è quando dicono che appaio severa, che sorrido poco, che il tono della mia voce può essere troppo imperioso. Non mi sento così, tutt’altro, ma se questo appare vuol dire che dovrò lavorare ancora su me stessa per cercare di coniugare diversamente serietà professionale e solarità personale.
 
Ho sempre trovato noiosi e poco utili i classici biglietti da visita in cui definizioni standard di ruoli professionali nulla fanno capire di quello che una persona fa davvero e di come lo fa.
Un Natale di diversi anni fa ho ricevuto in dono da una agenzia di grafica un piccolo pacchetto che conteneva centinaia di biglietti da visita, tutti con il mio nome, ma ognuno raffigurante un ruolo diverso definito con ironia, poesia, fantasia.
Ne ho selezionati alcuni che, in effetti, descrivono bene chi sono e chi voglio essere nel mio lavoro.