“Il primo passo per liberarti dalle tue convinzioni limitanti è capire quali sono.”
Ogni giorno incontriamo tante persone che si rivolgono a noi perchè hanno dei problemi, delle insoddisfazioni rispetto al proprio lavoro: non sanno quello che vogliono fare; sono incerte sulle proprie competenze e potenzialità; temono di aver fallito in tutto e di non avere altre possibilità; si sentono vittime di ambienti di lavoro ingiusti, poco stimolanti, frustranti; sono affaticate da conflitti con gli altri; sono spaventate dal fatto di avere competenze deboli rispetto al mercato del lavoro, tanto per citare solo alcuni esempi.
 
Quando iniziamo a lavorare con queste persone, per aiutarle a progettare un cambiamento positivo rispetto alla condizione in cui si trovano, nel 100% dei casi il lavoro inizia con una riflessione su quali sono le convinzioni che queste persone hanno rispetto alla realtà che stanno vivendo e, sempre, le aiutiamo a riconoscere e modificare tutta una serie di convinzioni che possiamo definire “limitanti” nel senso che sono proprio quelle il principale ostacolo al cambiamento.
 
Una convinzione è qualcosa che riteniamo assolutamente totalizzante e certa, il vocabolario la definisce proprio una “ferma certezza”.
Il problema è che è scientificamente dimostrato che
“le nostre convinzioni condizionano i nostri pensieri che a loro volta condizionano i nostri sentimenti che impattano sui nostri comportamenti e quindi sui risultati
Si tratta di un effetto dominio micidiale in positivo, ma anche in negativo.
Se abbiamo convinzioni limitanti l’unica certezza che possiamo avere è che condizioneranno in maniera drastica quello che riusciremo, o non riusciremo, a raggiungere.
In base alla nostra esperienza la cattiva notizia è che “tutti abbiamo convinzioni limitanti” almeno qualche volta nella nostra vita lavorativa, la buona notizia è che “le convinzioni limitanti si possono modificare” imparando a rimuoverle come ostacoli per i nostri obiettivi di cambiamento.
 
Per iniziare a riconoscere le proprie convinzioni limitanti vi proponiamo una classifica delle principali convinzioni che riscontriamo nelle persone con cui lavoriamo in funzione della frequenza con cui si presentano nei primi colloqui. Ecco quindi la nostra serie delle convinzioni limitanti nel lavoro dalla dodicesima alla prima posizione con una indicazione anche di come, ad ognuna, possa corrispondere una opposta convinzione “potenziante”.

12. Chiusura vs. Curiosità

La convinzione limitante ci può far dire una frase del tipo “questa cosa (idea, possibilità, proposta, etc.) non fa per me” ed una seconda convinzione sottostante alla prima ci potrebbe far dire, o pensare, “la mia situazione è diversa”.
La convinzione potenziante potrebbe farci dire qualcosa del tipo “come questa cosa (idea, possibilità, proposta, etc.) potrebbe fare al caso mio?” e quindi “quali spunti comuni o interessanti, andando più a fondo, potrei trovare?”.

11. Atto magico vs. Tenacia

La convinzione limitante può farci credere che la forza, la potenza di un cambiamento debba implicare qualcosa di immediatamente visibile, qualcosa che, dalla notte al giorno, renda evidente a tutti che c’è stato un cambiamento. Se tutto questo non accade allora siamo convinti che non ci sia un vero cambiamento in atto.
La convinzione potenziante è che nella maggior parte dei casi i cambiamenti avvengono per piccoli passi, spesso impercettibili, che progressivamente generano un risultato che, nel costruirsi man mano, può sembrare meno eclatante e potente ma che può essere molto più robusto e tenace, se solo si ha la pazienza di andare avanti e di aspettare che alcune cose possano avere il tempo di maturare.
 

10. Destino vs. Progresso

La convinzione limitante può portarci a dire qualcosa del tipo “la mia vita è sempre così”, oppure “è sempre la solita storia” oppure “questo è il mio destino”. Tutte frasi che si accompagnano, inevitabilmente, all’idea che nulla possa cambiare e che un destino avverso ce l’ha contro di noi (e non ci resta che accettare e subire gli eventi).
La convinzione potenziante può essere di approcciarsi ad ogni evento/situazione/problema che ci capita cercando di individuare, oltre agli elementi di similarità con il passato, anche gli elementi di differenziazione , sforzandosi, poi, di capire come questi elementi ci possono aiutare ad affrontare diversamente la situazione ed a fare dei progressi e degli spostamenti rispetto al passato.

9. Tempo “subito” vs. Tempo “creato”

La convinzione limitante ci fa pensare che non abbiamo mai tempo per poter fare quello che vorremmo o che ci sembrerebbe utile o interessante fare. “Purtroppo non ho tempo” è la scusa universale per evitare di affrontare alcune questioni, dando l’impressione, agli altri ma anche a noi stessi, che la nostra vita ci richiede di “subire” il tempo facendo in modo che le nostre priorità e la nostra agenda quotidiana siano esclusivamente dettate da decisioni altrui.
La convinzione potenziante ci aiuterebbe a riconoscere che, anche tra mille impegni e doveri, c’è uno spazio di scelta su come e su cosa investire almeno parte del nostro tempo e che, esercitando questa scelta, possiamo essere in grado di “creare” una parte del tempo invece di subirlo. Così come accade quando riusciamo a inserire il tempo per fare un’attività fisica se ce lo ordina il medico…

8. Soldi vs. Risorse

La convinzione limitante ci fa dire qualcosa del tipo “non ho i soldi per potermi permettere di….” e questo determina l’abbandono di tanti sogni, progetti, speranze.
La convinzione potenziante potrebbe permetterci di riflettere su quali sono tutte le risorse (oltre a quelle economiche) che servono davvero per poter realizzare i nostri progetti e su come possiamo, da una parte, far leva su queste altre risorse per compensare la mancanza di denaro e, dall’altra parte, su come potremmo reperire del denaro usando nuove fonti/risorse. Così come accade, metaforicamente, quando si riesce a preparare una cenetta con i fiocchi con gli avanzi del frigorifero…

7. Preparazione vs. Azione

La convinzione limitante ci fa pensare che potremo agire, accettare un nuovo incarico, parlare, proporre qualcosa, etc. solo quando saremo completamente preparati, quando potremo dire, prima di tutto a noi stessi, che abbiamo tutte le competenze per poter fare quella determinata cosa. Delle sotto convinzioni agganciate a questa ci potrebbero far dire frasi del tipo “devo prima pensare per poter agire”, oppure “devo avere tutto chiaro prima di ...”
La convinzione potenziante ci aiuta a riconoscere che, anche se non abbiamo tutto chiaro, se non sappiamo tutto, possiamo fare dei primi passi dandoci la possibilità di imparare facendo e di poter pensare dopo aver agito e non solo prima. L’azione aiuta il pensiero e viceversa in un rapporto circolare e non rigidamente lineare in un verso o nell’altro.

6. Mai vs. Ancora

La convinzione limitante si nasconde in tutte le frasi che contengono l’avverbio mai: “non ci riuscirò mai”, “non è mai accaduto”, “non imparerò mai”. Il “mai” segna un destino ineluttabile e ci immobilizza alla nostra condizione.
La convinzione potenziante ci fa istintivamente sostituire il “mai” con “ancora” e ci porta a pensare che: “non ci sono ancora riuscito”, “non è ancora accaduto”, “non ho ancora imparato”. In questo caso “ancora” crea uno spazio importante di possibilità, di cambiamento, di crescita.

5. Linearità vs. Caos “apparente”

La convinzione limitante ci porta a pensare che i processi, i percorsi migliori sono quelli lineari, diretti, coerenti in cui tutto è facile da programmare e collegare. Molte persone, ad esempio, si sentono in colpa perché fanno un lavoro che è diverso da quello per cui hanno studiato e pensano che l’essersi costruiti delle competenze sul campo, magari con percorsi un po’ casuali, sia indice di debolezza rispetto a quelli che hanno pianificato e realizzato una carriera molto coerente.
La convinzione potenziante ci porta a fidarci che i percorsi apparentemente più caotici, incoerenti, a guardali bene, possono nascondere un filo rosso che rende tutto, oltre che più sensato per noi, anche più distintivo, aiutandoci a costruire una identità professionale più forte proprio perché originale.

4. Completezza vs. Forza

La convinzione limitante ci fa credere che le persone di successo sono quelle che possiedono talenti e competenze forti e diversificate su tanti ambiti. Sono le cosiddette persone “complete”, quelle capaci e brave a far tutto. Pertanto è lì che dovremmo arrivare se vogliamo essere considerati bravi ed essere persone di successo.
La convinzione potenziante ci permetterebbe di scoprire che, nella realtà, la stragrande maggioranza delle persone di successo non sono complete, hanno pregi e difetti come tutte, e la loro abilità è stata soprattutto nel riuscire a potenziare e valorizzare al massimo i loro punti di forza senza disperdere tempo ed energie nel voler essere eccellenti in tutto.

3. Confronti vs. Unicità

La convinzione limitante parte dal famoso detto che “l’erba del vicino è sempre più verde” e ci fa pensare che gli altri sono sempre migliori di noi: più fortunati, più capaci, più determinati, più ricchi, più estroversi, più competenti, etc. E pensiamo che se anche noi fossimo come loro allora la nostra vita andrebbe sicuramente meglio.
La convinzione potenziante ci aiuterebbe a riconoscere che ogni persona è, semplicemente, sempre diversa da tutte le altre. Non ha senso aspirare ad essere “come” gli altri, mentre ha più senso “ispirarsi” ad altri che pensiamo siano interessanti per noi, riconoscendoci la possibilità ed il potere di partire da queste ispirazioni per interpretare, a nostro modo, le cose, nel rispetto della nostra differenza ed unicità.

2. Ambiente Vs. Persona

La convinzione limitante ci fa attribuire al mondo esterno, nel bene e nel male, le nostre sorti con frasi del tipo “è colpa di… se non riesco a ….”, oppure “se il mio capo credesse in me allora potrei…”, oppure “le cose possono cambiare solo se cambio luogo di lavoro”. In questo modo diamo grande potere all’ambiente di condizionarci e di influenzare la nostra vita mettendoci, spesso, in una posizione o di vittima che subisce o di bambino che ha bisogno dell’aiuto dei più grandi.
La convinzione potenziante fa emergere il potere che abbiamo tutti di poter determinare, almeno in parte, quello che ci accade e sicuramente di poter decidere come reagiamo agli eventi dell’ambiente esterno in cui viviamo. Con questo tipo di convinzione potremmo riconoscere che “per cambiare le cose devo prima di tutto credere io nelle mie possibilità e capacità”, oppure che “le parole più potenti che ci sono nell’universo sono quelle che diciamo a noi stessi” e che ogni giorno abbiamo la responsabilità di scegliere, come persona, che tipo di atteggiamento vogliamo avere nei confronti del mondo esterno.

1. Impostore Vs. Combattente

La convinzione limitante che ha il primo posto nella nostra classifica riguarda la cosiddetta “sindrome dell’impostore”. Molte persone ne soffrono e ci sono stime che dicono che il 70% delle persone si sente un impostore almeno in qualche fase della propria vita lavorativa. Si tratta di una sindrome di cui soffrono tutti e paradossalmente, assale soprattutto le persone più capaci, più responsabili, più orientate al miglioramento continuo. Questa convinzione ci fa venire la paura di non essere mai all’altezza, di non essere mai abbastanza e, quando abbiamo dei riscontri positivi sul nostro lavoro, pensiamo che gli altri si siano sbagliati o che sia stata solo fortuna e pensiamo che, prima o poi, verremo scoperti ed il mondo saprà che non siamo così bravi come sembra.
La convinzione potenziante ci porta ad accettare che siamo tutti, degli impostori nel senso che ogni persona non potrà mai dire di avere tutte le competenze, di aver capito tutto, di essere sempre capace di fare tutto. Il nostro essere umani ci porta a sbagliare ed essere imperfetti e la realtà sempre mutevole ci porta a non poter mai sapere tutto. Siamo tutti degli impostori, la differenza è chi sceglie di essere anche un combattente, anche per riuscire a sconfiggere alcune convinzioni limitanti…


E tu quale convinzione limitante dovresti combattere? Scrivici per farci sapere la tua personale classifica.
 
“Ogni convinzione è una scelta, ed ogni scelta può essere cambiata”.  (Marie Forleo)