I contesti di lavoro sono spesso visti come luoghi molto diversi da quelli che pratichiamo nella nostra vita privata. Ad esempio a molti può sembrare strano associare il verbo “celebrare” ad occasioni di lavoro, mentre è più comune farlo pensando a situazioni di vita familiare o sociale.
 
Certo, capita di sentire che un’azienda celebra il raggiungimento di traguardi importanti come lunghi anni di vita, o risultati economici rilevanti, ma il più delle volte quello che accade, di positivo, nei luoghi di lavoro non viene quasi mai celebrato, festeggiato, reso un momento in cui dire e dirsi: “grazie” o “siamo stati bravi” o “ce l’abbiamo fatta”!
In realtà le occasioni per poter “celebrare” qualcosa possono essere molto più frequenti, se si è bravi a scoprirle e valorizzarle, e farlo può avere un impatto molto positivo sul clima organizzativo e sul benessere e la motivazione delle singole persone.
Allora, invece di aspettare che sia l’azienda o l’organizzazione a riconoscere quello che può essere giusto celebrare, invece di pensare che debbano essere altri a ringraziare o festeggiare per qualcosa che è stato fatto bene, ognuno di noi può fare, quasi ogni giorno, il primo passo in questa direzione, a partire da tante piccole cose.
 
Ad esempio:
 
  • essere riusciti a completare un lavoro difficile senza aver fatto particolari errori o senza aver generato particolari problemi;
  • aver lavorato tutto il giorno mantenendo alta la motivazione e l’energia;
  • avere reagito bene ad una situazione critica (un errore, una critica, un conflitto) ed essere riusciti a trarne qualcosa di buono;
  • essere stati di aiuto per qualcuno che si trovava in difficoltà al lavoro;
  • aver ricevuto un feedback positivo o un ringraziamento per un lavoro ben fatto o un complimento;
  • essere riusciti a parlare in maniera assertiva esprimendo al meglio le proprie idee ed opinioni;
  • aver mantenuto alta la concentrazione con un impatto positivo sulla propria produttività giornaliera;
  • aver completato tutta la lista giornaliera delle cose da fare;
  • essere stati interpellati da qualcuno per un consiglio o un parere o un suggerimento;
  • essere riusciti a raggiungere un proprio obiettivo di sviluppo professionale;
  • aver conosciuto persone nuove ed interessanti o stimolanti per il proprio lavoro;
  • aver capito o imparato qualcosa di nuovo per il proprio lavoro;
  • aver avuto un dialogo interessante con qualcuno che ci ha ispirato nuove idee o nuove motivazioni.


Si può celebrare un risultato da soli, con qualche collega, con il proprio team. Si può farlo rispetto a noi stessi o si può decidere di celebrare qualcuno a cui abbiamo visto fare qualcosa di positivo.
 
Si può farlo andando a bere un semplice caffè, o regalandosi cinque minuti per una telefonata personale, o condividendo il risultato con altri facendo un piccolo discorso in merito, o riconoscendo, intimamente, di essere stati bravi e regalandosi un sorriso.
 
L’importante è farlo, invece di dare per scontate le tante piccole cose che ci accadono ogni giorno nel lavoro.
Se ci pensiamo bene, infatti, riuscire a fare tante delle piccole cose citate tra gli esempi di prima non è affatto banale o semplice
Ogni lavoro richiede sempre uno sforzo, un impegno e trovare il modo di riconoscere e ripagare l’impegno profuso, anche da soli e con piccole “celebrazioni”, aiuta anche a sostenere positivamente motivazione ed autostima, nostra e delle persone con cui lavoriamo.
Rinunciare a queste piccole celebrazioni e soddisfazioni può infatti mettere in moto, nel lungo periodo, un perverso meccanismo in base al quale:
 
  • da una parte pensiamo che quello che facciamo nel lavoro andrebbe più riconosciuto ed apprezzato dagli altri;
  • dall’altra parte aspettiamo che siano proprio gli altri a fare il primo passo in termini di apprezzamenti e riconoscimenti rispetto al nostro lavoro e se questo non avviene (ad esempio non arriva l’aumento di stipendio o la promozione tanto attesa) perdiamo progressivamente motivazione, abbattiamo la nostra autostima o assumiamo atteggiamenti rivendicativi più o meno manifesti.

Imparare, invece, a riconoscere e valorizzare quello che di buono accade ogni giorno nel lavoro, grazie a noi e/o agli altri, e sostenendolo con piccole “celebrazioni”, ci aiuta a rafforzare la nostra autostima ed anche a favorire il riconoscimento da parte degli altri in un gioco in cui tutti vincono.

Come ha scritto Banana Yoshimoto: 
“La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive”.
Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore.
(Madre Teresa)