La vita di ognuno di noi è attraversata da un’infinità di decisioni, piccole e grandi, che dobbiamo o vogliamo prendere e/o che vorremo altri prendessero.
Siamo, cioè, inevitabilmente destinati a:
 
  • fare delle scelte, determinando quindi delle decisioni;
  • aiutare, o convincere gli altri, a fare delle scelte che li riguardano (o che più o meno direttamente possono riguardare anche noi stessi).
La difficoltà, e spesso, il dilemma che tutti affrontiamo è come fare, o suggerire, la scelta “giusta”
sia perché a volte i momenti in cui prendere queste decisioni sono molto complessi e sia perché, senza rendercene conto, subiamo tutta una serie di condizionamenti che influenzano la nostra capacità di valutazione e di analisi e poi la conseguente scelta che facciamo.
 
Agli amanti della lettura, soprattutto a coloro cui piace avere delle evidenze anche di tipo scientifico, cioè basate su studi universitari, suggerisco due libri:
 
  • Il libro di Francesca Gino, dal titolo “La scelta giusta” (edito da Sperling & Kupfer) che ha come sottotitolo proprio il chiaro intento di “come contrastare i fattori che influenzano le nostre decisioni”;
 
  • Il libro di Tali Sharot, dal titolo “La scienza della persuasione” (edito da Feltrinelli) che ha un sottotitolo, solo all’apparenza più subdolo, che recita “il nostro potere di cambiare gli altri”.
 
Personalmente scelgo i libri valutando gli autori e non i titoli che spesso, soprattutto nelle traduzioni italiane, possono trarre in inganno per la loro semplicità.
In questo caso si tratta di due autrici, entrambe eminenti scienziate, di cui la prima, Francesca Gino, italiana che vive e lavora negli Stati Uniti, e la seconda, Tali Sharot, israeliana, che vive e lavora anche lei negli Stati Uniti.
 
Sono entrambi libri scritti in maniera molto discorsiva, fanno ampio ricorso al racconto di diverse storie e casi veri, ma con l’ausilio anche di dati frutto di ricerche universitarie.
 
Francesca Gino ci aiuta a capire perché, nonostante le nostre migliori intenzioni, prendiamo spesso decisioni che vanno in direzioni completamente inattese.
 
Tali Sharot prova a farci capire quali errori compiamo quando cerchiamo di far cambiare idea a qualcuno e cosa avviene quando invece ci riusciamo nel nostro intento.
 
Personalmente ritengo che la competenza di prendere delle buone decisioni, almeno nella maggior parte dei casi, sia molto importante per lavorare bene ed anche la parola “persuasione”, che spesso tendiamo a vivere in maniera negativa dovrebbe spaventarci meno perché, nella realtà, siamo chiamati, nel nostro lavoro, anche ad esercitare un potere di persuasione, cioè di convincimento nei confronti degli altri, anche per difendere delle nostre idee, per negoziare e per costruire, insieme agli altri, delle decisioni e delle scelte.
 
Per riuscirci è importante capire come funziona il nostro cervello, e quello degli altri, quando si tratta di fare delle scelte e quali condizionamenti esterni subiamo e subiscono gli altri, spesso inconsapevolmente, che hanno un enorme potere nell’influenzare sia la nostra capacità di riflessione, valutazione e decisione che quella altrui.
“Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi” (Pietro Citati)