Che tu sia alla ricerca del tuo primo lavoro, o un professionista con molta esperienza alle spalle, è molto probabile che la prima richiesta che ti sentirai porre in fase di colloquio di selezione sarà:

 “mi parli di lei”. 
Il modo in cui ti racconterai in questi primi momenti può facilmente influenzare, in maniera positiva o negativa, l’intero colloquio, per questo è una buona idea preparare con attenzione una risposta efficace.
Per prima cosa è utile cercare di capire perché il selezionatore fa questa richiesta.
Di certo il selezionatore non si aspetta di ascoltare la tua intera biografia nei minimi dettagli; né gli interessa sapere la lista degli esami che hai effettuato; né l’elenco di tutte le tue esperienze lavorative.
In realtà quello che gli interessa è cercare di capire velocemente e chiaramente che tipo di persona sei, quali sono i tuoi valori, per poter valutare meglio se sei adatto o meno al ruolo per cui ti sta selezionando.
Questa richiesta non è quindi, come molti spesso credono, un invito a recitare il curriculum: se hai scritto un buon curriculum infatti dovrebbe avere già tutte le informazioni!
Questa richiesta da parte del selezionatore dà la possibilità di fare una presentazione personale, di raccontare qualcosa di sé che non emerge dal curriculum.  (In fondo all'articolo puoi trovare un esempio.)

Il problema, però, è che 
rispondere efficacemente alla richiesta: “Mi parli di lei” è più difficile di quello che sembra. 
La difficoltà sta nel riuscire a parlare, per due o tre minuti, di te stesso riuscendo a selezionare gli aspetti della tua personalità che riescano a valorizzare chi sei, in cosa credi, quali sono i tuoi progetti professionali e a suscitare, allo stesso tempo, la curiosità nel selezionatore, facendogli capire che puoi fare una differenza nell’azienda o nell’organizzazione e come potresti farlo.

Fortunatamente, proprio perché si tratta di una richiesta molto generica, hai la possibilità di prepararti una risposta che puoi adattare poi ad ogni contesto, e puoi prenderti il tempo di pensare alle cose più importanti di te che pensi possano attirare l’attenzione del selezionatore.
Un esercizio utile potrebbe essere di provare a mettere, nero su bianco, una risposta: una sorta di breve presentazione personale, nella quale raccontare chi sei facendo attenzione a dare delle informazioni che non siano già presenti nel curriculum vitae.

Prima di cominciare a scrivere, prova a pensare a una tua competenza relazionale, una tua attitudine che ti contraddistingue ed a una tua competenza tecnica, legata invece al ruolo per cui ti candidi. Parti da queste competenze per iniziare il tuo racconto.

Per aiutarti a impostare questa presentazione, potresti anche cercare di rispondere a queste domande:
 
  • Che tipo di persona sei?
  • In quali valori credi?
  • Qual è il tuo progetto personale?
  • Quali competenze sono per te importanti e stai sviluppando?
  • In cosa puoi fare la differenza?
  • Perché ci si può fidare di te?

Iniziare a formulare una risposta a queste domande può esserti molto utile per decidere cosa dire nella fase iniziale di colloquio, ma può darti anche ottimi spunti per scrivere efficacemente la mail, o la lettera di presentazione, con cui accompagnare l’invio del tuo curriculumo per inserire all’inizio dello stesso CV dieci righe di sintesi che attirino subito l’attenzione in chi lo legge.
Dopo che hai scritto il testo prova anche a recitarlo ad alta voce, sia per verificare che hai rispettato un tempo di risposta di circa 2/3 minuti e sia per capire se il discorso che hai preparato risulta chiaro e coinvolgente.
Un esempio di una presentazione che risponde efficacemente alla richiesta “Mi parli di lei” può essere quello di Manuela, una giovane ragazza che in un colloquio si è candidata per un ruolo di assistente di direzione in area comunicazione.

 
“Per prima cosa ci tengo a ringraziarla per l’opportunità che mi sta dando. 
Mi definisco una persona curiosa di natura: mi piace leggere e scoprire cose nuove, e sono affascinata dalle storie che si nascondono dietro i luoghi e le persone. La mia curiosità mi ha portato a spostarmi durante lo studio e il lavoro in varie città d’Italia e all’estero, e a conoscere e confrontarmi con persone, modi di vivere e di lavorare diversi fra loro. Questo mi ha permesso di diventare dinamica e flessibile, e ha sviluppato in me una predisposizione al cambiamento e alla velocità nell’apprendere cose nuove. Di conseguenza tendo a scegliere anche nel lavoro realtà che riflettano il mio approccio positivo verso le novità e la curiosità costante verso il mondo e le persone.  
Sono un po’ timida e molto riflessiva, ma sto cercando di allenare la mia empatia per riuscire ad entrare in relazione con gli altri più facilmente, capire i loro punti di vista e i loro problemi. 
Mi interessa molto trasmettere fiducia alle persone con cui lavoro e per farlo cerco sempre di essere attenta, ad esempio prendendo appunti quando mi fanno qualche richiesta, ma anche di fare delle domande o di porre delle problematiche se non mi sento sicura o se non ho capito bene come fare qualche cosa. In questo ultimo caso, però, mi sforzo anche di segnalare i problemi formulando anche qualche opzione di proposta, così anche da facilitare il lavoro del mio interlocutore. 
Ho cominciato il mio percorso professionale lavorando nel mondo delle organizzazioni culturali in un contesto internazionale, e ho potuto così fin da subito confrontarmi con modalità di lavoro differenti, e imparare a gestire stress e scadenze. Le esperienze successive, svolte sia per piccole organizzazioni che per grandi aziende strutturate, mi hanno portato ad approfondire la comunicazione nei suoi molteplici aspetti e a scoprire le varie strategie applicandole a contesti fra loro molto differenti. Mi sono appassionata a questa professione che stimola la mia curiosità e mi permette di raccontare delle storie, e di farle scoprire anche agli altri. 
Onestamente ho faticato a trovare la mia strada, forse seguendo un percorso un po’ tortuoso che in parte penso mi accomuna a molti miei coetanei, ed in parte, invece, ha a che fare con il mio desiderio di non accontentarmi e di occuparmi di qualcosa che mi appassioni davvero, che mi faccia sentire utile e mi permetta di migliorarmi e farmi sentire bene ogni giorno. 
Credo che nella mia professione siano importanti curiosità e preparazione, ma anche coraggio e un po’ di azzardo nel provare a fare cose nuove. La comunicazione è un mondo stimolante, ma molto vasto, e in continuo cambiamento, per questo il mio desiderio per il futuro è continuare ad approfondire le conoscenze specifiche di ogni singolo strumento per riuscire a sviluppare ogni progetto nella maniera più efficace.”
 
Se vuoi prepararti a rispondere anche ad altre domande che vengono poste spesso nei colloqui puoi leggere questo articolo. In bocca al lupo!



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