Quando frequentavo l’ultimo anno di liceo, ho avuto l’opportunità di fare diversi incontri di orientamento organizzati dalla mia scuola con docenti, psicologi e professori. Durante gli incontri io e miei compagni dovevamo compilare dei questionari con numerose domande che avevano lo scopo di scoprire quali erano i nostri interessi, per aiutarci a decidere che strada intraprendere dopo il diploma.
I risultati dei miei questionari erano piuttosto deludenti: mi interessavano tantissime cose, troppe, e non c’era un campo che mi piacesse particolarmente più di un altro. Quando è arrivato il momento di decidere a quale facoltà universitaria iscrivermi, scegliere è stato davvero complicato: come potevo sceglierne solamente una?
Cosa volevo fare da grande?
Sapevo bene cosa non volevo fare, ma mi piaceva la letteratura, l’inglese, la musica, il cinema, l’arte, la psicologia, la biologia, eppure nessun argomento mi entusiasmava tanto da dire: voglio fare solo questo.
In questo bellissimo TED, Emilie Wapnick spiega come questa sensazione sia in realtà molto diffusa:
sono moltissime le persone che hanno tanti interessi, sanno fare tante cose, ma sentono di non avere “un lavoro dei sogni”.

I Multipotenziali

La Wapnick è una giovane scrittrice canadese. Ma è anche sviluppatrice, blogger, musicista: fin da bambina racconta di aver seguito uno specie di schema. Si interessava ad un argomento tanto da pensare fosse la sua vera “vocazione”, lo studiava, lo divorava, poi però a un certo punto si annoiava e passava a qualcos’altro.  E così via.

Finchè si è bambini sembra normale dimostrare molti interessi diversi, tanto che la domanda “che vuoi fare da grande” ci viene spesso posta con leggerezza, e nessuno dà molta importanza alla risposta. Le cose si complicano però quando si cresce e arriva il momento di scegliere che lavoro fare. La Wapnick spiega come questa situazione le creava imbarazzo: se non riusciva a dedicarsi a una sola cosa e a scegliere un’unica strada evidentemente doveva esserci qualcosa di sbagliato in lei. Fino a quando si è resa conto che non siamo tutti destinati ad avere una “vocazione”, e che provare interesse per molte cose diverse non è sbagliato.  
 “L’idea della vita strettamente focalizzata è molto romanzata nella nostra cultura. L’idea che tutti hanno un’unica grande cosa che sono destinati a fare nella vita su questa Terra, e bisogna capire quale sia quella cosa e dedicarvi la vita”.
Il nostro ambiente e la nostra cultura ci hanno fatto credere che normalmente le persone hanno un’unica vocazione. Ma non tutti sono fatti a questo modo: ci sono persone curiose di tanti argomenti diversi, e che vogliono fare tante cose diverse. Emilie li chiama MULTIPOTENZIALI, e sono sempre esistiti: nel Rinascimento, ad esempio, erano chiamati “eclettici” e venivano molto apprezzati perché sapevano passare da una disciplina all’altra. Tra i più famosi c’è ad esempio Leonardo Da Vinci!
Ci sono poi gli SPECIALISTI, coloro che si interessano ed appassionano talmente tanto ad un campo o ad una disciplina che ne diventano dei grandi esperti, approfondendo ogni aspetto e ogni particolare.

I punti di forza dei multipotenziali

  1. Sintesi di idee. Chi è multipotenziale è molto bravo a combinare insieme due o più campi creando così qualcosa di nuovo. L’innovazione nasce delle intersezioni fra cose diverse: i multipotenziali, con i loro numerosi interessi, sono capaci di accedere facilmente a questi punti di intersezione.
  2. Rapido apprendimento. Il multipotenziale è abituato ad essere principiante, quindi non ha timore di imparare qualcosa, di provare cose nuove e di uscire dalla propria zona di confort. Molte capacità si possono trasferire da una disciplina all’altra, e numerose conoscenze possono essere applicate in campi del tutto diversi: anche l’apprendimento così risulta più semplice.
  3. Adattabilità. Il multipotenziale è capace di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione, a seconda delle esigenze. Nel mondo del lavoro attuale, interessato dalla rivoluzione digitale, la maggioranza dei bambini svolgeranno delle professioni che ancora non esistono. Sapersi trasformare e adattare è una competenza davvero importante, e sempre più cercata anche durante i colloqui di selezione.

Le collaborazioni più efficaci avvengono tra multipotenziali e specialisti. Lo specialista infatti può andare a fondo in un determinato argomento o aspetto, mentre il multipotenziale può fornire molte conoscenze diverse.  Il consiglio della Wapnick è di seguire sempre il proprio modo di essere:
 
“Abbracciate tutte le vostre passioni, seguite la vostra curiosità. Esplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri fili interiori per una vita più felice. Il mondo ha bisogno di voi”.
“Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno. Forse lo faranno tutti…” (A. Einstein)