Le vacanze estive sono per molti il principale, se non unico, momento per staccare dal proprio lavoro.
Per alcuni perché è il periodo più lungo che ci si può concedere, o che può venire accordato dal datore di lavoro; per altri perché è obbligatorio in quanto l’azienda chiude per ferie o i clienti vanno in vacanza e quindi non si avrebbe, comunque, del lavoro da fare.
Le vacanze, quasi paradossalmente, rappresentano un momento di stacco anche per chi un lavoro non ce l’ha perché tutto si ferma e quindi è inutile mandare CV in giro, non ci sono colloqui o concorsi da fare, e ci si sente autorizzati a stare in “vacanza” come tutti gli altri.
 
In realtà quando andiamo in vacanza rischiamo di vivere spesso una o più delle seguenti dinamiche:
 
  • non vediamo l’ora di andare in vacanza, oppure, al contrario, ci sentiamo in colpa di andare in vacanza per vari motivi, dal fatto che potremmo avere tanti problemi al lavoro che non si possono “abbandonare”, al fatto di non avere abbastanza soldi e quindi è un “peccato” spenderli per le vacanze, tanto per citare due possibili esempi;
  • pensiamo alle vacanze come una vera e propria fuga dal lavoro e dai problemi, quindi stare in vacanza vuol dire non pensare mai al lavoro e se ci capita, o siamo costretti a farlo, allora non è più vacanza…;
  • carichiamo le vacanze di tante aspettative, spesso purtroppo irrealistiche (ma solo con il senno di poi) del genere: saremo felici, ci godremo l’affetto di parenti e amici, faremo esperienze indimenticabili, dormiremo tranquilli, il tempo sarà bellissimo, conosceremo persone interessanti, vedremo posti magnifici, ci metteremo a dieta, smetteremo di fumare, faremo attività sportiva, etc. e quando scopriamo che tutto questo non accade ci sentiamo “traditi” anche dalle vacanze;
  • se abbiamo solo pochi giorni di vacanza pensiamo che siano troppo pochi, e quindi non ci daranno alcun beneficio, se al contrario facciamo vacanze lunghe, potrebbe spaventarci l’idea di tornare al lavoro ed al vecchio stile di vita (qui puoi leggere qualche consiglio su come tornare al lavoro evitando lo stress dopo un periodo di vacanza);
  • se non riusciamo a finire tutto quello che pensiamo di dover fare prima delle vacanze allora non riusciremo a rilassarci davvero oppure, al contrario, se andiamo in vacanza potrebbe succedere qualcosa che mette a rischio il nostro lavoro o la nostra carriera e quindi è meglio “mantenere la posizione”;
  • se facciamo vacanze lunghe forse il nostro capo non approverà e penserà che non siamo molto responsabili oppure se stacchiamo dal lavoro perderemo la concentrazione e sarà troppo difficile ritrovarla al rientro.
 
Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, e non coinvolgono tutti, anche se molti studi scientifici dimostrano che, in tutto il mondo, il rapporto con le vacanze può essere molto problematico sia per chi le fa e sia per chi non le fa.
Esiste, indubbiamente, anche un’arte di andare in vacanza e ci sono piccoli consigli o accorgimenti che potrebbe essere utile seguire per ottenere il massimo beneficio da un periodo di vacanza.
Leggendo i risultati di uno studio scientifico su questo tema, fatto dall’Università tedesca di Costanza, ho letto un paragone molto interessante ed efficace tra le vacanze ed il cibo.
 
Così come, quando mangiamo, le calorie che ingeriamo non ci danno necessariamente i nutrimenti e l’energia giusta se sono fatte dal cosiddetto “cibo spazzatura”, così quando andiamo in vacanza quello che facciamo non necessariamente ci procura benessere se non prestiamo alcune attenzioni.
 
Tante calorie non assicurano sempre un buon nutrimento e tante vacanze un elevato benessere.
 
Quali sono, quindi, alcune attenzioni che potremmo seguire per cercare di ottenere il massimo beneficio dalle nostre vacanze, siano lunghe o corte, esotiche o casalinghe, lussuose o spartane?
 
Facendo una sintesi dei consigli che vengono dalle principali ricerche su questo tema potremmo cercare di:
 
  • non vedere lavoro e vacanze come “nemici” inconciliabili, ma considerare le vacanze come uno dei migliori alleati per il nostro lavoro;
  • chiarire a noi stessi quali sono i benefici specifici che vorremmo ottenere dalle vacanze anche rispetto al nostro lavoro: potremmo decidere di regalarci un po’ di tempo durante le vacanze per pensare diversamente al nostro lavoro ed ai problemi che abbiamo; oppure per leggere qualcosa di utile per il nostro lavoro e che non abbiamo mai il tempo di fare; oppure per sviluppare una nuova abitudine che ci può essere utile anche quando torneremo al nostro lavoro;
  • concentrarci su quello che abbiamo rispetto alle nostre vacanze piuttosto che su quello che non abbiamo (quindi inutile dire, ad esempio, che sono troppo corte, o ripetitive, meglio pensare che anche pochi giorni possono essere una opportunità per fare qualcosa di buono per noi stessi) ed in ogni caso non caricare le vacanze di troppe aspettative, o di attese irrealistiche ed assumere un atteggiamento aperto e curioso rispetto a quello che i giorni di vacanza ci faranno vivere;
  • fare in modo che le nostre vacanze abbiano quattro requisiti importanti: siano una fonte di rilassamento (che vuol dire fare qualcosa che ci piace e non “non fare niente”); ci permettano di avere il controllo di quello che decidiamo di fare (cosa fare, quando e come farlo); ci permettano di fare bene qualcosa (come vincere una partita a carte tra amici) anche per rafforzare la nostra autostima; favoriscano il nostro distacco mentale dalla quotidianità lavorativa (ad esempio spegnendo il telefonino o vedendo le mail di lavoro solo in alcuni momenti della giornata);
  • gestire al meglio i giorni lavorativi precedenti le vacanze al fine di ridurre possibili problemi, aspettative o malintesi nel periodo di ferie: ad esempio telefonando o scrivendo alle persone con cui si hanno più rapporti di lavoro per avvisare chiaramente che si è in vacanza e chiarendo quello che si è riusciti a concludere e quello che è rimasto in sospeso, oppure concordando con i propri colleghi o collaboratori un orario preciso nella giornata in cui si potrà essere reperibile.

Per finire può essere utile sapere che tanti studi scientifici ci dicono che:
 
  • il picco del benessere da vacanze si ha in media all’ottavo giorno, quindi non occorrono, in realtà, vacanze tanto lunghe per avere benefici;
  • il benessere prodotto dalle vacanze non è tanto, o solo, quello che sperimentiamo durante il periodo in cui non lavoriamo, ma soprattutto quello che si genera prima e dopo grazie alle vacanze: pensare in anticipo alle vacanze, visualizzare dove andremo e quello che faremo anche mentre stiamo ancora lavorando, fa attivare gli ormoni del benessere così come capitalizzare i ricordi di quello che abbiamo fatto durante le vacanze rivedendo foto, raccontando qualche episodio piacevole, indossando un souvenir;
  • le persone che fanno più carriera sono quelle che si concedono regolarmente vacanze e che riescono a trarne benefici che traducono anche in una maggiore motivazione rispetto al lavoro, nella possibilità di vedere il lavoro da nuove e diverse prospettive, nella capacità di utilizzare anche le vacanze per generare nuove idee stimolanti, orientamenti, comportamenti utili per il lavoro.
 
 
Delle buone vacanze possono essere un grande alleato per il nostro lavoro se sappiamo come farle!