Ci sono molte persone che, nel lavoro, sperimentano la sensazione che ci sia una distanza tra quello che fanno, cioè che producono in termini di risultati, e quello che ottengono come riconoscimento, ad esempio a livello di avanzamento di carriera, di conquista di posti di responsabilità/potere, di remunerazione.

E’ una problematica che riguarda sia donne che uomini anche se diverse ricerche evidenziano che è una questione molto più diffusa tra le donne.
Ci sono molti fattori all’origine di questo problema e sono sia di natura esterna, cioè legati alla cultura ed al contesto, e sia di origine interna, cioè legati alla sfera interiore della persona, ai suoi pensieri, al suo modo di vedere la realtà cui appartiene. 
Culturalmente, ad esempio, siamo portati a pensare che le donne siano più adatte per ruoli di supporto e gli uomini per ruoli di comando. Oppure ci sono dei contesti lavorativi in cui le donne che hanno figli vengono considerate meno flessibili ed affidabili.
Ma i problemi vengono anche dai nostri pensieri. 
Se pensiamo, ad esempio, di non essere all’altezza, di non essere sufficientemente preparate, sarà molto difficile proporsi per un nuovo incarico.
La questione del lavoro femminile è oggetto di analisi da parte di numerosi esperti in tutto il mondo e sono molte le persone, spesso anche esse donne, che hanno deciso di specializzarsi professionalmente per essere di aiuto ad altre donne nell’affrontare molti dei problemi che hanno rispetto al lavoro.
 
Oggi, pertanto, i consigli indirizzati alle donne e finalizzati a migliorare la loro condizione lavorativa sono numerosi, alcuni forse banali, altri forse provocatori.
In questa ultima categoria colloco la maggior parte dei consigli forniti da Tara Mohr, una coach americana che ha pubblicato un libro indirizzato alle donne dal titolo “Playing Big”, cioè “gioca in grande” e che mira a sollecitare le donne a farsi avanti, ad esprimere le proprie ambizioni e sogni, a cercare di realizzare i propri progetti nel lavoro.
Per fare questo la Mohr si è concentrata soprattutto nel dare consigli su come affrontare e superare i fattori di origine interna attraverso cui le donne riescono a boicottarsi da sole, aggravando ulteriormente il peso dei fattori esterni che pure esistono a tutte le latitudini.
 
Molti dei consigli della Mohr possono sembrare anche rudi e distanti dal mondo e dalla cultura femminile, ma forse proprio per questo sarebbe opportuno rifletterci sopra. Solitamente quello che più ci spaventa, o ci sembra estraneo, forse tocca qualcosa del nostro intimo che non vogliamo vedere.

I 10 rudi e provocatori consigli sono:

1. Fai un patto con te stessa

Le donne, in genere, sono molto brave a rispettare gli impegni che si assumono nei confronti degli altri. Il consiglio è di assumersi un impegno preciso anche nei confronti di te stessa e di rispettarlo con lo stesso rigore che hai verso gli impegni verso gli altri. Per iniziare il patto potresti rispondere a questa domanda: “cosa fai in concreto per supportare gli altri che potresti far anche verso te stessa?”.

2. Visualizza, immagina

Le donne, in genere, tendono a censurare molto più facilmente i propri sogni e a vedere l’ambizione come qualcosa di negativo. Il consiglio è di autorizzarsi il sogno, di avere il coraggio di ammettere che si hanno delle ambizioni, dei desideri, di visualizzare questi pensieri senza censurarli. Per iniziare a visualizzare potresti rispondere a questa domanda: “quale è il sogno di lavoro che mi sembra impossibile realizzare?”.

3. Esci dalla tua comfort zone

Cioè cerca di capire cosa ti produce adrenalina, cosa ti fa accelerare il respiro. Magari è un obiettivo così sfidante che hai paura di non farcela, ma la paura non necessariamente si traduce in un ostacolo. Per iniziare ad allenare il tuo respiro potresti rispondere a questa domanda: “cosa posso iniziare a fare oggi di diverso, il cui solo pensiero mi fa accelerare i battiti?”

4. "Fatti la pellaccia"

Questa è davvero una espressione orribile, soprattutto se riferita ad una donna. Lo spirito positivo di questo consiglio è quello di irrobustirsi, di allenarsi ad essere più resistente anche al contesto esterno. Avere la pellaccia non vuol dire essere insensibile, farsi scivolare tutto addosso, ma vuol dire avere una corazza che ci permette di difenderci, di decidere rispetto a cosa essere sensibile e cosa, invece, non percepire, soprattutto come un fatto personale.

5. Impara anche ad essere un idiota arrogante

Le donne, in genere, amano sempre essere preparate e passano la maggior parte del loro tempo a “studiare” e prepararsi, spesso anche con la perenne sensazione di non essere mai pronte. Gli uomini, molto spesso, sono invece quelli che si “buttano” anche se non sanno alcune cose. Perché non fare, ogni tanto, come loro?

6. Metti a tacere il tuo critico interiore

Il critico interiore lo riconosci abbastanza facilmente perché è la voce che ti risuona dentro e che ti dice che non sei abbastanza preparata, capace e che, pertanto, ti suggerisce di non fare passi avanti. La Mohr non suggerisce di combattere questa voce per arrivare ad annullarla, ma di riconoscere che è solo una delle voci e che abbiamo il potere di “farla uscire dalla stanza” quando ci disturba troppo, proprio come si fa con le persone vere.

7. Non aspettarti un oscar

Le donne, in genere, sono soddisfatte quando ottengono un riconoscimento chiaro da parte degli altri per quello che fanno. Spesso il riconoscimento non arriva, per tanti motivi, e questo crea un senso di aspettativa continua e di frustrazione. L’invito della Mohr è di non disperdere tempo ed energie nell’aspettare il premio da parte di altri. Sono le stesse donne che possono imparare a fidarsi della propria autovalutazione e a dirsi anche “brava” da sole, andando avanti nel loro cammino professionale.

8. Filtra i consigli

Le donne sono attente e sensibili ai consigli degli altri, il rischio è che lo siano fin troppo, cioè che si affidino completamente a questi consigli senza pensare di avere anche il diritto di filtrarli, selezionarli e prendere solo quelli che reputano più validi ed interessanti. E’ più sensato immaginare che non tutte le persone che danno consigli o feedback hanno davvero la competenza o un genuino interesse per poterlo fare, quindi è meglio valutare ogni consiglio con attenzione e sceglierne solo alcuni.

9. Proteggiti e ricaricati

Avere il coraggio di uscire dalla propria comfort zone non vuol dire abusare delle proprie energie e mantenersi sempre in una condizione di stress. L’abilità è anche quella di avere, con regolarità, dei momenti in cui ritornare in una condizione di tranquillità e di protezione che consente di ricaricare le energie. Può essere la famiglia, uno sport, le amicizie, un viaggio, tutto quello che aiuta a staccare realmente dal lavoro.

10. Riconosci il valore di altre donne ed aiutale ad espanderlo

Se ogni donna si occupasse di valorizzare anche solo il valore e il lavoro di un’altra donna, probabilmente il mondo del lavoro e la qualità della vita professionale delle donne sarebbero di gran lunga migliori. 
Forse sarebbe interessante provare a seguire, anche solo per qualche tempo almeno alcuni di questi consigli e vedere l’effetto che producono, sia nella sfera interiore che nel mondo in cui ogni donna si relaziona al lavoro ed agli altri nel proprio ambito professionale. Magari condendo il tutto con una buona dose di ironia e di leggerezza necessarie per alleggerire il tutto e non prendere le cose troppo sul serio. Ed anche su questo, probabilmente, le donne possono fare grandi passi in avanti, forse facendo propria una definizione di leggerezza di Italo Calvino:
 
 
“la leggerezza della pensosità può far apparire la leggerezza della frivolezza pesante ed opaca”.