Nel mondo del lavoro, come nella vita privata, le critiche hanno sostanzialmente una connotazione negativa, sia per chi le pone che per chi le riceve, e sono all’origine di tanti malumori e conflitti tra le persone.
 
Difficilmente chi fa una critica la pone nel migliore dei modi possibili, per favorire il fatto che il destinatario la comprenda e, dall’altro lato, chi la riceve spesso mette in campo una reazione emotiva, di attacco o di difesa, che impedisce di ascoltare davvero il contenuto della critica perdendo, a volte, un’occasione preziosa per farne tesoro.

Ovviamente non tutte le critiche sono appropriate, fondate ed utili, ma a volte lo sono e sarebbe meglio ascoltarle e capire se ci possono essere di aiuto invece di negarle, rimuoverle, minimizzarle, trasferirle subito addosso ad altri che riteniamo più responsabili di noi verso quel tipo di critica.

Peraltro, 
anche quando riteniamo che una critica che abbiamo ricevuto non sia corretta ed opportuna, sarebbe meglio imparare a gestirla evitando reazioni emotive che, generalmente, non portano mai nulla di buono.
Quasi tutte le persone che lavorano ricevono, prima o poi, delle critiche spesso sotto forma di:
 
  • giudizi: “non sei stato capace di….”; “hai sbagliato a …..; “non hai capito che…”; “non imparerai mai…”;
  • accuse: “mi fai proprio arrabbiare quando dici ….”; “è colpa tua se…”; “non posso fidarmi di te”; “fai sempre gli stessi errori”; “perché fai così?”; “non ti rendi conto di quello che hai fatto?”;
  • lamentele: “così non va”; “è sempre la solita storia”; “se continui così non so dove andremo a finire..”; “ora mi toccherà rimediare…”; “adesso il problema me lo ritrovo io..”; “sono senza parole…”; “te l’ho detto mille volte…”; “non mi piace…”; “mi stai mettendo in difficoltà..”; “non ne posso più”;
  • esortazioni (spesso mascherate da consigli): “ti consiglio di….”; “sarebbe meglio che rifacessi questo lavoro…”; “la prossima volta penso che dovresti…”; “al posto tuo io avrei fatto così…”;
  • disaccordi: “non condivido quello che hai detto….”; “al posto tu non mi sarei comportato così”; “io e te la pensiamo proprio diversamente..”; “non ho proprio capito dove vuoi arrivare…”;
  • ammonimenti: “non tollero più una seconda volta…”; “la prossima volta pagherai le conseguenze”; “se non cambi non so più cosa fare”.

Chi riceve questo tipo di critiche potrebbe trovarsi sia nella condizione di pensare che la critica sia giusta, oppure di ritenere che la critica sia sbagliata. In entrambi i casi potrebbe sicuramente dissentire sul modo in cui è stata posta la critica, indipendentemente dal contenuto della stessa, perché tutte le frasi giudicanti, accusatorie, vittimistiche, etc. non sono il massimo per favorire la comprensione di un problema dal momento che fanno sentire la persona sotto attacco ed in preda ad una sicura tempesta emotiva.
 
Per tutti questi motivi le tipiche reazioni alle critiche sono di:
 
  • minimizzare: “non mi sembra che questo sia il problema più importante, abbiamo ben altri problemi!”;
  • negare: “non penso che gli altri la pensano come te”; “non è vero, non ho fatto niente di sbagliato”; “io penso che ho fatto bene”;
  • incolpare gli altri: “è vero, ma ho reagito solo a quello che ha fatto ….”; “invece di prendertela con me cerca di pensare a quello che ha fatto…”; “ anche gli altri fanno così…”; “è vero, ma se lo meritavano…”; “è tutta colpa del fatto che ho troppe cose da fare..”;
  • distrarre: “sarà pure vero, ma perché non pensi a tutte le altre cose che faccio bene…”;
  • ridicolizzare: “non pensavo di essere così importante…”; “non pensavo di meritare tutta questa attenzione…”;
  • drammatizzare: “è vero, sono proprio un disastro”; “non ce la farò mai”; “se pensi questo di me allora è molto grave…”.
 
Questo tipo di reazioni porta la persona a non pensare realmente al contenuto della critica, bensì a pensare solo a come difendersene cercando di mitigare il senso di rabbia, di delusione, di paura, di frustrazione, di vergogna, di colpa che quella critica ha generato.
 
Una reazione migliore, valida per qualunque tipo di critica, è in realtà molto semplice e si può racchiudere in una frase del tipo:
 
“ok, grazie per avermelo detto, ho bisogno di rifletterci sopra per capire cosa posso fare in merito a quello che mi hai detto”.
 
Frasi alternative, ma dello stesso tenore, potrebbero essere:
 
“Sono d’accordo con quello che dici, hai dei suggerimenti da darmi per capire cosa posso fare di diverso in futuro?”
 
oppure
 
“Non ho ben capito cosa mi stai dicendo, puoi farmi degli esempi più specifici di quello che ho fatto e dirmi in cosa non ti trovi d’accordo”
 
oppure
 
“posso farti qualche domanda per cercare di capire meglio cosa intendi?”
 
oppure
 
“capisco quello che stai dicendo, puoi dirmi cosa avresti fatto tu al mio posto?”
 
oppure
 
“prendo atto che questo sia un problema per te, cercherò di capire come gestire diversamente in futuro la situazione e poi ti dirò quali sono state le mie riflessioni”.
 
Quello che accomuna tutte queste frasi è che permettono di non entrare in polemica, dimostrano che la persona che le pronuncia non sta prendendo la critica come una grave offesa personale, bensì come una questione su cui riflettere prendendo il tutto con la giusta distanza.
 
Una reazione di questo tipo evita conflitti inutili e mette la persona che ha ricevuto la critica nella condizione di poter riflettere più sia sul contenuto, che sul modo, e di poter capire se, al fondo, quella critica contiene qualcosa che può essere utile per migliorare nel proprio lavoro.

In fondo ogni critica ci può far capire qualcosa, o di noi stessi, ed esempio qualche area di miglioramento possibile, o delle persone che ce l’hanno fatta, ad esempio ci fa capire cosa è importante per la persona che ci critica, quali criteri utilizza per valutare un lavoro, a quali elementi fa attenzione rispetto alla collaborazione.
 
Sviluppare la competenza di reagire bene alle critiche, anche quelle infondate o mal poste, può essere molto utile per la propria tranquillità e per migliorare la collaborazione con gli altri.
 
Se poi, in futuro, diventassimo tutti più bravi ad evitare critiche giudicanti, accusatorie, etc. e a chiedere, dare e ricevere solo dei buoni “feedback”, sicuramente la vita lavorativa di tutti sarebbe migliore!