Quando pensiamo ad una persona influente adottiamo, forse inconsciamente, una definizione classica e pensiamo, quindi, ad una persona autorevole, di peso, importante, cha ha prestigio e che, avendo tutte queste caratteristiche, ha il potere di influenzare gli altri. Pertanto riteniamo che le persone influenti siano poche e spesso pensiamo a personaggi noti o che hanno un potere formale all’interno delle organizzazioni.
 
Nella realtà sarebbe molto importante che ognuno riconoscesse di avere, sempre e comunque, il potere di influenzare gli altri e l’ambiente in cui vive ed in cui lavora.
 
Credo che uno degli elementi alla base dello sviluppo del senso di responsabilità nelle persone al lavoro sia proprio quello di riconoscere che
tutti abbiamo un potere di influenza e, a seconda del tipo di potere che abbiamo, positivo o negativo, e del modo in cui lo utilizziamo, possiamo generare significativi “effetti domino” all’interno del luogo in cui lavoriamo.
Effetti che hanno impatti importanti sulla motivazione, sulla produttività, sul clima di lavoro, etc.
 
INFLUENTE E' CHIUNQUE RIESCE AD ESERCITARE UN CONDIZIONAMENTO SUGLI ALTRI E SUL LORO LAVORO.
 
Per essere più consapevoli del proprio potere di influenza prendo alcuni spunti da un articolo che ho letto recentemente e che suggerisce un semplice e veloce esperimento che possiamo fare tutti.
 
La prima parte dell’esperimento consiste nel raccogliere dati, nel corso di una o più giornate, e rilevare quali sono tutte le persone che, al lavoro, hanno avuto un potere di influenza su te stessa/o. Persone, quindi, che con il loro comportamento, piuttosto che con il loro linguaggio, hanno influenzato positivamente o negativamente i tuoi risultati al lavoro, il tuo modo di lavorare, la tua motivazione, il tuo stato d’animo.
 
Prova a fare un elenco di queste persone, ad indicare cosa hanno fatto nello specifico ed a segnare che tipo di influenza (positiva o negativa) hanno avuto su di te ed eventualmente anche su altri.
 
La seconda parte dell’esperimento consiste nel valutare i dati che hai raccolto per riflettere meglio su quali sono le situazioni, le condizioni e gli atteggiamenti che ti hanno influenzato positivamente o negativamente.
Questa fase ti permetterà di capire, nei casi di influenze positive, che spunti puoi prendere per farli diventare tuoi in modo da utilizzarli anche tu nei confronti degli altri e, nei casi di influenze negative, come puoi arginarli per evitare che tu sia vittima di un effetto domino negativo.
 
La terza parte dell’esperimento, invece, consiste nel raccogliere elementi che ti permettano di riconoscere cosa hai fatto tu, al lavoro, che ha influenzato, positivamente o negativamente, altre persone.
Anche in questo caso cerca di raccogliere elementi, magari ricostruendo episodi che ti sono accaduti o facendo domande a colleghi o al tuo capo, per capire come generi questo effetto e per riconoscere meglio il tuo potere di influenza.
 
Acquisire questi elementi ti può permettere di mettere meglio a fuoco:
 
  • quale sia il tuo stile di influenza attuale, quindi in che modo eserciti la tua influenza in positivo o in negativo: con la gentilezza, con la competenza professionale, con la tua capacità di ascolto, con la capacità di generare ansia e paura negli altri, con il tuo essere burbera/o, etc.;
  • se e come puoi migliorarlo o rafforzarlo per fare in modo di produrre soprattutto impatti positivi nel tuo luogo di lavoro, anche prendendo spunti da esempi che hai raccolto pensando ad altre persone che hanno su di te una influenza positiva.
#ArtediLavorare è anche l’arte di essere consapevoli del proprio potere di influenza e di esercitarlo con coscienza ed onestà nell’ambiente di lavoro per migliorare la qualità della vita lavorativa propria e degli altri.