Il primo colloquio di lavoro è un momento importante e delicato, nessuno ci arriva pienamente preparato ed andrebbe preso con curiosità e leggerezza più che con paura e pesantezza.
In realtà fare un colloquio di lavoro è molto stressante per tutti, anche per quelli che non sono alle prime esperienze.
A molti capita di non riuscire a dare il meglio di sé durante un colloquio di lavoro o di commettere alcuni errori evitabili, non solo a chi è come te alle prime esperienze, e spesso, tanto più ci sembra importante il colloquio, tanto meno riusciamo a condurlo in una maniera soddisfacente.
 
Ci sono molti fattori che incidono sulla capacità di gestire al meglio un colloquio di lavoro e può essere utile analizzarne alcuni.
Se oggi digiti su google “colloqui di lavoro” usciranno fuori una miriade di consigli, più o meno efficaci, su come affrontare questo momento, e poi sarai sommerso da quelli di amici, parenti, etc.
Il mio obiettivo è quello di aiutarti a focalizzare alcuni di questi consigli, spesso anche molto semplici e di buon senso, ma nella realtà ancora poco praticati, dandoti qualche spinta in più.

Non stai facendo un esame, stai costruendo una relazione

Qualunque colloquio di selezione non è un esame, ma è una occasione importante per farti conoscere da altri e per conoscere meglio te stesso, per capire quello che puoi e vuoi fare nel lavoro. Se il colloquio ti fa fare un passo avanti in questa conoscenza allora è stato, comunque, un colloquio utile.
Considera il tuo primo colloquio di lavoro come un dialogo in cui il tuo obiettivo principale dovrà essere quello di costruire una relazione di fiducia con il tuo interlocutore e non di farti “esaminare”.

Racconta la tua storia

Per riuscirci a costruire una relazione di fiducia è utile avere soprattutto una storia da raccontare; una storia che ti permette di raccontare chi sei, a partire dalla tua vita personale, visto che non hai ancora esperienze importanti di lavoro, e di far capire quali  sono i tuoi valori, quello in cui credi, quello che ti da energia e motivazione per affrontare la vita ed i suoi problemi, quello che tu puoi offrire agli altri.
Preparati a raccontare una storia che ha te come protagonista e che sia in grado di incuriosire il tuo interlocutore utilizzando il più possibile esempi o aneddoti, anche leggeri e divertenti, che faranno capire meglio chi sei.
Pensa, quindi, prima del colloquio, a quello che assolutamente vorresti far conoscere e capire di te. Prendi degli appunti con le parole chiave che vorresti dire, pensa a degli esempi di situazioni reali che hai vissuto rispetto a quelle parole chiave e poi cerca di costruirci sopra una storia o fatti aiutare da qualcuno a farlo (anche un amico o il compagno/a o un parente, etc.).
Non ti aspettare che questo vuol dire che il selezionatore ti darà tempo di raccontare per intero la tua storia. Ma il fatto di esserti preparato e di averla in testa ti aiuterà a costruire, nel corso del dialogo, pezzi di storia che saranno utili per far capire meglio chi sei e la tua unicità, e può esserti molto utile nel caso il selezionatore ti chieda di parargli o parlarle un po' di te stesso

Sii sincero

Raccontare una storia non vuol dire “inventare”. Quindi cerca di essere il più possibile sincero in quello che dici. Se menti, o esageri, lo dirai inconsapevolmente attraverso il tuo linguaggio non verbale o rischierai di cadere in contraddizione nel prosieguo del racconto.
Mentire è una delle cose che accadono più frequentemente nei colloqui ed è proprio per questo che spesso i selezionatori fanno più volte la stessa domanda nel corso dell’incontro per verificare che non ci siano incoerenze tra una risposta e l’altra.
Non hai bisogno di dire cose non vere, hai bisogno di riuscire a dire tutto quello che di vero ti riguarda. Concentrati su quello che sei e che sai fare ed ammetti quello che non sei e non sai fare. Questo tipo di onestà intellettuale è essenziale per costruire un rapporto di fiducia.

Raccogli informazioni

E’ importante riuscire ad arrivare al colloquio preparati, l’improvvisazione, come il mentire, produce un grosso stress emotivo di cui non hai proprio bisogno in un momento così delicato come il tuo primo colloquio di lavoro e rischia di metterti in una situazione di profonda e controproducente incertezza. Anche in questo caso la preparazione vale su piccole e grandi cose.
Innanzitutto è opportuno prepararsi sull’azienda o l’organizzazione per la quale stai facendo il colloquio o, se non la conosci ancora, sul tipo di ruolo per il quale ci ti stai candidando e sul settore in cui opera quella organizzazione.
Sembra quasi incredibile, ma ci sono ancora molte persone che vanno ad un colloquio di lavoro senza aver studiato il sito internet dell’azienda che stanno incontrando o senza aver visitato, ad esempio, il negozio dell’azienda per cui vorrebbero lavorare. La stessa preparazione vale per il settore in cui opera l’azienda. Anche se sei al tuo primo lavoro sono informazioni che puoi reperire in qualche modo, soprattutto utilizzando internet.
Altra preparazione riguarda il ruolo per cui ti candidi. Pensa a quali potrebbero essere tutte le attività e le competenze richieste per quel ruolo per poi poterti confrontare con il selezionatore e valutare quello che nello specifico richiede quella determinata azienda.
Prepara anche delle domande da fare al selezionatore e che ti permetteranno di arricchire la tua conoscenza e di dimostrare anche che hai avuto un interesse concreto per quella selezione.

Allenati a rispondere

E’ molto difficile sapere in anticipo quali domande ti faranno in sede di colloquio, in ogni caso può essere utile fare un po’ di allenamento, ad esempio provando a rispondere a domande quali:
 
  • Che cosa ti entusiasma nella vita?
  • Che cosa ti è piaciuto di più studiare e perché?
  • Chi è il tuo migliore amico/a e cosa ti piace di lui/lei?
  • Raccontami un problema importante che hai avuto e come lo hai affrontato. Faresti qualcosa di diverso se potessi tornare indietro?
  • Cosa stai facendo per cercare lavoro?
  • Con che criterio selezioni a chi inviare il CV?
  • Quale è un errore che hai fatto nella tua vita scolastica e cosa hai imparato?
  • Sei mai stato in disaccordo con qualcuno? Come ti sei comportato?
  • Che tipo di intelligenza hai?
  • Perché vorresti diventare parte di questa azienda? E che contributo penseresti di poter dare?
  • Che idea ti sei fatto di questa azienda? E del ruolo che stiamo cercando?
  • Che obiettivi di lavoro ti piacerebbe concretizzare entro i prossimi tre anni?
Se vuoi conoscere le domande che più spesso vengono poste durante i colloqui di lavoro, e avere qualche idea su come rispondere, puoi leggere anche questo articolo.

Usa il tuo corpo

Il tuo corpo ha un ruolo fondamentale sul modo in cui riuscirai a comunicare con efficacia ed anche in questo caso sono importanti piccole e grandi cose.
Il modo in cui stringerai la mano (meglio una stretta forte che trasmette sicurezza), il sorriso che riuscirai a fare, la postura che terrai, possibilmente aperta e rilassata, sono tutti primi segnali ed informazioni su di te che darai al tuo interlocutore.
E’ utile anche riuscire a respirare bene, guardare sempre l’altra persona negli occhi ed evitare di gesticolare troppo.
Conta anche la preparazione fisica, che implica avere un aspetto curato e gradevole e un abbigliamento sobrio, che non crei distrazioni in chi ti osserva pur non essendo anonimo (magari solo con un piccolo dettaglio che ti aiuta a distinguerti: il tocco di un colore che ti rappresenta, un piccolo accessorio, etc.).

Parla bene

Il modo in cui parlerai è ovviamente altrettanto importante. In particolare sarebbe preferibile:
 
  • riuscire ad esprimere le frasi in forma positiva e non negativa;
  • non interrompere l’altra persona;
  • finire sempre in maniera precisa la frase che si è iniziata;
  • dare risposte dirette rispetto alla domanda che è stata posta;
  • non esprimere delle obiezioni dirette o dei giudizi.

Elabora il tuo apprendimento

Comunque sia andato il colloquio, o in attesa di conoscerne l’esito, quando torni a casa prova a ripercorrere quello che è successo durante il colloquio, magari prova a scrivere cosa ti sembra di aver fatto bene, cosa ti ha messo in difficoltà, quali domande o fasi del colloquio sono state più interessanti, cosa potevi dire o fare diversamente per essere più convincente, cosa hai capito di nuovo rispetto alle tue motivazioni ed interessi.
Ogni apprendimento che avrai generato alla fine di un colloquio di lavoro sarà un passo ulteriore che ti riuscirà a portare nella direzione del lavoro che desideri e che è più adatto rispetto ai tuoi interessi, alle tue competenze.
 
Alcuni indicatori che potrai utilizzare per valutare se questi consigli ti sono stati utili sono:
  • sei arrivato al colloquio con minore ansia;
  • sei riuscito a raccontare più cose di te ed hai suscitato l’interesse del selezionatore;
  • sei riuscito ad essere più rilassato e sorridente nel corso del colloquio;
  • hai imparato qualcosa di nuovo su te stesso e/o sul tipo di lavoro per cui ti sei candidato alla fine del colloquio;
  • sei andato avanti nel processo di selezione o, ancora meglio, hai ottenuto il lavoro per cui ti sei candidato!

Se vuoi delle altre indicazioni, può esserti utile sapere quali sono gli errori che vengono commessi più spesso durante i colloqui di lavoro. Conoscerli ti aiuterà a non commetterli.
“Try the best you can, the best you can is good enough” (Radiohead)
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