Avere fiducia in se stessi è una condizione molto importante sia per riuscire a fare un lavoro il più possibile in linea con i propri interessi, valori e talenti e sia per affrontare al meglio le inevitabili difficoltà che ogni vita lavorativa comporta.
La fiducia in se stessi non è uno stato permanente che o si possiede o non si possiede, quanto piuttosto una conquista che, giorno dopo giorno, è necessario coltivare accettando anche che non sempre ci si riesce perché non è un’impresa facile.
Esistono, infatti, tanti ostacoli, interiori ed esterni, che possono minare il nostro stato di fiducia.
 
Per cercare di coltivare e mantenere attivo un buon livello di fiducia in se stessi può essere utile avere chiaro quale sia il glossario di tutte le parole, positive e negative, che ruotano attorno al concetto di fiducia, partendo proprio dalla definizione di fiducia in se stessi per poi proseguire, in ordine alfabetico, con tutte le altre.

Fiducia in se stessi

Essere convinti sia di poter essere di aiuto agli altri, quindi di poter dare un contributo positivo con il proprio lavoro e sia di poter imparare dagli altri e migliorare costantemente le proprie competenze ed abilità. Essere convinti che nella vita ci saranno sfide ed esperienze anche difficili e dolorose, ma che saremo in grado di affrontare le sfide facendo leva sulle nostre capacità ed anche sul supporto di altri che avremo il coraggio e la voglia di chiedere.

Accettazione

Capacità di accettare se stessi e gli altri per quello che si è evitando di sprecare energie sperando di essere diversi o giudicando negativamente o commiserando, ma guardando alla realtà del momento presente per quello che è prima di poter valutare e capire quello che potremmo fare per riuscire a modificare positivamente la situazione nel futuro

Agilità emotiva

Capacità di lasciarsi andare, di calmarsi e di essere flessibili rispetto ai pensieri ed ai sentimenti per rispondere in maniera ottimale alle situazioni della quotidianità.

Arroganza

Essere convinti di poter essere di aiuto agli altri, quindi di poter dare un contributo positivo con il proprio lavoro, ma ritenere anche di non avere niente da imparare da nessuno nel momento presente e nel futuro ed avere, come tratto di fondo, una voglia di primeggiare sugli altri.

Auto-commiserazione

Tendenza ad assumere un atteggiamento vittimistico a fronte di un errore o di un problema non riconoscendosi la responsabilità o il potere di agire per modificare positivamente la situazione.

Auto-compiacimento

L'arroganza senza alcun talento.

Auto-comprensione

Capacità di riconoscere ed andare incontro alle proprie necessità senza giudizio, paura, vergogna o senso di colpa.

Auto-giudizio

Tendenza a focalizzare l’attenzione sul giudizio negativo nei propri confronti per quanto si è compiuto di sbagliato, senza avere alcuna comprensione rispetto alle proprie motivazioni, necessità, debolezze.

Auto-osservazione

Capacità di ascoltare se stessi con empatia e senza giudizio, vedendo anche se stessi da una prospettiva meno egocentrica.

Auto-promozione

Il dare informazioni utili agli altri per aiutarli a capire in cosa possiamo essergli di aiuto e che competenze abbiamo.

Bisogno di protezione/sicurezza

Bisogno psicologico basilare che promette l’assenza del dolore.

Bisogno di connessione/amore

Bisogno psicologico basilare che promette la presenza del piacere.

Egocentrismo

Forte concentrazione su se stessi e sul proprio punto di vista e tendenza a credere di essere al centro dell’attenzione, o che gli altri ci prestino più attenzione di quanto non sia in realtà, con il rischio di aumentare il senso di ansia da prestazione.

Finta umiltà

Il pensare che “il proprio lavoro parli da sé” e che quindi non sia necessario “promuoverlo” nei confronti degli altri.

Immagine

Quello che gli altri pensano e ricordano di noi quando non siamo presenti.

Onestà intellettuale

Assumersi la responsabilità delle proprie idee, convinzioni e argomentazioni fino al punto di riconoscere con serenità i propri errori o il fatto di aver cambiato tali idee, convinzioni ed argomentazioni.

Padronanza di sé o presenza

E' un misto di determinazione e di autostima che scaturisce dal credere in se stessi, dal nutrire fiducia nelle proprie sensazioni, nei propri valori, nelle proprie capacità e che conferisce alla persona un senso di potere e di possibilità, un senso di sicurezza senza arroganza, una reale capacità di ascolto e di connessione con se stessi e con gli altri.

Potere personale

Capacità di sorvegliare il proprio modo di agire avendo fiducia di agire sulla base delle proprie convinzioni, dei propri atteggiamenti e valori, con l’idea che le azioni che compiremo saranno in linea con chi siamo e con quello che pensiamo.

Reciprocità

L’abilità di dare e di chiedere in maniera equilibrata.

Rigidità emotiva

Il rimanere intrappolati in pensieri, sentimenti e comportamenti che non ci sono utili.

Rispetto

Il considerare ogni essere umano, compresi se stessi, come degno di considerazione positiva.

Senso di impotenza

Impressione di non poter far affidamento sulle nostre competenze e risorse quando ne avremmo più bisogno con il risultato di perdere o ridurre la nostra lucidità e concentrazione e di aumentare una sensazione di ansia e di paura del giudizio altrui

Sindrome dell’impostore

Sensazione di essere nel posto sbagliato, di aver ingannato gli altri, facendogli credere di avere più talento e competenze di quelle che abbiamo realmente. Convinzione che ci sia stato dato qualcosa di immeritato e che, prima o poi, verremo scoperti, anche perché quello che facciamo di positivo non dipende da nostri talenti o competenze, ma da fortuna o altri fattori che non sono nel nostro controllo. Preoccupazione ossessiva di avere una preparazione insufficiente, di essere giudicati negativamente dagli altri e di dover rispondere di conseguenze negative collegate alle nostre presunte incapacità. E’ presente in persone che riescono ad ottenere prestazioni elevate, spesso perché spinte da perfezionismo ed ansia da prestazione, ma hanno una bassa autostima, fiducia in se stesse e padronanza.
Dopo aver letto il glossario potrà essere più chiaro che per costruire e ri-costruire ogni giorno la fiducia in noi stessi è importante:
 
  • coltivare alcune capacità positive, come l’accettazione, l’agilità emotiva, l’auto-comprensione, l’auto-osservazione, l’onestà intellettuale, la padronanza di sé, il potere personale, la reciprocità ed il rispetto;
  • contrastare l’arroganza, l’auto-commiserazione, l’auto-compiacimento, l’auto-giudizio, l’egocentrismo, la finta umiltà, la rigidità emotiva, il senso di impotenza, la sindrome dell’impostore;
  • riconoscere che abbiamo tutti il bisogno di protezione ed il bisogno di connessione e che meritiamo e possiamo mettere in campo delle azioni per favorire il soddisfacimento di questi due bisogni basilari;
  • coltivare e valorizzare la nostra immagine anche attraverso azioni sane di auto-promozione.
 
L’arte di lavorare è, quindi, anche l’arte di avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità senza essere arroganti ed avendo voglia di far capire e vedere queste nostre capacità anche agli altri.
“Ho, per così dire, il coraggio di fare errori e comunque conservo la fiducia nelle mie capacità” (Hetty Hillesum)