“Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia” (Epicuro)
Va bene o non va bene avere amici al lavoro?
Quali vantaggi e quali rischi ci sono nell’avere degli amici al lavoro?
E’ utile, o controproducente, che un’azienda favorisca lo sviluppo di amicizie sul luogo di lavoro?
Si può essere amico del proprio capo, o di un collaboratore?
Si può essere professionali ed oggettivi se si lavora con un amico?
E’ più facile, o più difficile, gestire un conflitto di lavoro con un amico?
 
Queste sono solo alcune delle possibili domande che riguardano il tema dell’amicizia nei luoghi di lavoro e le risposte possono essere molto varie e spesso di segno opposto.
C’è chi pensa che sia positivo avere amici al lavoro, e che questo migliori il clima organizzativo, e chi teme, al contrario, che questo possa determinare una perdita di professionalità, o il rischio che si approfitti dell’amicizia per avere vantaggi, o per coprire determinati problemi, o che ci si distragga più facilmente.
Nella realtà, considerando che passiamo una parte consistente del nostro tempo da svegli al lavoro, è inevitabile, o forse meglio, è auspicabile avere degli amici nel luogo di lavoro.
Alcune ricerche dicono che in media una persona su tre ha incontrato almeno uno dei suoi migliori amici nel luogo di lavoro.
Altri studi dichiarano che il 70% delle persone intervistate ritengono che le amicizie sul lavoro hanno un ruolo fondamentale ai fini del benessere lavorativo, mentre il 50% delle persone che hanno uno dei migliori amici proprio nel luogo di lavoro dimostrano anche di provare un maggior attaccamento rispetto all’azienda in cui lavorano.
L’amicizia gioca un ruolo talmente forte che molti studi evidenziano che in media il 50% degli uomini, ed il 70% delle donne, rifiutano anche lavori più remunerativi per non lasciare il luogo di lavoro in cui hanno amicizie importanti.
Più in generale, la maggior parte degli studi sembra dimostrare che 
esiste una correlazione positiva tra il livello di amicizie presenti in un’organizzazione ed i livelli di motivazione e di produttività.
Sembra, dunque, che anche gli studi scientifici dimostrano che avere amici al lavoro produce benessere e noi di Working room ne siamo profondamente convinti.
 
Ovviamente, come in tutte le cose, può essere saggio darsi qualche piccola regola:
 
  • anche se si è amici è importante riconoscere e rispettare il fatto che ognuno occupa un ruolo ben distinto nell’organizzazione per cui si lavora e, quindi, è necessario rispettare i confini di ruolo. 
  • l’amicizia al lavoro dovrebbe servire per mettere in campo più facilmente alcuni aspetti positivi e tipici della vera amicizia, come la sincerità, la solidarietà, l’ironia, la fiducia, la gentilezza, mentre non è una manifestazione di vera amicizia il pretendere dei trattamenti di favore o il mancare di rispetto per un eccesso di confidenza;
  • l’amicizia al lavoro dovrebbe favorire la capacità di scambiarsi dei buoni feedback, senza prenderla sul personale, piuttosto che assecondare la tendenza a “passarci sopra” perché si è amici;
  • l’amicizia ci permette di conoscere meglio le persone con cui lavoriamo e di capire i loro problemi, le loro motivazioni, e tutto questo può favorire l’empatia, ma occorre fare molta attenzione alla riservatezza, evitando di utilizzare in maniera impropria le informazioni e le confidenze di cui si è venuti a conoscenza;
  • sarebbe importante che ci fosse un esteso sentimento di amicizia all’interno delle organizzazioni, evitando, quindi, di coltivare solo pochi rapporti di amicizia ed escludendo la maggior parte delle altre persone con cui si lavora; ovviamente non è possibile immaginare di essere amici di tutti, ma potrebbe essere molto positivo per ognuno provare ad instaurare dei rapporti amicali con tutti per favorire un rafforzamento della collaborazione. In molti casi, sviluppando un po’ di sincera curiosità verso gli altri, si potrebbe scoprire di avere molte più cose in comune con colleghi che non riteniamo amici rispetto a quelle che abbiamo con chi, invece, consideriamo nostro amico.  
 
Per concludere posso dire che l’amicizia può avere sicuramente un ruolo positivo negli ambienti di lavoro e sarebbe auspicabile che sia le persone che le organizzazioni promuovano ogni giorno piccole e grandi azioni per favorire un clima di amicizia.
 
Piccoli esempi a livello individuale possono essere: offrire un caffè ogni giorno ad un collega diverso; andare a mangiare spesso con colleghi; celebrare insieme qualche evento speciale.
Piccoli esempi a livello aziendale possono essere: favorire pause comuni tra colleghi; creare qualche evento che permetta la socializzazione tra colleghi; dare feedback positivo a chi dimostra di avere un atteggiamento socievole ed amicale nei confronti dei colleghi.
 
Considerando, poi, che il mondo del lavoro è costellato ogni giorno da preoccupazioni e problemi di varia natura, è indubbio che poter contare su colleghi-amici può essere un primo fattore per alleviare le inevitabili ansie.
 
In omaggio alle amicizie attuali e future nei luoghi di lavoro trascrivo una bella poesia, attribuita a Jorge Luis Borges, proprio sul tema dell’amicizia.
 
 
Poema sull’amicizia
Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita 
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, 
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi. 
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita 
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, 
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo. 
Non posso dirti né cosa sei, né cosa devi essere 
solamente posso volerti come sei ed essere tua amica. 
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu.
Non sei né sopra né sotto né in mezzo, non sei né in testa né alla fine della lista 
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere il primo, o il secondo, o il terzo della tua lista. 
Basta che mi vuoi come amica.
Non sono gran cosa,
però sono tutto quello che posso essere.