“Non è il viso che colpisce, ma le espressioni... non è il corpo che ci piace, ma il modo in cui si muove... non è spesso l'aspetto fisico che ci attrae... ma sono i modi di fare di una persona” (Marilyn Monroe)
ed i modi di fare riguardano molto le competenze “soft”, meglio conosciute come "competenze relazionali"…
 
Le competenze, a pensarci bene, sono il primo e vero capitale di cui dispongono le persone per lavorare.
Più competenze si hanno, più valore si ha sul mercato.
D’altra parte, sempre continuando ad utilizzare la metafora del capitale, mi sembra che si possano fare altre due considerazioni preliminari:
 
  1. Per capire quale sia davvero l’ammontare ed il valore di un capitale occorre essere molto specifici: dire “ho tanti soldi” “oppure ho un patrimonio molto vasto” in realtà non vuol dire nulla. Occorre specificare quanti sono i soldi, che tipologia di beni si posseggono e così via. Questa stessa considerazione vale per il capitale rappresentato dalle competenze. Dire che si è bravi, o che si hanno tante competenze, non indica nulla del nostro reale valore. Riuscire, invece, a specificare con chiarezza quali e quante competenze si hanno, dare loro un nome e spiegarle anche attraverso esempi di comportamento, aiuta di più, sia noi stessi che gli altri, a capire quale sia il patrimonio di competenze che abbiamo e come possiamo utilizzarlo proficuamente nel nostro lavoro.
  2. Per preservare nel tempo il valore del capitale occorre continuamente gestirlo, occuparsene quindi, capire come farlo crescere o come fare in modo che non perda valore. Anche in questo caso vale lo stesso per il capitale rappresentato per le competenze. Occorre tenersi in allenamento sulle competenze che si hanno, svilupparne di nuove, capire quali sono quelle che continueranno ad essere utili in futuro e quali lo saranno meno.
 
 
Stante queste considerazioni mi sembra che molte persone non abbiano una chiara idea di quanto vale davvero il proprio capitale di competenze spesso perché non hanno dedicato un tempo sufficiente a valutare i propri tratti di personalità, le proprie attitudini,in modo da essere più consapevoli di quali capacità e competenze si posseggono dando loro un nome specifico che può anche essere comunicato agli altri per far riconoscere meglio il proprio specifico valore.
 
Questo problema vale soprattutto per le cosiddette “competenze soft”, cioè quelle competenze che vengono a vario titolo chiamate relazionali, trasversali, immateriali, e che si distinguono dalle “competenze hard” intese come le competenze di natura strettamente tecnico-funzionale.
 
E’ più facile per molte persone poter descrivere le proprie competenze professionali, anche utilizzando, per traslazione, ad esempio, il proprio titolo di studio (“sono un avvocato piuttosto che un ingegnere) o il proprio ruolo professionale (“sono il direttore di stabilimento piuttosto che sono il responsabile della amministrazione).
Nella realtà anche questo modo di presentare le proprie competenze professionali è molto riduttivo e dice poco del reale valore che ha quella persona.
 
Quando si passa, comunque, alle capacità e alle competenze relazionali la genericità e la confusione rischia di essere ancora maggiore ed è un vero peccato perché sempre più
sono e saranno queste la tipologia di competenze che consentiranno alle persone di fare la differenza nel mondo del lavoro.
Sgombrando subito il campo da un eventuale rischio di associazione privilegiata delle competenze “soft” al genere femminile, cosa in cui personalmente non credo, mi piace il termine “soft” perché è un termine che si utilizza per indicare qualcosa che suscita sensazioni ed emozioni piacevoli, qualcosa che ha anche a che fare con la leggerezza o la capacità di alleggerire, qualcosa che ha assonanza con la delicatezza che a sua volta, ad esempio nelle relazioni, può indicare anche una capacità di rispettare gli altri.
 
Inoltre mi sembra che questa disponibilità ad essere “soft” sia anche indicativa di un orientamento e di una capacità della persona di entrare e stare in relazione con gli altri senza puntare su una più aggressiva dimostrazione di superiorità data dal talento, dai titoli professionali, dal ruolo, bensì, al contrario, di aprirsi alla relazione con gli altri in uno spirito reale di servizio verso gli altri e di ascolto.
Forse le persone che hanno davvero “forti” competenze “soft” (e non è un ossimoro) sono talmente sicure di sé che non hanno bisogno di apparire le più intelligenti, le più preparate, le più smart per entrare in relazione con gli altri.
Ed anche questo mi sembra un tratto sempre più prezioso per le organizzazioni che vogliono puntare sul favorire un lavoro di squadra andando oltre gli individualismi professionali.
 
Sempre più, nei luoghi di lavoro, avere persone capaci di creare un clima positivo e piacevole, di alleggerire i momenti di complessità o di conflitto, di rispettare e valorizzare le diversità, che inevitabilmente ci sono tra le persone, significa avere persone di valore.
 
Per tutti questi motivi mi sembra interessante dare dei nomi specifici alle diverse capacità e competenze relazionali che possono avere le persone al fine di favorire una consapevolezza di quali competenze si posseggono effettivamente. Ed è questo un lavoro di presa di coscienza che aiuta anche a rafforzare il proprio livello di autostima (che è proprio una delle competenze soft). Scoprire quali competenze relazionali si possiedono permette anche di valorizzarle ad esempio nel curriculum, o durante un colloquio di lavoro.
 
Dall’altra parte ognuno potrà anche più facilmente individuare quali sono le tipologie di competenze relazionali su cui è meno forte per poter poi decidere se svilupparle o come contenerle, magari circondandosi di persone che, invece, hanno proprio quelle competenze come loro elementi distintivi.
 
Ecco un pratico elenco delle principali capacità e competenze relazionali, divise in quattro aree:
 

COMPETENZE RIFERITE ALL'AREA DELLA AUTOCONSAPEVOLEZZA

L’area dell’autoconsapevolezza riguarda la capacità di sentire e capire i propri stati interiori, sia razionali che emotivi, di riconoscere, quindi i propri pensieri e le proprie emozioni e quali collegamenti ci sono. Riguarda quindi anche la capacità di riconoscere e rispettare i propri bisogni, le proprie preferenze, nonché di valorizzare le proprie risorse e competenze in generale.
Le competenze principali che riguardano questa area sono:
 
  • Consapevolezza emotiva: capacità di riconoscere le emozioni che si stanno provando e gli effetti che producono.
  • Capacità di autovalutazione: capacità di essere consapevole dei propri punti di forza e di debolezza.
  • Livello di autostima, di sicurezza e fiducia in se stessi: capacità di riconoscersi delle doti, dei meriti e delle possibilità.

COMPETENZE RIFERITE ALL'AREA DELLA RELAZIONE CON SE STESSI

L’area della gestione della relazione con se stessi riguarda la capacità di gestire i propri stati interiori, i propri impulsi e le proprie risorse.
Le competenze principali che riguardano quest’area sono:
 
  • Capacità di controllo emotivo e di mantenere la calma: capacità di tenere a bada eventuali reazioni distruttive.
  • Trasparenza ed autenticità: capacità di agire coerentemente con i propri valori e di saperli comunicare agli altri.
  • Adattabilità e flessibilità: capacità di adattarsi ai cambiamenti.
  • Spirito di iniziativa: capacità di cogliere le opportunità in maniera proattiva.
  • Perseveranza e resilienza: orientamento a mantenere la motivazione alta nonostante ostacoli e problemi.
  • Orientamento a sfidarsi e migliorarsi: volontà di porsi sempre dei nuovi traguardi da raggiungere.
  • Capacità di perdonarsi e di tollerarsi: capacità di auto compassione e di tollerare, nel senso di ammettere la possibilità, di errori e critiche.
  • Capacità di auto promuoversi: capacità di riuscire a far vedere agli altri il proprio valore senza essere aggressivi o arroganti.

COMPETENZE RIFERITE ALL'AREA DELLA CONSAPEVOLEZZA SOCIALE

L’area della consapevolezza sociale riguarda la capacità di riconoscere ed essere consapevoli di quali sono i bisogni, le attese, gli stati emotivi degli altri.
Le competenze principali che riguardano quest’area sono:
 
  • Empatia: capacità di mettersi nei panni degli altri e di provare un autentico interesse per i loro problemi.
  • Capacità di riconoscere il clima emotivo all’interno di un gruppo: capacità di percepire lo stato emotivo prevalente all’interno di un gruppo.
  • Orientamento verso gli altri in una logica di servizio: interesse ad agire per produrre un valore per gli altri e non per affermare delle proprie volontà o competenze o superiorità.
  • Capacità di individuare i tratti culturali prevalenti negli altri: capacità di capire quali sono le convinzioni e gli assunti culturali che condizionano il pensiero e l’azione degli altri.

COMPETENZE RIFERITE ALL'AREA DELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI

L’area della gestione delle relazioni con gli altri riguarda la capacità di sviluppare uno spirito di collaborazione con gli altri favorendo e facilitando la volontà di convergere su obiettivi comuni.
Le competenze principali che riguardano quest’area sono:
 
  • Capacità di comunicazione ed uso accurato del linguaggio
  • Capacità di collaborazione
  • Capacità di ispirare gli altri
  • Capacità di valorizzare gli altri
  • Capacità di perdonare gli altri
  • Capacità di negoziare
  • Capacità di riconoscere le aspettative altrui
  • Capacità di fare networking
  • Capacità di gestire il conflitto
 
 
Provare ad utilizzare questi elenchi di competenze relazionali per individuare quelle in cui ci sentiamo più forti e quelle che, invece, ci interesserebbe sviluppare è un buon primo passo per incrementare il valore reale del nostro patrimonio di competenze.
 
Le persone con “forti competenze soft” sono quelle con cui è più facile lavorare perché ci fanno sentire a nostro agio e sono quelle che riescono ad avere un miglior rapporto sia con il proprio lavoro che con gli altri, dove per migliore intendo un rapporto più chiaro, più autentico, più collaborativo, più costruttivo.
In sostanza le competenze “soft” sono tutt’altro che competenze “deboli” (rischio che a volte il termine soft potrebbe far correre), al contrario possono essere davvero le più “forti e potenti competenze” da utilizzare nel mondo del lavoro di oggi e di domani.
E tu cosa potresti fare per sviluppare ed allenare le tue competenze soft?

Il nostro glossario delle capacità e competenze

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