La figura del wedding planner fino a pochi anni fa in Italia non esisteva: quel poco che ne sapevamo ci veniva raccontato, forse in modo un po’ troppo fantasioso e spettacolarizzato, da qualche commedia americana. Oggi invece inizia ad essere una professione molto ricercata anche nel nostro paese: un lavoro moderno ed impegnativo, che richiede numerose competenze per poter essere fatto davvero bene.
Abbiamo incontrato Valeria Ferrari, una wedding planner che, come racconta nel suo blog, ha cominciato a fare questo lavoro “un po’ per caso”, mettendosi alla prova con questa sua attività dopo aver lavorato nel campo della pubblicità. In breve tempo questa è diventata non solo la sua professione, ma anche il modo per esprimere la parte migliore di se stessa.
Essere una wedding planner richiede organizzazione, creatività e precisione: competenze importanti per poter pianificare al meglio un grande evento e coordinare una squadra complessa. 
Allo stesso tempo, trattandosi di un momento unico, intimo ed ad alto tasso di emotività, occorre mettere in campo tanta pazienza, sensibilità ed empatia.

Valeria svolge un lavoro che è nato con l’evoluzione della nostra società e dei nostri stili di vita, e lo fa con passione, molta preparazione e tanta grinta, così come emerge anche dalle risposte che ha dato al nostro “Questionario di Proust sul lavoro”.

Sul mio biglietto da visita c'è scritto:

Nome, cognome, mail, sito web, cellulare e “wedding planner”, semplicemente.

Il lavoro che faccio in poche parole è:

Organizzo matrimoni. Una frase breve per definire qualcosa che invece ha mille sfaccettature. Creo un progetto, costruisco una squadra, la gestisco, concretizzo ogni dettaglio per arrivare a raggiungere un risultato che rappresenta la realizzazione di un sogno. Quello dei miei clienti.

Il lavoro che volevo fare da piccola è:

Ho cambiato idea tante volte, ma i due lavori che più mi attiravano erano l’avvocato e la giornalista. Il lavoro che svolgo ora non esisteva quando ero bambina. E nemmeno quando ho iniziato l’università!

Il lavoro per me è:

Vitale. E’ una parte di me a cui tengo molto, mi permette di esprimermi e di dare sfogo alla mia parte migliore. L’indipendenza che mi dona il mio lavoro mi rende, inoltre, più serena e grata per quanto riguarda gli altri miei “ruoli”. Ho un marito e due bimbe piccole e, come ogni donna che lavora, vesto diversi panni nel corso di una giornata.

La qualità lavorativa che apprezzo di più in una donna è:

Saper lavorare senza sentirsi in competizione.

La qualità lavorativa che apprezzo di più in un uomo è:

Che non sottovaluti le competenze di una donna.

Il mio principale difetto nel lavoro è

Sono poco malleabile. Per ogni mia coppia ho un progetto in mente e non mi piace scendere a compromessi. Difendo energicamente i desideri dei miei sposi, forse questo potrebbe non essere apprezzato da tutti.

Il mio principale pregio nel lavoro è:

Do tutta me stessa e sono molto brava a capire quello che desiderano i miei clienti e a sentire quello che non mi dicono. Riuscire a proteggerli e ad organizzare un evento che li rappresenti al 100% è il mio obiettivo.

La parte del mio lavoro che preferisco di più è:

La parte di progettazione è sicuramente la più stimolante.

La parte del mio lavoro che detesto di più è:

Detestare è una parola grossa. Ma non mi piace quando sono obbligata a lavorare con fornitori che io non ho consigliato e che non consiglierei. Non è per partito preso, ma ogni volta che accade emerge sempre qualche problematica. Costruire il team giusto è fondamentale!

Il talento che vorrei avere è:

Saper dipingere

Nel lavoro quello che mi fa più arrabbiare è:

Notare che un cliente non apprezza o ha poca fiducia nel mio lavoro e in quello dei miei fornitori.

Nel lavoro quello che riesco più facilmente a perdonare è:

Gli sposi che per troppa ansia hanno reazioni poco piacevoli.

Il mio modo per recuperare energia è:

Nuotare.

Le tre qualità o competenze che secondo me servono per lavorare bene sono:

Passione, preparazione, visione d’insieme.

Avere successo nel lavoro per me significa:

Vedere i miei sposi vivere il proprio sogno ed essere pazzescamente felici.

Il mio stato d’animo attuale rispetto al lavoro:

In evoluzione.

Il mio livello di soddisfazione rispetto al lavoro dipende da:

Soddisfazione dei miei clienti e la sensazione di aver fatto cose speciali.

Il mio motto personale nel lavoro è:

“Where there’s a will, there’s a way”


Se hai voglia anche tu di rispondere alla domande del "Questionario di Proust sul lavoro" ti invitiamo a scaricarlo!
Può essere anche un prezioso aiuto per scrivere una tua presentazione personale o una lettera di accompagnamento al curriculum! 

Risorse