Se dovessi stilare una classifica, direi che la maggior parte delle persone che incontro dicono di essere demotivate rispetto al loro lavoro con frasi del tipo:
 
Non mi piace il mio lavoro e non capisco che senso abbia”;
“Non ho scelto io questo lavoro e non mi è mai piaciuto”;
“Non sopporto il mio capo e poi sono anni che mi ha promesso una promozione…”;
“Mi annoio e non faccio mai niente di stimolante”;
“La mattina è dura alzarsi ed andare a lavorare”;
“Ormai dal lavoro non mi aspetto più nulla”.
E cosi via…
 
Mi dicono anche di sentirsi in una sorta di “vicolo cieco” perché, per mille motivi, ritengono di non poter cambiare lavoro, e questo per loro vuol dire che non possono far nulla per ridurre questa demotivazione.
 
I miei pensieri in proposito sono:
 
  1. tutti, prima o poi, attraversiamo dei momenti di demotivazione rispetto al nostro lavoro;
  2. in realtà, se ci riflettiamo bene, questa demotivazione non dipende solo dall’ambiente di lavoro, ma dipende anche da noi, dalle nostre convinzioni, dalle nostre motivazioni profonde, dalle nostre azioni o inazioni;
  3. se la nostra demotivazione dipende anche da noi è una buona notizia, perché vuol dire che possiamo fare qualcosa per stare meglio, anche quando non possiamo cambiare lavoro;
  4. in realtà il fatto di non poter cambiare lavoro può essere proprio la spinta giusta per provare a cambiare qualcosa utilizzando le leve che abbiamo in nostro potere, e scoprire che queste leve ci sono, e le possiamo far funzionare. Anche perché se non le scopriamo, e non capiamo come usarle, ci ritroveremo come tanti altri, che si sono “illusi” di recuperare motivazione cambiando lavoro, e poi si sono ritrovati nella stessa situazione di prima.
 
Volendo riprendere una celebre citazione di Mafalda, e ripartendo dalla metafora del vicolo cieco, mi viene in mente la frase che dice più o meno così:
“Se non vedi la luce in fondo al tunnel… arredalo”.
Quelle che prima ho chiamato “leve”, che ognuno di noi può imparare a muovere per favorire la propria motivazione rispetto al lavoro, anche quando il lavoro, o l’ambiente, non sono particolarmente favorevoli (capi o colleghi poco collaborativi, attività che non ci piacciono, mancanza di riconoscimenti, etc.) sono diverse e proverò a citarle, con piccoli spunti, senza un ordine di importanza.
 
So che nel leggerle, soprattutto se stai attraversando un periodo di forte demotivazione, potresti pensare che sono cose che “non fanno per te” o che “sai già”. Ma prova a pensare, nel primo caso, cosa potresti fare per rendere queste leve “adatte a te”, e nel secondo rifletti se davvero “hai fatto qualcosa di concreto per applicarle”.
 
Perché il vero problema è che quando siamo demotivati rischiamo di mettere in campo, più o meno consapevolmente una serie di comportamenti che in realtà peggiorano la nostra situazione, invece di migliorarla.
Queste leve potrebbero evitare gli “auto sabotaggi”.

Riformula a tuo modo il senso di quello che stai facendo

Qualche giorno fa un mio caro amico, impiegato di alto livello in un noto istituto bancario, lamentava la noia del suo lavoro e le scarse competenze del suo capo e di molti suoi colleghi come elementi principali della sua demotivazione. Alla domanda qual è il senso del tuo lavoro la sua risposta potrebbe essere: mi occupo di affidamenti bancari. Ma cosa accadrebbe alla sua motivazione se la risposta diventasse: aiuto le persone a realizzare i loro progetti dimostrando fiducia in loro? Il lavoro è lo stesso, ma la motivazione a farlo ha un “suono” diverso. Che ne pensi?

Fai l’elenco di quello che puoi controllare e di quello che è fuori dal tuo controllo

Nessun lavoro, anche quello più blasonato, implica la possibilità di avere tutto nella propria sfera di controllo. In generale tutti noi possiamo controllare i nostri comportamenti, ma non quelli altrui, solo per fare un esempio, così come possiamo controllare il modo in cui decidiamo di lavorare, ma non completamente quello in cui lo fanno gli altri. Quindi quando sei demotivato cerca di elencare, e mettere per iscritto, quello che è sotto il tuo controllo e quello che non lo è, e concentrati solo sul cercare di modificare qualche elemento della prima parte. Se è sotto controllo il tuo orario di lavoro, prova a cambiarlo per capire se puoi sentirti meglio, magari perché riesci ad inserire un’attività extra lavorativa che ti piace. Oppure se è sotto controllo la scelta del tuo metodo di lavoro, cerca di mettere in quello la tua creatività ed energia, se ti lamenti per un lavoro noioso, e così via.

Chiedi cose specifiche che ti possono far stare meglio

Non dare mai per scontato né che gli altri vedano, o vogliano vedere, la tua demotivazione, né che sappiano cosa fare per aiutarti. Quindi, compatibilmente con le caratteristiche del contesto relazionale in cui lavori, prova a fare un elenco di cose diverse che potrebbero “sostenere” la tua motivazione e prova a capire, come, quando ed a chi chiederle. Se hai bisogno di più riconoscimento, puoi chiedere dei riscontri sul tuo lavoro, magari partendo da una autovalutazione. Se hai bisogno di attività più varie potresti proporre nuove attività da inserire nella tua routine giornaliera, e spiegare che utilità possono avere per la tua organizzazione e per te. Se hai bisogno di formazione, potresti chiedere almeno di poter avere delle ore per fare dei corsi gratuiti, etc.

Aiuta qualcun altro

Diversi studi scientifici dimostrano che quando siamo di aiuto a qualcun altro, automaticamente la nostra motivazione aumenta, perché ci sentiamo utili e capiamo che altri hanno bisogno di noi. Quindi, anche al lavoro, trova qualcuno che pensi possa meritare il tuo supporto ed offri il tuo aiuto. Potresti fare da mentore, da buddy, da supporto su alcune attività, etc. qualunque ruolo di sostegno, “sostiene” anche la tua motivazione.

Mettici la tua firma

Non siamo dei computer e non siamo dei robot (per fortuna), quindi in ogni attività, anche la più noiosa e ripetitiva del mondo, puoi “metterci la tua firma”, cioè fare qualcosa che renda l’attività più in linea con i tuoi valori e quindi più unica. In questo modo, sicuramente, anche la tua motivazione ne gioverà. Potresti essere un infermiere che passa 8/10 ore al Centro Vaccini Covid a fare “come una scimmia in batteria” iniezioni, facendosi venire la gobba per la posizione scomoda, oppure potresti essere un infermiere che passa 8/10 ore al Centro Vaccini Covid, che accoglie con un sorriso i pazienti e che si da l’obiettivo di farli uscire con un sorriso, ed anche di trovare la posizione giusta per fare l’iniezione, senza farsi venire la gobba, come una scimmia, o di fare un rapido esercizio, tra un vaccino e l’altro, per recuperare la postura corretta.

Rendi più confortevole il tuo luogo di lavoro

Molto spesso una delle cose che rientra nella sfera del nostro controllo è, quanto meno, il nostro micro-luogo di lavoro: la nostra scrivania, o la nostra stanza, o la possibilità di portarci un bollitore con la nostra tazza preferita per gustare un buon thè. Sono piccoli comfort che però hanno un impatto sulla nostra quotidianità e quindi sulla nostra motivazione e sul nostro umore al lavoro.

Prenditi cura di te

Quando si è demotivati al lavoro il rischio è che questo stato d’animo diventi pervasivo anche di tutte le altre sfere della vita. Non ci si prende più cura di sé, si mangia male, ci si veste con poca attenzione, non si fa attività fisica, non si frequentano amici, etc. Tornare a fare tanti piccoli gesti di cura di sé è il primo passo per aiutare la motivazione, perché sono gesti che sostengono la nostra energia, autostima, etc. e che evitano di mettersi in una spirale negativa e viziosa da cui diventa progressivamente sempre più difficile uscire.

Agisci senza aspettare “il momento giusto”

Molti pensano che la sequenza sia “quando sarò motivato allora riuscirò a fare le cose”, ma nella realtà spesso è necessario il contrario, cioè la motivazione ritorna iniziando a fare qualcosa anche se non ci sente completamente pronti, sicuri, convinti, motivati, etc.
Se ti viene in mente qualche attività che potresti fare per migliorare la tua motivazione: semplicemente iniziala! Può essere parlare con qualcuno, leggere un libro, frequentare un corso, etc. basta che sia un’attività che ti dà energia.

Intervista altre persone e chiedi consigli

Parlare con altri della propria demotivazione, con sincerità e senza vittimismo, può essere molto utile. Perché qualcuno può darti dei consigli o delle soluzioni capendo meglio la situazione.

Evita le ambiguità e l’eccesso di disponibilità

Molte persone che soffrono di demotivazione rispetto al loro lavoro sono anche persone che danno messaggi confusi o ambigui: sono troppo disponibili e quindi si ritrovano a fare tante cose diverse a cui è difficile dare un senso; oppure scambiano per demotivazione la frustrazione che è dovuta al fatto che vogliono fare troppe cose, ed inevitabilmente non ci riescono; oppure non chiariscono agli altri che fanno delle cose, ma se ne attendono delle altre in cambio e non ricevendole si demotivano. Tutti esempi di cose da evitare!

Non fare scissioni

Mi capita molto spesso di parlare con persone che separano nettamente il modo in cui si presentano e comportano al lavoro con quello che invece fanno nella loro vita personale. Ora non dico che non sia sano avere dei confini tra vita lavorativa e vita personale (assolutamente lo è!), ma diventa più pericoloso per la nostra motivazione se al lavoro “reprimiamo” alcune parti della nostra personalità, pensando che non sono richieste, o non saranno apprezzate, perché, soprattutto se sono parti importanti per noi, questa “repressione” la pagheremo, prima o poi, sotto forma di demotivazione. Spesso basta riuscire a reintrodurre alcune di queste parti represse anche nel lavoro per recuperare motivazione.

Non generalizzare

Molto spesso c’è qualcosa del nostro lavoro che è la causa principale della nostra demotivazione, ma noi poi tendiamo ad estendere la questione a tutto il nostro lavoro. Magari è un tipo di attività che non ci piace, e generalizziamo al resto. O è un collega, ed anche in questo caso mettiamo tutti gli altri nel paniere. Quindi è meglio provare ad identificare nello specifico qual è la fonte principale della nostra demotivazione e cercare di vedere, invece, le altre cose sotto una luce più positiva. Perché generalizzare, e rendere tutto negativo, non ci aiuta a migliorare la situazione.

Fai sempre qualcosa che ti piace

Cerca di fare in modo che nella tua giornata, al lavoro o fuori dal lavoro, tu riesca a ritagliarti del tempo per poter fare qualcosa che ti piace. E’ un semplice modo per ricaricare le tue energie e per trovare le tue motivazioni profonde, del perché ti piace stare al mondo e del perché al mondo piaci tu, con la tua unicità.
 
Se hai voglia di provare una o più di queste leve per migliorare la tua motivazione e di farmi sapere come è andata scrivi alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra. Buon lavoro, con l’augurio che tu riesca a recuperare presto la tua motivazione.