Sono una donna, sto per compiere 50 anni ed ho votato la mia vita al lavoro per tante ragioni: la volontà di proseguire un riscatto familiare, il senso del dovere, l’idea di indipendenza economica, la voglia di riconoscimento, il desiderio di dare un mio contributo alla società, il piacere per quello che ho studiato e per il lavoro che faccio.

Nel mio lavoro cerco di aiutare le persone ad avere un rapporto positivo e costruttivo con il proprio lavoro, o di sostenere le persone nel trovare un lavoro che sia, il più possibile, in linea con le proprie caratteristiche, competenze ed ambizioni.

Grazie al mio lavoro parlo, ascolto ed osservo tante persone mentre lavorano o mentre affrontano un colloquio di lavoro.
Il confronto continuo con le persone, rispetto al loro lavoro, alimenta anche un dialogo costante con me stessa rispetto a quello che significa davvero per me il lavoro, al senso delle mie scelte e dei miei comportamenti, al perché, almeno fino ad oggi, ho deciso di sacrificare alcune cose, sia della mia vita personale che delle mie più autentiche ambizioni professionali, in nome del lavorare pensando prima alle aspettative degli altri e meno spesso alle mie.

Da tutto questo è nata la voglia di rivolgere una piccola riflessione, ed un piccolo augurio, a tutte le donne che lavorano o che vorrebbero lavorare.
Nella mia esperienza 
la maggior parte delle donne che incontro hanno diversi punti di forza in comune, ma anche diversi punti di debolezza, che possono essere un serio ostacolo per la loro soddisfazione lavorativa.
Apprezzo di molte donne l’atteggiamento serio ed impegnato, la voglia di fare bene, la propensione ad essere disponibili per gli altri.
D’altra parte devo constatare che ci sono ancora troppe donne che hanno paura di riconoscere e di parlare delle proprie ambizioni, che non rischiano se non si sentono perfettamente preparate, che non riescono a valutare con serenità le proprie competenze, anche perché hanno aspettative ideali molto alte, che non sanno proteggere le proprie energie e priorità dicendo sempre sì a tutto quello che viene loro chiesto o proposto, che pensano che il loro dovere sia di dare il massimo e che il dovere degli altri sia di riconoscere il valore. 
Ci sono tante donne piene di potenziale, di energia costruttiva, di idee che ancora non sono consapevoli del loro valore
che aspettano invece di chiedere, che non accettano il rischio che il valore si costruisce facendo, ed anche sbagliando, e che non sarà sempre possibile accontentare tutti.

A tutte queste donne auguro di far emergere il coraggio di presentare le proprie idee, di sostenere le proprie ambizioni, di farsi avanti per ruoli di responsabilità, di accettare il rischio del fallimento, senza farne un dramma preventivo, di imparare a dire i propri “si” ed i propri “no” con consapevolezza e senza sensi di colpa.

Per esperienza diretta so che tutto questo non è facile, ma se mi guardo allo specchio so anche che è proprio questo che vorrei per me e per tutte le donne a cui penso.

Credo che se il mondo del lavoro avesse più donne che hanno l’ambizione di portare avanti le loro idee, i loro progetti ed i loro valori, che hanno la voglia di assumersi responsabilità, che hanno il coraggio di provare e di sbagliare, potrebbe essere un mondo più dinamico, più produttivo e più rispettoso.

Ovviamente il mondo è vario e ci sono anche donne incapaci, svogliate, poco solidali. Ma ritengo che saranno sempre una minoranza se la maggioranza silente di donne di valore avesse voglia di farsi sentire e vedere in maniera più forte.
Se penso a come sintetizzare il mio augurio rivolto alle donne a cui è indirizzata questa mia lettera mi viene in mente la famosa frase di Italo Calvino che recita:
 
“la leggerezza della pensosità può far apparire la leggerezza della frivolezza pesante ed opaca”.
Auguro alle donne di far emergere il loro valore nel mondo del lavoro con un mix di competenza, ambizione e leggerezza ed anche imparando ad essere l’una lo sponsor dell’altra.
 
Cinzia D’Agostino