Hai voglia di fare un gioco con noi durante le tue vacanze estive?
Ti proponiamo di fare qualche riflessione semi seria sul tuo modo di lavorare e su quello delle persone con cui collabori stabilmente.
Ognuno di noi mette in campo un proprio stile di lavoro che è il risultato dell’incrocio di tanti orientamenti diversi che abbiamo rispetto a tutto quello che ruota intorno al nostro lavoro.
Alcune combinazioni sono più felici, altre più nefaste, per noi stessi, per gli altri e per i risultati effettivi che riusciamo a raggiungere.
Per iniziare il gioco ti proponiamo di pensare a te stesso rispetto ai seguenti orientamenti, ovviamente con un po’ di sana ironia, stabilendo a quale categoria tendi ad appartenere per ognuno degli orientamenti proposti.
La regola del gioco è che occorre scegliere sempre una delle due categorie, non vale la via di mezzo, ed ovviamente ogni categoria ha i suoi pregi ed i suoi difetti, quindi rilassati, non barare con te stesso e avvia il gioco…
 

Orientamento al movimento:

basso- i bullonati: preferiscono rimanere al loro posto, li si vede poco in giro, prediligono l’essere stabili in una posizione e tutti sanno sempre dove trovarli;
alto- i dispersi: sono sempre in giro, faticano a stare a lungo nello stesso posto, hanno sempre un motivo per muoversi, spesso non si trovano e tocca girare in lungo ed in largo per capire dove sono.

Orientamento all’impegno:

basso- i mimetizzatori: non amano assumersi impegni in prima persona, cercano di farsi notare il meno possibile, sono quelli che a scuola cercavano sempre di sottrarsi alle interrogazioni, aspettano che gli altri facciano sempre il primo passo, sperano sempre di poter essere assenti quando il gioco si fa duro;
alto- gli aspiranti supereroi: amano stare in prima linea, si vantano di avere le spalle larghe ed energie infinite, soffrono della sindrome del salvatore della patria e sono sempre sull’orlo dell’esaurimento dei loro magici poteri.

Orientamento al potere:

basso- i correntisti: sono quelli che amano seguire la corrente, che preferiscono affidarsi a qualcuno che pensano sia più capace o più attivo di loro, che non amano esporsi, guidare altri, in macchina fanno i passeggeri o al massimo i navigatori;
alto- i comandanti: provano il fascino del comando, amano condurre gli altri, stabilire la strada, dettare i tempi, definire i modi, sia che lo facciano per senso estremo di responsabilità o per status personale.

Orientamento alle regole:

basso- i ribelli: proprio non concepiscono le regole, trovano sempre un buon motivo per derogare, per fare diversamente, ogni scusa è buona per fare di testa loro e non amano mai fare le cose nello stesso modo;
alto- i crociati: sono i paladini, gli estremi difensori delle regole “senza se e senza ma”, richiamano sempre all’ordine, al “si deve fare così”, ai principi ed a tutti i giudizi su quello che è giusto e sbagliato, buono o cattivo, etc.;

Orientamento al risultato:

basso- gli interruttori: sono gli inventori della causa di forza maggiore, del contrattempo che blocca tutto, del “vorrei ma non posso”, del “domani è un altro giorno, si vedrà…”, del “non ce la faccio”, del “è meglio di no”, del “in fondo non serve a niente”;
alto- i combattenti: sono gli inventori delle questioni “di vita o di morte”, del “ce la dobbiamo fare a tutti i costi”, del “non mi alzo fino a quando non ho finito”, del “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”.

Orientamento al tempo:

basso- i poeti: sono i cantori del “tempo relativo”, o del “tempo infinito”, ingaggiano quotidianamente una battaglia contro orologi, sveglie, planning, scadenze, etc. e cercano di vincerla a tutti i costi anche contrapponendo l’importanza della qualità, del contenuto, del benessere;
alto- gli svizzeri: hanno inventato gli orologi, ma hanno affinato talmente il loro senso del tempo che potrebbero anche indovinare il minuto preciso guardando il cielo…, appena iniziano a fare qualcosa pensano a quanto tempo devono metterci e quale è la scadenza da rispettare, e battono, sempre, il tempo a se stessi ed agli altri, anche a costo di “far cadere la penna” quando è orario di uscita.

Orientamento ai numeri:

basso- gli allergici alla matematica: iniziano ogni frase dicendo “a me la matematica non è mai piaciuta” e guardano ogni numero come un oggetto misterioso che non riusciranno mai a maneggiare con la paura che rispunti da un momento all’altro il vecchio insegnante di matematica pronto a dare un brutto voto;
alto- i calcolatori: vedono numeri ovunque e li trattano come una seconda lingua con cui esprimersi per analizzare, argomentare, valutare. I numeri danno loro sicurezza e conforto ed a volte un comodo rifugio dietro cui trincerarsi per non vedere una realtà più complessa e sfaccettata.

Orientamento agli altri:

basso- i “mutangheri” (omaggio a Camilleri): concentrati su se stessi e/o sul proprio lavoro i mutangheri credono che ognuno deve pensare solo a quello che fa, quello che viene prima e quello che viene dopo è affare di altri;
alto- i prezzemolini: amano stare costantemente in mezzo agli altri, fanno domande, danno o chiedono aiuto o informazioni, pensano più al lavoro degli altri che al proprio, il loro motto è “faccio cose, vedo gente..”.

Orientamento al cambiamento:

basso- le vestali: sono i veri angeli del focolare, addetti a preservare lo status quo in nome di “si è sempre fatto così", rifuggono ogni rischio in nome della tranquillità e della pace, amanti delle routine e dei riti vedono ogni cambiamento come una minaccia alla propria identità da preservare nei secoli dei secoli…;
alto- gli astronauti: quando si va su Marte? Perennemente inquieti ed alla ricerca di novità cercano di non fare mai la stessa strada per esplorare nuove possibilità al motto di “perché no?”.

Orientamento al compito:

basso- i creativi: odiano i compiti e sono strenui difensori della libera creatività ed iniziativa, più gli si danno cose specifiche da fare, più resistono e fanno altro andando, nel bene o nel male, fuori dai confini e dai risultati assegnati;
alto- gli scolari: sono i soldati del compitino ben fatto e rimangono strettamente nei confini di quello che gli è stato assegnato, mai qualcosa in più, mai qualcosa in meno, bravi, ma forse un po’ freddini…

Orientamento al problema:

basso- gli elusivi: hanno una gran fifa dei problemi e cercano di starne il più possibile alla larga attraverso rimozioni, negazioni, riduzioni. Per loro è sempre tutto a posto, oppure non c’erano, non hanno visto, non sono responsabili, non sanno, etc.;
alto- i lottatori: fondano la loro identità sul fatto di dover risolvere dei problemi e non importa se sono reali, immaginati, ingigantiti, complessi, etc. loro salgono sempre nel ring ed iniziano a macinare analisi e soluzioni e magari a generare nuovi problemi…

Orientamento alla riflessione:

basso- gli agitati: hanno un sistema di allarme incorporato che scatta a qualunque segnale di pericolo o di difficoltà senza distinguere tra falsi allarmi, allarmi preventivi, attacchi veri e propri, etc. Loro partono, agiscono, si muovono, propagano il loro allarme al motto di “l’importante è agire senza perdere tempo a pensare”;
alto- gli strateghi: probabilmente hanno come antenati dei filosofi, dei pensatori, dei negoziatori di ostaggi, pensano sempre prima di agire, costruiscono scenari, fanno analisi dei pro e dei contro in nome del famoso motto cartesiano “cogito ergo sum”.

Orientamento al positivo:

basso- i drammatici: sono gli inventori del motto “dietro ogni curva si nasconde un pericolo” ed hanno una spiccata propensione alla tragedia vedendo indizi drammatici ovunque: un errore commesso, una scadenza mancata, un problema complesso, un conflitto importante, tutto serve a condire il clima di tragedia e di pericolo incombente comprensivo di vittime, carnefici e salvatori;
alto- gli entusiasti: il loro motto è “se vedi il bicchiere mezzo vuoto, travasalo!” (Lella Costa) oppure “se non vedi la luce in fondo al tunnel, arredalo!” (Mafalda). Riescono a vedere sempre il lato positivo e su questo ci costruiscono un mondo che li aiuta a non perdere mai motivazione ed energia, non vedono ombre perché hanno sempre la faccia rivolta verso il sole…

Orientamento al multitasking

basso- gli immersionisti: si immergono sempre in profondità nelle loro attività tentando di migliorare i propri record senza farsi distogliere da niente e nessuno perché è fondamentale essere concentrati solo su quello che stanno facendo;
alto- i giocolieri: amano giocare su più tavoli, con tre palline in mano, un birillo sul naso ed un pallone al piede, altrimenti non si divertono o non si sentono vivi o utili oppure si annoiano.

Orientamento alla chiarezza

basso- gli “introvola tonze” (dialetto lucano per definire chi intorbida le acque): sono professionisti dello sviare, del confondere, dell’aggiungere elementi per complicare il quadro, del rimestare per sollevare polvere, il tutto per rimandare, per spostare l’attenzione, per bloccare;
alto- i fari: amano mettere tutto sotto i riflettori, chiamare ogni cosa con il proprio nome, investire tempo a parlare, riflettere, spiegare anche a costo di accecare per la troppa luce.

Orientamento al futuro

basso- gli ancorati: vivono saldamente ancorati nel presente, o al massimo con i piedi nel passato, e preferiscono non pensare al futuro perché troppo incerto, oppure troppo impegnativo, oppure inutile perché l’unica dimensione che si vive è quella del presente;
alto- i veggenti: investono energie a pensare, sognare, presagire il futuro, se non lo fanno non riescono ad avere la spinta e la motivazione per affrontare il presente.

Orientamento alla costruzione

basso- le ruspe: amano le piazze pulite, cancellano, eliminano il superfluo, abbattono, fanno ordine;
alto- le gru: amano portare elementi, aggiungere, sovrapporre, innalzare anche a costo di tollerare un certo caos.

Orientamento al riconoscimento

basso- i sottosilenti: credono che chi fa bene il proprio lavoro ha fatto solo il proprio dovere, non è il caso, quindi, di fare troppo clamore, di ringraziare, di apprezzare pubblicamente;
alto- i celebranti: non danno nulla per scontato o per dovuto, apprezzano ogni contributo, ogni sforzo e tendono a celebrarlo con piccoli e grandi riconoscimenti: un grazie, un brindisi, una promozione, un feedback positivo, etc.


Quali sono i tuoi orientamenti prevalenti?

E cosa ti verrebbe di rispondere pensando a quelli del tuo capo, del tuo miglior o peggior collega, delle persone che ammiri di più ed a cui vorresti somigliare?
 
Peraltro questo è solo il livello base del gioco, ad uno stadio più evoluto la sfida è quella di cercare le combinazioni incrociate più felici ed infelici.
Conosci qualcuno che è un bullonato, mimetizzatore, svizzero?
Oppure un giocoliere veggente e celebrante?
Oppure un entusiasta ancorato e stratega?
Oppure un lottatore agitato e combattente?
 
E tu quali combinazioni hai?
Di cosa potresti essere più consapevole anche con l’aiuto di un pizzico di ironia?
 
Buon gioco e buona estate a tutti!