Uno dei momenti più interessanti nella mia vita è stato quando ho compreso che
non siamo il nostro cervello
nel senso che non dobbiamo credere, e fidarci ciecamente, di tutto quello che ci viene “in testa”, perché il nostro cervello può fare degli errori, e quindi farci credere e, di conseguenza, comportare, in modi che non sono i più convenienti per noi.
 
Abbiamo, quindi, la possibilità di:
  • prendere le distanze dal nostro cervello;
  • riconoscere gli errori che può commettere;
  • imparare a non cadere nelle trappole in cui questi errori ci potrebbero indurre.
 
Questo processo si può chiamare anche “consapevolezza” e penso che sia utile allenarla per diventare sempre più padroni di quello che ci accade e meno vittime degli eventi.

Anche nel lavoro, infatti, molte delle insoddisfazioni, dei conflitti, delle incomprensioni, nascono da errori che il nostro cervello ci fa commettere.

Oggi parlo di tre errori molto comuni, che in gergo più tecnico sono noti come “bias” cognitivi.

Effetto alone

Il primo errore si chiama “effetto alone” ed è un “bias cognitivo” per cui tendiamo a trasferire la sensazione che proviamo per qualcuno sulle cose che dice. Quindi se al lavoro il nostro collega, o il nostro capo, ci è antipatico, o pensiamo che sia incompetente, tenderemo a valutare in maniera negativa qualunque cosa dica, anche se dice qualcosa di valido. Oppure non presteremo ascolto a quello che dice, perché penseremo già che dirà qualcosa di poco interessante, o che ci farà “saltare i nervi” e magari perdiamo l’occasione di ascoltare qualcosa di utile. Vale ovviamente anche il contrario, cioè tenderemo a prendere sempre per buone le cose che ci dicono le persone che ci piacciono di più, o che riteniamo più intelligenti, e magari non esprimiamo un pensiero critico obiettando quando ce ne sarebbe bisogno.

Effetto conferma

Il secondo errore si chiama “bias di conferma” per cui cerchiamo solo indizi, storie, fatti che concordano e confermano quello che pensiamo invece di provare a trovare elementi per smentirle. Il nostro cervello, cioè, si attiva per farci vedere solo quello che ci fa “più comodo”, che è più rassicurante, e non ci fa vedere quello che ci farebbe fare più fatica, perché ci imporrebbe di pensare diversamente, di rimettere in discussione i nostri pensieri. Per questo motivo sarebbe davvero importante acquisire il metodo di cercare sempre di mettere in discussione quello che pensiamo cercando anche di trovare elementi che contraddicono le nostre tesi.

Effetto disponibilità

Il terzo errore si chiama “bias di disponibilità” per cui diventa più importante, o significativo, per noi solo quello cui siamo più esposti a livello informativo. E’ un tipo di errore che può farci indurre ad essere troppo sicuri di noi, o a vedere solo alcuni aspetti del nostro lavoro e non altri, perché vediamo solo quello che succede a noi e non, ad esempio ai nostri colleghi. Se i dati confermano che abbiamo sempre preso delle buone decisioni, tenderemo a pensare che non abbiamo il rischio di sbagliare (eccesso di sicurezza) perché le informazioni a disposizione sono positive, e magari non prenderemo una decisione più ponderata. Oppure se ci occupiamo solo di pensare ai dati del nostro ufficio, tenderemo a non valutare l’impatto che la nostra attività ha su quella di altre aree, perché abbiamo a disposizione solo i dati relativi alla nostra attività e ci sembra che vada tutto bene.
 
Per gestire i “bias cognitivi”:
  • il primo passo è sapere che esistono;
  • poi capire quando tendiamo a metterli in campo;
  • poi cercare di stopparli e fare il contrario di quello che il nostro cervello ci suggerirebbe di fare in quel momento.
 
Il nostro cervello è una macchina molto potente, ma è importate saperla condurre e non farsi guidare mettendo il pilota automatico!
 
E tu che ne pensi? Sai riconoscere questi “bias” in te e negli altri? Se ne hai voglia scrivi un tuo commento alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra. Buon lavoro!
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