La rivoluzione tecnologica degli ultimi anni ha completamente modificato il nostro modo di lavorare, e sono molti i lavori che non hanno più la necessità di un luogo fisso. E’ sufficiente un computer portatile e una buona connessione internet per poter lavorare praticamente ovunque: dalla scrivania di casa, da una postazione in biblioteca, dalla panchina di un parco o dal tavolino di un bar. Sono sempre di più le persone che decidono di sfruttare questa opportunità per cambiare completamente non solo il proprio modo di lavorare, ma anche di vivere. Sono i nomadi digitali: “lavoratori-viaggiatori” che decidono di lasciare sia il posto fisso che il proprio paese per spostarsi altrove, spesso in un’altra nazione, continuando a lavorare viaggiando. 

Chi sono i nomadi digitali?

Contrariamente a quello che molti credono, non si diventa nomadi digitali con l’unico scopo di stare sempre in vacanza e passare le giornate in spiagge tropicali, lavorando ogni tanto al pc. Dietro la scelta di diventare nomadi digitali c’è quasi sempre un grande desiderio di autonomia e di libertà, di lavorare e di vivere dove si vuole, di viaggiare e immergersi in un’altra cultura pur continuando a lavorare con continuità e serietà.
Non esiste un unico tipo di nomade digitale, così come non esiste un unico lavoro che è possibile fare da remoto. C’è che chi si occupa di web marketing, di traduzioni, di grafica, di sviluppo software, di lezioni a distanza, di assistenza virtuale, di consulenza, di web designer: è sufficiente un computer e una connessione internet funzionante. 
Tutti sono accumunati dalla necessità di evadere dalla rigidità dell’ufficio fisso e di poter scegliere con libertà quando e dove svolgere il proprio lavoro
vivendo in luoghi in cui si reputa che la qualità della vita sia migliore.
I social network, skype, paypal, la posta elettronica permettono non solo di lavorare in qualsiasi posto del mondo, ma anche di mantenere relazioni, fornire assistenza, cercare nuove occasioni di lavoro e fare e ricevere pagamenti.   
 
Alcuni sono piccoli imprenditori che già possiedono una propria attività e che si rendono conto di poter svolgere il proprio lavoro anche all’estero.
Nella maggior parte dei casi si tratta comunque di freelance e professionisti, che, spinti spesso dalla precarietà, scelgono di intraprendere un altro tipo di vita. Molti di loro decidono, infatti, di spostarsi in paesi in cui il costo della vita è molto più basso rispetto al paese di origine. Una delle mete preferite è il Sud Est Asiatico, che permette di avere una buona qualità della vita con guadagni che giudicheremmo modesti per i nostri standard occidentali.
Molti infine diventano nomadi digitali perché sono stanchi dei ritmi della loro vita e dalla routine casa-ufficio, e scelgono di vivere in un contesto meno frenetico che spesso aiuta anche a ritrovare un rapporto più positivo con il proprio lavoro. 

Aspetti positivi, aspetti negativi

La vita da nomade digitale offre l’indubbio vantaggio di poter decidere dove vivere, senza vincolare il lavoro a una città o un paese. Questo significa ad esempio che puoi cambiare ogni mese il posto dove vivere e lavorare, scoprendo nuovi paesaggi e nuove culture, o che puoi decidere di saltare l’inverno spostandoti in paesi caldi.  
Il secondo aspetto positivo è la libertà di decidere quando lavorare e quando invece no, senza obblighi di orario e di giorni come succede in quasi tutti i lavori. 
Puoi organizzare il tuo lavoro come preferisci, e crearti una tua routine, lavorando negli orari e nei momenti in cui sei più produttivo e concentrato e decidendo di prenderti un periodo di pausa quando vuoi.
Vivere in posti in cui il costo della vita è molto basso aiuta anche a risparmiare e a semplificare le esigenze della vita quotidiana. Puoi avere un buon tenore di vita pur lavorando meno e puoi avere più tempo per viaggiare o per rilassarti.
Infine, la vita da nomade digitale ti permette di acquisire molte competenze che potrai spendere anche una volta tornato “a casa”:
  • ti insegna ad adattarti ad ogni situazione e ad essere flessibile;
  • ti allena ad affrontare i problemi cercando una soluzione in maniera rapida, senza andare alla ricerca di colpe per scaricare la responsabilità ad altri;
  • ti consente di sviluppare le tue capacità comunicative;
  • ti aiuta a diventare indipendente e a gestire il tuo lavoro in maniera autonoma e responsabile;
  • ti permette di conoscere meglio te stesso, di scoprire i tuoi limiti e i tuoi punti di forza.

E’ comunque importante essere anche consapevoli che la vita dei nomadi digitali non è tutta rose e fiori!
Essere un nomade digitale significa essere ancora più bravi degli altri a reinventarsi e aggiornare continuamente le proprie competenze, impegnandosi al massimo per riuscire a trovare nuove occasioni di lavoro. Non è automatico riuscire a svolgere un lavoro che ti permetta di guadagnare a sufficienza e il rischio che i primi tentativi siano un fallimento è sempre da mettere in conto.
Spostarsi continuamente significa dover ricominciare sempre da capo e nello gestire la maggior parte delle relazioni via web è molto facile sentirsi soli. Per questo sono nati molti hub, in varie parti del mondo, dei veri centri di aggregazione creati per favorire la collaborazione e l’aiuto reciproco fra i vari nomadi digitali.
Un altro fattore problematico da prendere in considerazione, prima di decidere di diventare nomade digitale, è il fuso orario: se il tuo lavoro prevede numerosi contatti con l’Italia, ad esempio, devi tenere conto che se ti sposti in Asia o in America ti capiterà di lavorare la mattina presto o la sera tardi, e dovrai essere molto flessibile.

Come si diventa nomadi digitali?

Molti credono che il modo migliore per diventare nomadi digitali sia aprire un business on line, un sito internet o un blog. Anche se avere un’attività on line può permetterti di avere una grande libertà, difficilmente garantisce un successo (e un guadagno), per lo meno non in poco tempo. 
Non si diventa nomadi digitali all’improvviso, è sempre una buona idea prepararsi con calma e programmare. 
Per prima cosa è importante capire se sei adatto a questo stile di vita: è necessario avere un buon livello di autonomia ma anche una grande autodisciplina, in modo da garantire sempre la tua produttività. Se credi di non essere molto indipendente e di aver bisogno di luoghi e orari fissi per essere produttivo, probabilmente non è il tipo di vita adatta a te.
Prima di prendere decisioni affrettate rifletti su quali sono le tue competenze, chiediti se la tua esperienza è sufficiente o in caso contrario quanto tempo sei disposto ad investire per acquisire le competenze che ti mancano. Il modo più rapido per diventare nomade digitale è sfruttare le conoscenze che hai già per diventare freelance e iniziare a gestire il tuo lavoro in modo autonomo.
Se hai una solida esperienza alle spalle, ma senti che per fare questo passo ti mancano delle competenze digitali importanti, puoi iscriverti a qualche corso on line o darti del tempo per imparare ad usare i programmi che poi ti serviranno.
Se invece senti di non essere ancora un professionista, non avere fretta: sfrutta il lavoro che hai o cerca di fare un’esperienza lavorativa o un tirocinio per sviluppare le tue competenze, specializzarti e diventare autonomo.

Infine, ci sono molte aziende, soprattutto multinazionali, che offrono la possibilità di svolgere un lavoro da remoto. In questo modo avresti il vantaggio di avere delle entrate fisse mantenendo la libertà di vivere dove vuoi. In questi siti puoi trovare qualche annuncio:
https://weworkremotely.com
https://remoteok.io
https://www.upwork.com
 
Se vuoi approfondire l’argomento, ci sono molti gruppi e pagine facebook che possono aiutarti a fare network e forniscono molti consigli utili sulla vita dei nomadi digitali.  Questa è la pagina facebook con più iscritti al momento in Italia: https://www.facebook.com/nomadidigitali/