La parola “hobby” pur essendo inglese, è presente anche nel nostro dizionario italiano ed indica una “occupazione, diversa da quella a cui si è tenuti professionalmente, alla quale ci si dedica nelle ore libere, per svago, ma con impegno e passione” (fonte Treccani).
 
In questa definizione ci sono tre parole che, dal mio punto di vista accomunano il concetto di lavoro con quello di hobby e mi riferisco alle parole:
  • occupazione
  • impegno
  • passione.
 
Sia il lavoro, che gli hobby, sono entrambe delle occupazioni che richiedono impegno e passione per riuscire a farle con soddisfazione.
 
Ma c’è anche un altro collegamento importante tra lavoro ed hobby che forse è poco conosciuto anche se testimoniato da molte ricerche scientifiche:
Le persone che coltivano sistematicamente degli hobby hanno un rapporto più positivo e soddisfacente con il lavoro!

In particolare, le persone che coltivano degli hobby, mediamente, hanno più probabilità di:

  • rafforzare la propria autostima e la padronanza personale;
  • riuscire a darsi degli obiettivi sfidanti;
  • sviluppare creatività, capacità di apprendimento e di problem solving che sono tutte competenze sempre più importanti nella maggior parte dei lavori;
  • riuscire a ricaricare bene le proprie energie, a rilassarsi ed a prendere la giusta distanza rispetto a problemi e difficoltà che incontrano nel proprio lavoro recuperando lucidità di pensiero;
  • rafforzare la propria capacità di memorizzazione;
  • sviluppare un atteggiamento più umile e riconoscere anche i propri limiti e le proprie difficoltà perché molto spesso non si riesce ad essere “i primi della classe” rispetto ai propri hobby;
  • entrare in contatto con persone diverse da quelle frequentate abitualmente ed arricchire il proprio network potenzialmente utile anche a fini professionali;
  • rafforzare la propria autorevolezza sociale stimolando un ricordo positivo nelle altre persone;
  • vivere meglio eventuali momenti critici legati, ad esempio, alla difficoltà di trovare lavoro o alla perdita del lavoro o al pensionamento;
  • tenere in allenamento i propri punti di forza o competenze che non si riescono ad utilizzare nel proprio lavoro attuale.

Nonostante tutti questi vantaggi è anche vero che molte persone:

  • non riescono a coltivare con continuità un hobby perché dichiarano di non avere tempo a sufficienza;
  • non riescono a trovare un hobby che gli faccia venire voglia di metterci impegno e passione e scelgono di occupare il proprio tempo libero con “attività” molto più passive come vedere la televisione, navigare in internet, fare shopping;
  • ritengono che per ricaricarsi sia meglio non fare nulla;
  • si sentono in colpa quando scelgono di dedicare del tempo a coltivare i propri hobby e non ne parlano per paura di essere giudicati negativamente rispetto al proprio lavoro. Al contrario, inserire qualche hobby nel proprio curriculum è un modo per dimostrare di avere interessi al di fuori del lavoro, e di svolgere delle attività che ci permettono di ricaricare le energie e sviluppare competenze che possono rivelarsi davvero utili anche nel lavoro. 

Ci sono tantissimi tipi di hobby che ognuno di noi potrebbe decidere di coltivare: da tutti i tipi di sport a tutte le attività artistiche, dal ballo alla cucina, dal lavoro a maglia al giardinaggio, dalla lettura alla scrittura, dalla fotografia allo studio di lingue straniere, dal collezionare oggetti al ripararli, dai puzzles agli origami, tanto per citare alcuni esempi.
Ma rientrano nella categoria degli hobby anche i video game o le attività di volontariato, per citare casi abbastanza estremi e che possono essere anche socialmente valutati più o meno positivamente.

 
L’importante è che si tratti di attività che fanno venire voglia di migliorarsi giorno dopo giorno, di perseverare nello sviluppare nuove competenze e conoscenze, di mettersi alla prova con i propri limiti e con i propri punti di forza.

Se ti piacerebbe coltivare un hobby, ma non riesci a capire quale scegliere ti suggerisco di:

  • ricordare quello che ti piaceva più fare quando eri piccolo e pensare a quale hobby potrebbe corrispondere;
  • trasformare qualche attività che ti piace, che ti fa sentire bene, ma che fai sporadicamente in un vero e proprio hobby;
  • fare dei test di personalità per capire meglio i tuoi interessi ed i tuoi punti di forza ed associarli ad un possibile hobby;
  • valutare se sei una persona a cui piace maggiormente: fare qualcosa di pratico con le tue mani, pensare, aiutare gli altri, organizzare, parlare e trovare un hobby che è in grado di esaltare una di queste tue preferenze;
  • provare realmente a praticare un hobby e vedere che effetto fa sulla tua motivazione, sul tuo senso di benessere e sulla tua voglia di apprendimento.

Se hai già in testa un hobby, ma pensi di non avere tempo per coltivarlo, ti suggerisco di rivedere le priorità della tua giornata e della tua settimana e di mettere in priorità anche il tuo hobby.  Anche se sei molto impegnato e lavori tante ore al giorno, il segreto per trovare comunque un piccolo spazio da dedicare a noi e al nostro hobby sta infatti nel progettarlo e nel difenderlo con cura, considerando il nostro tempo libero come una scelta da fare consapevolmente. Bastano anche pochi minuti al giorno, ciò che conta è la continuità!
 
Se, infine, pensi che coltivare un hobby sia una perdita di tempo, o pensi che sia tempo rubato al tuo lavoro, spero con questo articolo di averti dato una prospettiva diversa facendoti venire voglia di far parte anche tu di una minoranza “illuminata” di persone a cui si è riferito il filosofo Bertrand Russell quando ha detto:
 
“Essere in grado di riempire il tempo libero intelligentemente è l’ultimo prodotto della civiltà, e al momento poche persone hanno raggiunto questo livello”.
Potremmo dire che l’arte di lavorare è anche l’arte di coltivare con impegno e passione un tuo hobby e di valorizzare al massimo tutti i benefici che ti può portare sia nella tua vita personale che in quella lavorativa!
 
E tu un hobby ce l’hai?