Cosa c’entra la chimica con il lavoro?
C’entra perché è ormai scientificamente dimostrato che 
tutte le relazioni interpersonali determinano la produzione di ormoni che contribuiscono, in maniera significativa, ad influenzare il nostro stato di benessere o di malessere
con conseguenti impatti, se pensiamo al lavoro:
 
  • sui risultati che riusciamo a produrre;
  • sulla nostra motivazione;
  • sul modo in cui vediamo la realtà nonché le opportunità ed i problemi che la caratterizzano.
 
Essere più consapevoli di come agisce la chimica su di noi e quali sono gli ormoni del benessere può aiutarci a:
 
  • evitare la facile scappatoia di pensare che sia il “carattere”, nostro e degli altri, ad influenzare i comportamenti sul lavoro, magari associando questo pensiero all’idea che il carattere non si cambia e che, quindi, certe situazioni sono inevitabili ed immodificabili;
  • capire come possiamo, al contrario, favorire con i nostri comportamenti lavorativi quotidiani la produzione di ormoni del benessere, in noi e negli altri, magari riuscendo anche a depotenziare la produzione di ormoni del malessere che non aiutano sicuramente il nostro lavoro e quello degli altri.
 
Le conoscenze scientifiche sulla produzione ed il funzionamento degli ormoni sono relativamente recenti, ma offrono sicuramente molti spunti interessanti per supportare lo sviluppo delle competenze soft, il cui ruolo è ritenuto sempre più importante nei luoghi di lavoro.
 
Gli ormoni che hanno la capacità di favorire il nostro benessere sono:
  • le endorfine;
  • la serotonina;
  • l’ossitocina.
 
Un altro ormone che può avere una importante funzione sulla nostra energia e la nostra attenzione e concentrazione è l’adrenalina, sebbene in dosi eccessive può determinare anche degli effetti collaterali negativi.
 
Infine un ormone che può avere un impatto negativo sul nostro stato complessivo, fisico e mentale, è il cortisolo.
 
Proviamo a conoscere un po’ meglio questi ormoni, precisando sin d’ora che non ho la pretesa di un grande rigore scientifico, ma solo la speranza di riuscire a stimolare un po’ di curiosità su questo tema per avere, soprattutto, qualche spunto su cosa potremmo fare per assicurarci una dose ottimale di ormoni del benessere anche nei luoghi di lavoro.

Endorfine

La scoperta delle endorfine è avvenuta nel 1975 ed è considerata una delle scoperte più importanti degli ultimi cento anni. Le endorfine sono state anche ribattezzate gli ormoni del benessere, vengono prodotte dal nostro cervello e si caratterizzano per una potente azione analgesica ed eccitante, avendo una azione simile a quella della morfina e di altre sostanze oppiacee, senza averne gli effetti collaterali.
 
Le endorfine aumentano la nostra tolleranza rispetto al dolore ed hanno una funzione molto importante nel regolare il nostro umore e nel farci sopportare meglio le situazioni di stress
riducendo lo stato di ansia e di rabbia e favorendo il controllo dell’appetito così come la regolazione del sonno e della temperatura corporea, che sono indicatori abbastanza eloquenti del nostro livello di stress.
Dolore, disagio, ansia, tensione muscolare sono tutti segnali di allarme perché indicano che il livello di endorfine nel nostro corpo è troppo basso e bisogna trovare il modo, quindi, per innalzarlo.
Il rilascio delle endorfine nel nostro corpo viene favorito, ad esempio, dall’attività fisica così come dall’agopuntura o dai massaggi, che ovviamente non si possono fare nei luoghi di lavoro. Ma le endorfine si stimolano anche ascoltando musica, ridendo, scambiando un gesto fisico di affetto o vicinanza o mangiando cioccolata, noci o semi di lino, e queste sono cose che si possono fare anche nei luoghi di lavoro.
Quindi, se vogliamo innalzare il livello di endorfine, nostro e degli altri, nei luoghi di lavoro può essere una buona idea avere una scorta di cioccolata o di noci, ma anche imparare ad ironizzare e sdrammatizzare, scambiando un sorriso o un piccolo contatto fisico con gli altri o, se possibile, distrarsi ascoltando anche un solo brano della nostra musica preferita.

Serotonina

La serotonina è un ormone sintetizzato principalmente nell’apparato gastrointestinale ed è stato ribattezzato l’ormone della felicità essendo uno degli ormoni che ha più impatto sul nostro livello di buonumore:
più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro grado di appagamento, soddisfazione e benessere psicofisico
La serotonina agisce sul funzionamento dell’apparato gastrointestinale, del sistema nervoso centrale e della pressione arteriosa.
Come per le endorfine anche la produzione di serotonina può essere stimolata in vari modi, molti dei quali non possono essere praticati nei luoghi di lavoro (dai massaggi alla luce solare, dal sesso allo yoga), ma è scientificamente dimostrato che effetti benefici dipendono anche dalla alimentazione così come dalla socializzazione, ed in questi due ambiti ci sono cose che si possono fare anche mentre lavoriamo.
Portarsi al lavoro della frutta, o dei cereali integrali, può essere di grande aiuto per aumentare i livelli di serotonina; per onore di cronaca lo fanno anche tutti i cibi dolci, ma con l’aggiunta indesiderata di farci ingrassare…
Fare un break di cinque minuti per chiacchierare con un collega o con un amico ed allontanarsi in questo modo da un momento di tensione può essere un altro piccolo trucco per aiutare a mettere in circolo la serotonina, oltre che per staccare per un po' riducendo il nostro livello di stress.

Ossitocina

Il termine ossitocina deriva dal greco e significa, letteralmente, “parto veloce”, si tratta, infatti, di un neurotrasmettitore che è fondamentale nelle ultime fasi del travaglio poiché è in grado di stimolare le contrazioni uterine facilitando il parto.
L’ossitocina viene rilasciata anche nella fase di allattamento e favorisce in maniera importante il legame madre-figlio. Per questo motivo 
l’ossitocina viene anche chiamata l’ormone dell’amore ed è in grado di contribuire in maniera significativa ad accrescere i legami affettivi ed a favorirne la stabilità nel tempo
L’ossitocina è l’ormone delle coccole, degli abbracci, del contatto fisico e dell’empatia. Diminuisce i livelli di stress e di ansia e favorisce la nostra capacità di lettura delle emozioni altrui, la fiducia, il senso di appartenenza e la socializzazione. Il suo effetto è stato paragonato a quello prodotto dall’alcool, che aiuta a superare la timidezza ed aumenta l’empatia e la propensione verso gli altri.
Come per gli altri ormoni del benessere un grande aiuto per svilupparli può venire dall’alimentazione: melograno, vaniglia, cioccolato, banane, fragole, mandorle, solo per citare alcuni dei principali alimenti che può essere possibile portarsi o trovare anche nei luoghi di lavoro.
Ma servono anche gesti di solidarietà, di riconoscimento, di affetto per innalzare i livelli di ossitocina.

Adrenalina

L’adrenalina è un ormone che ha un ruolo fondamentale nel far aumentare molto velocemente le prestazioni del nostro organismo e viene prodotta in presenza di particolari stati emotivi.
In casi di attività fisica, stress, ansia, paura, rumori improvvisi, etc., il nostro sistema nervoso simpatico rilascia adrenalina per produrre una fortissima energia che ci aiuta a mettere in campo una reazione primordiale di lotta o di fuga.
In sostanza l’adrenalina è una sorta di messaggero che comunica alle cellule del nostro organismo che c’è un pericolo e quindi che occorre sviluppare una energia straordinaria per fuggire dal pericolo o per combatterlo. L’adrenalina aiuta a stimolare l’attività del cuore, aumentando la frequenza cardiaca, fa affluire il sangue nelle zone del corpo che più lo necessitano, riduce il senso di fatica muscolare, facilita l’assorbimento degli zuccheri da parte del sangue.
Come risultato l’adrenalina riesce a migliorare le prestazioni del nostro organismo, aumenta la potenza del nostro cervello e ci fa stare bene, cioè ci fa sentire di avere del potere di fare qualcosa.
Ecco perché alcune persone dicono che danno il meglio di sé nel lavoro se sono sotto pressione. 
L’adrenalina ha a che fare con la motivazione, con lo sfidarsi a fare qualcosa di nuovo o di difficile o di urgente ed è un ormone positivo, che ci aiuta ad affrontare questi momenti.
Una certa dose di ansia, di batticuore, e, anche nel lavoro non vanno viste come un fattore negativo, ma come elementi che ci aiutano ad alzare la soglia di attenzione, la concentrazione e la nostra capacità di vedere le questioni sotto diversi aspetti.
Sentire l’adrenalina che percorre il nostro corpo può renderci consapevoli che stiamo facendo qualcosa di nuovo e di importante.
A differenza, però degli altri ormoni, una dose eccessiva di adrenalina può produrre effetti collaterali negativi mettendo troppo sotto sforzo il nostro organismo.
Non possiamo pensare di essere costantemente sotto l’effetto dell’adrenalina e questo vuol dire fare attenzione a non esagerare con il lancio di sfide professionali, o anche più semplicemente, con il costante lavoro in condizioni di urgenza e di emergenza, per noi e per gli altri.

Cortisolo

Il cortisolo è l’ormone dell’azione. La sua secrezione è più alta a prima mattina, quando ci dà la sveglia e la sferzata per necessaria per cominciare una nuova giornata. 
Il cortisolo è noto come l’ormone dello stress, perché la sua produzione aumenta in condizioni di forte stress fisico o psicologico per favorire il funzionamento vitale del nostro organismo in situazioni che il nostro cervello legge come pericolose. 
Il problema collegato a questo ormone è che se rimangono nel nostro organismo alti livelli di cortisolo anche dopo che è passata la minaccia del pericolo, mettiamo a rischio il funzionamento del nostro sistema immunitario, si accelera la produzione di acidi grassi e si può compromettere il funzionamento della tiroide.
Il cortisolo è un ormone in grado di alterare pesantemente i ritmi della fame e porta ad accumulare il grasso. Se la sua produzione è eccessiva anche l’adrenalina cresce troppo provocando gli effetti collaterali di forte batticuore, sudorazione, ansia ed innalzamenti di pressione.
Il cortisolo aumenta con lo stress, così come in caso di digiuno o di abitudini alimentari scorrette.
Riuscire a tenere sotto controllo il livello di cortisolo nel nostro corpo è molto importante e per farlo bisognerebbe aiutare proprio la produzione degli ormoni del benessere, a partire da piccole cose come uno snack da mangiare, una parola o un gesto gentile da scambiarsi, una risata da fare insieme ad altri o una passeggiata per calmarsi.
 
Spero che gli esperti mi perdoneranno per eventuali imprecisioni e semplificazioni di tipo scientifico, ma penso che se nei luoghi di lavoro imparassimo tutti a riconoscere e gestire l’impatto dei nostri ormoni e di quello degli altri eviteremmo di cadere nell’alibi del “carattere” e ci aiuteremmo a contagiarci con gli ormoni del benessere.
 
Primo Levi ha detto: “La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete”.
 
Anche la chimica può aiutare la nostra arte di lavorare!