Un colloquio di lavoro ben gestito può essere una grande opportunità per mettere in luce chi sei, dal punto di vista personale e professionale, e per trovare il lavoro più in linea con i tuoi bisogni, interessi ed ambizioni.
 
Un colloquio di lavoro mal gestito, oltre ad impedirti tutto questo, può portarti a costruire un muro di frustrazione e di pessimismo che sarà inevitabilmente deleterio per la ricerca del tuo prossimo lavoro.
 
Come abbiamo già detto “cercare lavoro è un lavoro” e richiede grande impegno e preparazione:
  • prima di tutto è necessario riflettere bene sul tipo di lavoro che si ritiene più opportuno cercare o valutare;
  • poi occorre scrivere con cura il CV e la lettera di presentazione;
  • infine è necessario sfruttare al massimo l’opportunità che fornisce un colloquio sia per presentarsi al meglio che per acquisire ulteriori elementi di apprendimento da utilizzare in futuri colloqui.
Nella realtà, però, moltissime persone in sede di colloquio, invece di esaltare le proprie qualità, finiscono con commettere numerosi errori.
E’ un problema che riguarda sia persone con esperienza che giovani alle prime armi, sia donne che uomini, sia professionisti con una solida formazione universitaria che figure con una bassa scolarizzazione.
In molti casi le persone, al termine di un colloquio, non si rendono conto degli errori che hanno commesso. Non riescono a spiegarsi come mai il colloquio sia andato male, rischiando così di ripetere altri errori in colloqui futuri.
La lista degli errori che si commettono più di frequente è abbastanza lunga e può essere suddivisa in due grandi tipologie:

Errori a livello di atteggiamenti e comportamenti

Sono errori che riguardano quello che una persona fa durante il colloquio, gli esempi più comuni sono:
 
  • arrivare in ritardo (può essere una forma di scortesia verso il selezionatore) o troppo presto (si rischia di mettergli invece pressione);
  • dare una stretta di mano troppo forte (può trasmettere aggressività o eccessiva irruenza) o troppo debole (può indicare poco carattere e incertezza);
  • camminare in maniera troppo lenta (può dare impressione di bassa energia) o troppo veloce (può dare impressione di ansia e agitazione);
  • avere un tono di voce troppo alto (può suggerire ansia o tensione) o troppo basso (può indicare insicurezza);
  • avere un tono di voce “monocorde” (può essere indice di una persona noiosa e poco carismatica) o alternare troppi toni diversi (può indicare insicurezza ed agitazione) :
  • gesticolare troppo (suggerisce nervosismo e trasmette ansia) o stare immobili (può essere indice di una persona molto rigida, poco dinamica ed empatica);
  • sedersi con un atteggiamento precario (può trasmettere esitazione ed indecisione) o troppo rilassato (suggerisce che il candidato stia sottovalutando l’importanza del colloquio e tenda a mettersi troppo in confidenza);
  • dimostrare troppo entusiasmo (può indicare ipocrisia o piaggeria) o troppo poco (può indicare scarso interesse e bassa curiosità) nei confronti dell’azienda o della posizione per cui si sta facendo il colloquio;
  • essere impazienti dimostrando di avere fretta (può indicare superficialità e poca attenzione) o essere troppo rilassati (anche in questo caso suggerisce che il candidato stia dando poca importanza al colloquio) rispetto alla durata del colloquio.

Errori a livello di contenuti

Sono errori che riguardano quello che una persona dice durante il colloquio, gli esempi più comuni sono:
 
  • dare risposte troppo brevi (dimostra superficialità e scarso interesse nel lavoro) o troppo lunghe (si rischia di annoiare e distrarre il selezionatore);
  • non rispondere in maniera diretta alle domande (dà l’idea di una persona poco limpida e onesta) o non verificare se la risposta che si è data è soddisfacente per il selezionatore (indica scarso interesse, poca cura e attenzione);
  • dire che la risposta è già contenuta nel CV (suggerisce scarso interesse alla posizione, poca disponibilità e pigrizia);
  • parlare male dell’attuale o di un precedente lavoro (il selezionatore può pensare che, in caso di assunzione, la prossima azienda di cui sparlerà il candidato sarà proprio la sua)
  • non essere capace di fare degli esempi di vita realmente vissuta per sostenere meglio quello che si sta dicendo (mette in discussione la verità di ciò che viene detto durante il colloquio);
  • spacciare dei pregi per difetti (suggerisce mancanza di capacità di autovalutazione);
  • dare per scontato il significato delle parole che si usano (può indicare arroganza e presunzione);
  • non aver preso informazioni sulla azienda e/o sulla posizione per cui si sta facendo il colloquio (suggerisce trascuratezza e scarso interesse nei confronti della posizione);
  • essere preparati solo a dare risposte e non a fare domande sull’azienda e/o sulla posizione per cui si sta facendo il colloquio (suggerisce scarsa curiosità e poco interesse verso la posizione):
  • dimostrare interesse nel capire solo quello che l’azienda può dare e non quello che l’azienda cerca (il selezionatore deve capire cosa il candidato può offrire all’azienda e perché dovrebbe scegliere proprio lui/lei);
  • dichiararsi pronto a qualsiasi esperienza (indica che il candidato non ha un suo progetto professionale e dimostra un atteggiamento troppo passivo);
  • dire che non si ha esperienza per il lavoro per il quale si sta facendo il colloquio (perché il selezionatore dovrebbe scegliere una persona che per prima pensa di non avere nessuna esperienza?);
  • non inviare una mail di ringraziamento per il colloquio fatto (dimostra poca cortesia e poco interesse). 
 
 
Se vuoi fare una buona impressione durante il colloquio di lavoro cerca di evitare questi errori ed allenati per riuscirci, magari simulando un possibile colloquio, o provando a fare qualche esercizio pratico.


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