Uno dei grandi temi del dibattito sociale e politico di questi ultimi anni, a livello internazionale, è legato al razzismo, che potrebbe essere riformulato anche come tema dell’accettazione del diverso da noi. In questo caso l’elemento di diversità si concentra principalmente sulla razza, sulla religione, sulla cultura, sulla nazionalità, sullo status lavorativo e sociale.
 
In realtà mi sembra che il tema del riconoscimento e dell’accettazione del “diverso da noi” abbia a che fare anche con una delle maggiori difficoltà che si incontra ogni giorno nei contesti di lavoro e che è all’origine di molti malintesi, frustrazioni e conflitti.
 
Anche nei contesti di lavoro cadiamo, infatti, molto spesso nel 
tranello di immaginare che gli altri siano o debbano essere come noi 
e questo lo facciamo costantemente e, molto spesso inconsciamente, rispetto ai colleghi, ai capi ed ai collaboratori.
 
Ci aspettiamo che gli altri:
 
  • ci capiscano anche se non gli diciamo le cose, perché immaginiamo che pensino proprio come noi e che quindi giungano alle stesse conclusioni;
  • debbano e possano fare le cose esattamente come le faremmo noi a livello di tempi, modalità, risultati, etc.;
  • valutino le situazioni ed i problemi vedendo e dando importanza ed attenzione alle stesse cose che vediamo noi;
  • organizzino il loro lavoro e la loro giornata come faremmo noi;
  • abbiano la nostra stessa motivazione rispetto al lavoro e la nutrano nella stessa maniera.
 
A pensarci bene la maggior parte dei conflitti, più o meno gravi ed espliciti, o delle delusioni e frustrazioni che avvengono tra le persone nei luoghi di lavoro sono legati a delle differenze tra noi e gli altri che non comprendiamo e/o non accettiamo.
 
Per evitare tutto questo 
può essere molto utile sviluppare la competenza di riconoscere i diversi tipi psicologici
cioè di individuare i tratti di personalità che differenziano le persone e che generano, quindi, diversità nel modo in cui ognuno di noi:
 
  • viene stimolato e motivato;
  • vede la realtà ed il mondo esterno e seleziona le cose a cui fare attenzione;
  • prende delle decisioni;
  • organizza la propria vita e quindi il proprio lavoro.
 
La teoria dei tipi psicologici è stata elaborata da Jung ed è alla base di numerosi test sull’analisi della personalità di cui, uno dei più noti ed efficaci è l’MBTI (Myers-Briggs Type Indicator). Per chi volesse approfondire questo tema può essere utile la lettura del libro di Lenore Thomson dal titolo “Il libro dei tipi psicologici” edito da Astrolabio.
 
Ma senza arrivare a dover somministrare un test ad ogni persona con cui collaboriamo per capire che tipo di personalità ha, potremmo sviluppare la competenza di riconoscere alcuni tratti distintivi facendo caso ad alcuni comportamenti e ad alcune preferenze che hanno le persone con cui lavoriamo.
 
Semplificando, quindi, può essere utile sapere che, secondo diverse teorie elaborate da Jung in poi, la personalità di ognuno di noi si sviluppa sulla base delle preferenze che dimostriamo di avere rispetto a quattro categorie:

Atteggiamento

Questa categoria riguarda il modo in cui una persona viene stimolata e le due modalità opposte sono quelle della estroversione e della introversione.
L’estroversione indica che la persona trae energia dal mondo esterno, e quindi dalle altre persone, dalle attività e dalle cose. Nel lavoro le persone estroverse sono quelle sempre disponibili a prendere nuovi impegni, tendono ad agire subito prima di riflettere, sono influenzate dalle aspettative e dalle attenzioni degli altri e su questa base misurano il proprio valore, possono rischiare di dare troppa attenzione agli altri e poca alle proprie esigenze, sono fin troppo disponibili e dicono difficilmente di no, amano lavorare con gli altri e fanno fatica quando devono stare troppo tempo da soli.
L’introversione indica che la persona trae energia dal proprio mondo interiore, e quindi dalle proprie idee, valori, emozioni. Nel lavoro le persone introverse riflettono prima di agire, tendono a non accettare tutto quello che gli viene richiesto di fare, sono spesso riservate, difendono molto il proprio punto di vista e lo usano per valutare la realtà esterna, tendono ad ascoltare più che a parlare ed hanno bisogno di momenti di solitudine o di isolarsi per lavorare bene.

Percezione

Questa categoria riguarda quello a cui una persona presta più attenzione nell’osservare la realtà e le due modalità opposte sono quelle della sensorialità e dell’intuizione.
Chi utilizza prevalentemente la sensorialità è influenzato dall’ambiente che lo circonda. Nel lavoro queste persone tendono ad essere dei grandi osservatori, hanno bisogno di avere delle dimostrazioni per potersi convincere delle cose, cioè devono letteralmente “toccarle con mano”, devono raccogliere dati, sono influenzate dai fatti, tendono a richiamare esperienze passate per analizzare il presente, sono interessate alle cose pratiche, sono influenzate anche dalle condizioni del luogo di lavoro.
Chi utilizza prevalentemente l’intuizione non è molto interessato all’esteriorità delle cose. Nel lavoro queste persone tendono a pensare più alle possibilità del futuro che alla realtà del presente, hanno sempre bisogno di pensare a qualcosa di nuovo da fare, non amano investire tempo nell’analizzare fatti e dettagli ma preferiscono costruire progetti futuri, cercano sempre di fare le cose in modo diverso, amano avere più possibilità tra cui scegliere, non fanno molto caso alle caratteristiche del luogo di lavoro.

Decisione

Questa categoria riguarda il modo in cui una persona decide e le due modalità opposte sono quelle della riflessività e della emotività.
Le persone che utilizzano prevalentemente la riflessività prediligono la razionalità oggettiva per decidere. Nel lavoro sono persone che amano trovare soluzioni logiche ai problemi, sono molto capaci di prevedere i problemi, cercano di avere un atteggiamento imparziale, tendono a valutare i pro ed i contro prima di prendere decisioni, amano definire delle regole.
Le persone che utilizzano prevalentemente l’emotività prediligono i valori soggettivi e gli stati emotivi che prendono a riferimento per decidere. Nel lavoro sono persone che danno importanza alla fedeltà propria e degli altri, dimostrano interesse per i sentimenti degli altri, sono capaci di leggere il linguaggio corporeo, cercano di prevedere e di considerare le reazioni degli altri, sono comprensivi delle difficoltà altrui, sono sensibili ed idealisti.
 

Stile di vita

Questa categoria riguarda lo stile di vita preferito da una persona e le due modalità opposte sono quelle dell’osservazione e del giudizio.
Le persone che utilizzano prevalentemente la categoria dell’osservazione mettono in campo uno stile di vita che predilige la novità ed il cambiamento. Nel lavoro sono persone che tendono sempre a raccogliere nuove informazioni perché non si accontentano di quelle che hanno, sono sempre pronti a tutto, non amano situazioni troppo strutturate e stabili, tendono a fare troppe cose contemporaneamente, sono entusiasti, impetuosi con il rischio di essere imprudenti.
Le persone che utilizzano prevalentemente la categoria del giudizio mettono in campo uno stile di vita che predilige la stabilità ed il controllo della situazione. Nel lavoro sono persone che cercano di “levarsi il pensiero”, tendono ad organizzarsi in anticipo e non amano le improvvisazioni o le emergenze, sono molto affidabili, risoluti, determinati ed amano avere tutto sotto controllo, prediligono lavori ben strutturati e ripetitivi.

Partendo da queste grandi distinzioni ognuno di noi ha una personalità che è un mix delle varie preferenze descritte. Occorre, comunque, precisare che:
  • ognuno di noi ha dei tratti di personalità prevalenti, ma in ognuno di noi sono comunque presenti tutti gli altri tratti, sebbene meno sviluppati o meno visibili all’esterno;
  • il tipo psicologico non definisce chi siamo veramente, piuttosto in che modo abbiamo imparato a stare al mondo;
  • nel corso della nostra vita possono cambiare i tratti di personalità prevalenti;
  • non ci sono personalità migliori o peggiori delle altre ed ogni tratto ha i suoi pro ed i suoi contro.
 
Quando ci troviamo, nel lavoro, in una situazione in cui non capiamo l’altra persona o non condividiamo il modo di lavorare dell’altro è molto probabile che tutto questo sia determinato dal fatto che l’altra persona ha dei tratti di personalità opposti ai nostri.
Essere più consapevoli di queste diversità può evitare di mettere in campo dei comportamenti che non aiutano nella collaborazione.
Ad esempio, se una persona ha uno stile sensoriale e riflessivo è inutile cercare di convincerla a fare qualcosa chiedendo di fidarsi senza dare spiegazioni, perché quella persona ha bisogno di spiegazioni dettagliate per poter capire.
Se una persona ha uno stile di vita che predilige l’osservazione non possiamo affidargli lavori ripetitivi e routinari, mentre non potremo confidare su chi ha uno stile che predilige il giudizio per affidargli progetti di cambiamento.
Se una persona è introversa bisogna lasciargli tempo di riflettere, mentre se una persona è estroversa bisogna fare attenzione a che non si sovraccarichi troppo di lavoro.
 
La capacità di individuare i diversi tipi psicologici ci può aiutare a collaborare meglio nel lavoro ed a favorire la possibilità di lavorare con chi è diverso da noi 
perché chi ha una personalità differente ci permette di fronteggiare meglio i “contro”, cioè gli svantaggi che ogni tipo psicologico porta con sé.
Molto spesso i team di successo sono proprio quelli capaci di integrare tipi psicologici diversi.
  
L’arte di lavorare è anche l’arte di imparare a lavorare con persone diverse da noi!