Uno dei principi su cui noi di Working room fondiamo il nostro concetto di arte di lavorare è che ci sono tutta una serie di idee, consigli, spunti che vengono indirizzati principalmente ai manager, ai leader, agli imprenditori (in sostanza a tutti quelli che occupano delle posizioni di comando nei luoghi di lavoro), e che 
per noi sono invece utili per tutte le persone che lavorano, indipendentemente dal ruolo che hanno, dalla dimensione dell’organizzazione di cui fanno parte, dal titolo di studio, dall’età.
Siamo, infatti, convinti che:
  • purtroppo, nonostante tutti i buoni consigli che i Manager, gli Imprenditori e i Leader ricevono attraverso libri, corsi di formazione, convegni, consulenze individuali, etc., ci troviamo spesso a dover constatare che molti di loro hanno dei limiti in termini di competenze, attitudini, capacità di azione che penalizzano sia se stessi che le persone e le organizzazioni con cui ed in cui lavorano;
  • forse, se alcuni consigli fossero forniti, ed auspicabilmente seguiti, oltre che al gruppo dei Manager & Co. anche a tutti quelli che lavorano, si potrebbero “contenere” gli inevitabili limiti dei vertici, valorizzare le competenze di tutti ed ottenere risultati migliori per se stessi e per gli altri.

Partendo da questa convinzione uno degli spunti che vorrei condividere con tutti quelli che lavorano è proprio preso da un libro sulla leadership scritto da Herminia Ibarra, dal titolo Essere un leader, pensare da leader (Hoepli).
 
Nel libro, ricco di molti spunti e di analisi su quali siano le differenze tra Manager e Leader, c’è una differenza che io ho trasformato in questa domanda:

“Sei un hub o un ponte?”
Hub è un termine inglese che viene usato, ormai anche nella lingua italiana, per indicare qualcosa che ha un ruolo centrale, di aggregazione, di smistamento, di snodo. 
Generalmente utilizziamo questo termine per indicare dei grandi aeroporti internazionali, in cui arriva la maggior parte del traffico aereo, oppure per indicare, in informatica, un dispositivo che collega diversi computer.
Il ponte è qualcosa che collega, che permette di congiungere due parti differenti e distanti.
Mi piace questa domanda perché penso:
  • che tutti noi abbiamo, sia nel lavoro che nella nostra vita privata, una predilezione a fare l’hub o il ponte sebbene possa, ovviamente capitare di ;
  • che agire da hub o da ponte significa possedere delle specifiche competenze di cui possiamo essere più consapevoli anche per valorizzarle meglio nel nostro lavoro o durante la ricerca di un nuovo lavoro;
  • che sia l’hub che il ponte hanno dei pro e dei contro che è importante riconoscere;
  • che essere capaci di riconoscere, in noi stessi e negli altri, la predilezione a fare l’hub o il ponte ci può aiutare anche a contenere i “contro” di entrambe le situazioni, magari cercando di lavorare insieme a persone che sono il nostro opposto in termini di hub o ponte.
 
Prendendo spunto da quanto scrive la Ibarra:
 
  • chi tende ad agire come un Hub si riconosce dal fatto che: è molto concentrato sul fare bene le cose e sul migliorare le cose esistenti, ma sempre all’interno di regole del gioco ben definite; ama assegnarsi, ed assegnare, degli obiettivi e dei compiti chiari; monitora costantemente gli effettivi progressi verso gli obiettivi prefissati; è attento a leggere e gestire le dinamiche tra le persone; da importanza a comunicare bene e regolarmente agli altri quello che ha fatto o quello che gli altri devono fare; convoca o pensa utile partecipare a riunioni di avanzamento sul lavoro; cerca di creare un buon clima all’interno del gruppo di lavoro, che sia anche accogliente e sicuro; tende a stare al proprio posto (anche dal punto di vista del luogo fisico) cercando di fare in modo che siano gli altri a venire a cercarlo;
 
  • chi tende ad agire come un Ponte si riconosce dal fatto che: è molto concentrato sul cambiare ed innovare le cose anche cambiando le regole del gioco; è costantemente in movimento, dentro e fuori l’organizzazione, quindi va in cerca degli altri più che puntare a farsi cercare come fa, invece, l’hub; lo scopo principale del suo essere in movimento è legato al fatto di voler cercare e dare informazioni, spunti, idee da riportare all’interno o da scambiare con l’esterno; crede che la ricerca di nuove informazioni e spunti sia fondamentale per cambiare le cose; cerca alleanze con l’esterno anche per rafforzare la posizione del proprio gruppo di lavoro anche in termini di visibilità e di reputazione; è più attento alle priorità che al dover fare tutto bene secondo piani prestabiliti.

Sia l’hub che il ponte hanno dei ruoli importanti nel lavoro e nella vita privata.
 
L’hub è la casa, è la sicurezza, è il riparo, è il punto fermo, è la tranquillità che ci sono delle regole, delle procedure chiare.
Il ponte è l’avventura, è l’incertezza di alternare sole, pioggia e vento, è attraversamento, è andare incontro a chi sta da un’altra parte, è vedere fuori le cose in movimento.
 
L’hub è un centro di attrazione.
Il ponte è un mezzo di comunicazione.
 
L’hub è il presente.
Il ponte è il futuro.

 
L’hub è la competenza dell’essere organizzati, del pianificare, del coordinare, del rassicurare, dell’accogliere.
Il ponte è la competenza del collegare, del cercare, dell’accettare l’incertezza e la diversità.
Se tendi ad agire da hub assicurati di lavorare con chi, invece, agisce da ponte, e viceversa, perché sono entrambi ruoli fondamentali per lavorare bene nel presente e nel futuro.
Capire se si è un hub o un ponte può essere anche utile quando si cerca un lavoro, sia da giovani che da meno giovani, perché permette di rispondere in maniera più efficace a domande molto frequenti nei colloqui di lavoro del tipo: Su cosa lei può fare la differenza? Quali sono le sue competenze distintive? Cosa è bravo a fare?
Considerando che tendiamo ad essere hub o ponte anche nella vita privata, possiamo dire di avere alcune competenze collegate anche se siamo giovani o se siamo stati molto tempo fuori dal mercato del lavoro e magari raccontare qualche esempio che dimostra che tendiamo ad agire come hub o come ponte.
 
E tu sei un hub o un ponte?