Nel parlare con tante persone rispetto al loro lavoro, ed alle insoddisfazioni che spesso hanno riguardo al loro lavoro, una delle questioni di cui mi rendo conto è che le persone riflettono poco se il tipo di organizzazione per cui lavorano sia, davvero, quella più compatibile con una serie di caratteristiche, valori, aspettative, competenze che le stesse persone hanno.
 
Quello che voglio dire è che nessuno, per quanto bravo e competente possa essere, è adatto a qualunque tipo di organizzazione, o magari riuscirà anche a fare un buon lavoro, grazie alle sue competenze, ma pagando un prezzo in termini di insoddisfazione personale.
Ci sono tante persone giuste nel posto sbagliato, e tante persone sbagliate nel posto giusto!
Perché questo accade?
 
Indubbiamente credo che, nella fase di selezione, tanto le organizzazioni, quanto le singole persone non affrontino fino in fondo una serie di questioni che possono portare, entrambe le parti a ritenere, o quantomeno, a scommettere con sufficiente tranquillità, che si stia mettendo “la persona giusta nel posto giusto”, dove per posto giusto intendo sia il ruolo e sia il tipo di organizzazione.
 
Allora
sarebbe bene essere più consapevoli di quali possono essere, in generale, i pro ed i contro, delle varie tipologie di organizzazione
prima di pensare di entrare in una di queste.
Capisco bene che, nella maggior parte dei casi, le persone, soprattutto in tempi di crisi, possono essere spinte ad entrare in una qualsiasi organizzazione, pur di avere un lavoro, ma nel medio-lungo periodo, se si è scelta l’organizzazione sbagliata, inizieranno, con alta probabilità, a sorgere dei problemi che pagherà sia la persona, in termini di insoddisfazione e demotivazione, e sia l’organizzazione. Nel complesso, quindi, la relazione di lavoro diventerà una delle tante relazioni insoddisfacenti per entrambe le parti.
 
Provo, pertanto, a polarizzare diverse tipologie di organizzazione, rispetto ad alcune caratteristiche, facendo, prima di iniziare, cinque doverose precisazioni:
 
  1. la prima è che, ovviamente, le organizzazioni reali sono la somma di più dimensioni che io tratterò singolarmente nello spiegare, per ogni dimensione analizzata, i pro ed i contro;
  2. la seconda è che il mio intento è di tratteggiare alcune caratteristiche generali che poi, nel concreto di ogni specifica organizzazione, possono essere ulteriormente alterate, nel bene e nel male, in funzione dei valori ideali (spesso non dichiarati) che però muovono le decisioni e le azioni delle persone all’interno della organizzazione nonché delle caratteristiche specifiche proprio delle persone reali che operano all’interno della stessa;
  3. la terza è che l’ordine con cui sono presentate le varie tipologie di organizzazioni non ha un significato particolare perché tutte le dimensioni analizzate hanno la medesima rilevanza;
  4. la quarta è che le valutazioni dei pro e dei contro sono il risultato della mia esperienza e dei confronti che ho avuto con varie persone che operano in queste tipologie di organizzazioni, ma come detto al punto precedente, occorre considerare le valutazioni che darò di seguito solo come dei modesti spunti da adattare poi alla propria specifica situazione;
  5. l’ultima è che citerò solo alcuni esempi di pro e di contro, al fine di suggerire a tutti di fare, comunque, questo tipo di esercizio per poter valutare al meglio l’organizzazione in cui si intende lavorare.

Organizzazioni imprenditoriali vs. Organizzazioni manageriali

Pro delle imprenditoriali:
  • si respira generalmente una maggiore passione ed una visione di lungo termine data dall’imprenditore che può avere una forte valenza motivazionale e di rassicurazione
  • in genere sono aziende  con una maggiore coerenza organizzativa data dall’imprenditore stesso e che puntano molto alla relazione fiduciaria interna ed alla innovazione
Contro delle imprenditoriali:
  • rischio di appiattimento della organizzazione sulla immagine dell’imprenditore
  • rischio di minore struttura organizzativa (soprattutto se abbinata alla piccola dimensione)
 
Pro delle manageriali:
  • organizzazioni più strutturate in termini di metodi e processi
  • maggiore tendenza a lavorare per progetti e ad introdurre cambiamenti
Contro delle manageriali:
  • sempre più i manager possono tendere a privilegiare una visione di breve periodo e più personalistica rispetto all’area che dirigono
  • maggiore propensione dei manager a cambiare spesso azienda con impatti su cambiamenti a caduta sull’intera organizzazione

Organizzazioni pubbliche vs. Organizzazioni private

Pro delle pubbliche:
  • maggiore sicurezza del posto di lavoro
  • maggiore utilità sociale del lavoro svolto
  • maggiore stabilità della organizzazione e chiarezza procedurale legata al sistema di regole
  • le logiche di valutazione delle persone, che pure si stanno introducendo, non sono tali da mettere a rischio il posto di lavoro
Contro delle pubbliche:
  • maggiore probabilità di forte burocrazia, quindi regole precise da seguire
  • minore orientamento al cambiamento o maggiore lentezza nello stesso
  • maggiore probabilità di mezzi di lavoro obsoleti o non tecnologicamente avanzati
  • processi decisionali più lunghi e carriere condizionate da vincoli burocratici
  • alcune procedure burocratiche potrebbero apparire poco sensate o obsolete
 
Pro delle private:
  • organizzazioni più libere in termini di struttura e di regole
  • maggiore orientamento al cambiamento anche per le sollecitazioni del mercato
  • possibilità di carriera meno soggette a vincoli burocratici
  • processi decisionali tendenzialmente più veloci, anche se dipendenti spesso dalla dimensione, in ogni caso meno soggetti a vincoli burocratici
Contro delle private:
  • minore sicurezza del posto di lavoro in quanto collegata alla reale capacità della azienda di generare o meno profitto
  • maggiore possibilità di conflitti di interesse tra esigenze aziendali e sociali
  • i cambiamenti possono essere frequenti e portare alcune destabilizzazioni
  • ambienti in cui le persone tendono ad essere valutate più strettamente per i risultati che producono

Organizzazioni profit vs. Organizzazioni no profit

Pro delle profit:
  • in generale c’è un maggior orientamento alla spesa ed all’investimento ed anche stipendi mediamente più alti
  • l’orientamento alla crescita ed al profitto può renderle dei contesti molto più dinamici e orientati al cambiamento ed alla innovazione
Contro delle profit:
  • il forte orientamento al profitto potrebbe far perdere di vista altri elementi importanti nella gestione della relazione con i collaboratori
  • possibilità di conflitti di interessi
  • in caso di problemi economici si possono prendere decisioni molto drastiche sulla organizzazione
 
Pro delle no profit:
  • alto contenuto valoriale della mission delle organizzazioni e quindi delle attività che si svolgono
  • maggiore probabilità di condivisione dei medesimi valori tra le persone che fanno parte dell’organizzazione
  • alto valore sociale dell’attività svolta
Contro delle no profit:
  • spesso maggiore concentrazione sulla mission e minore sulla organizzazione nei suoi processi e nella gestione delle persone, affidando alle stesse il compito di auto-gestirsi;
  • stipendi mediamente più bassi e spesso molto tempo non pagato;
  • avendo una disponibilità di risorse economiche scarse c’è il rischio di scarsi investimenti sulla organizzazione in generale

Organizzazioni piccole vs. medie vs. grandi

Pro delle piccole:
  • organizzazioni snelle con ruoli più generalisti e maggiore visibilità di quello che si fa
  • possibilità di un maggiore contatto personale e di processi decisionali più veloci
  • opportunità per la persona di essere più autore del proprio ruolo
Contro delle piccole:
  • rischio di maggiore fragilità economica con impatti sulla gestione delle risorse (stipendi più bassi, meno investimenti, etc.);
  • carriere più corte perché la struttura organizzativa è più piatta
  • l’organizzazione snella potrebbe anche indicare un certo livello di disorganizzazione.
 
Pro delle medie:
  • organizzazioni con una certa struttura e con una maggiore possibilità di percorsi di carriera pur mantenendo una più forte visibilità e più stretti rapporti personali
  • organizzazioni tendenzialmente più dinamiche e orientate al cambiamento ed allo sviluppo
Contro delle medie:
  • necessità di avere molti ruoli con una doppia anima: operativa e riflessiva (che richiedono quindi competenze molto diverse tra loro)
  • può avere alcuni contro sia delle piccole che delle grandi essendo in una posizione intermedia.
 
Pro delle grandi:
  • prestigio a livello di status e di CV
  • organizzazioni ben strutturate ed in cui si possono apprendere solidi metodi di lavoro e con maggiore propensione ad investire nella organizzazione
  • possibilità di carriere molto ampie e di stipendi molto più alti della media con benefit aggiuntivi
Contro delle grandi:
  • spesso esistenza di giochi di potere interni che condizionano la vita organizzativa e le carriere
  • rischio di minore visibilità dei singoli (essere considerati un “numero”)

Organizzazioni di produzione vs. Organizzazioni di servizio

Pro delle aziende di produzione:
  • organizzazione tendenzialmente molto strutturata in vari reparti/processi ben differenziati con ruoli ben definiti e distinti
  • si può lavorare anche in assenza di Clienti (produzione per fare magazzino di prodotti da vendere successivamente) e comunque il Cliente non condiziona in maniera forte il lavoro di produzione
Contro delle aziende di produzione:
  • tendenzialmente sono strutture con alti costi fissi e se non vanno bene le attività possono facilmente avere problemi economici;
  • sempre più la sola produzione non basta e devono integrare maggiormente una cultura di servizio e di relazione con il cliente che non gli è propria
 
Pro delle aziende di servizio:
  • attività che si svolge a stretto contatto con i Clienti e quindi che privilegia le competenze relazionali
  • attività molto dinamica anche in funzione di come si sviluppa la relazione con il Cliente
Contro delle aziende di servizio:
  • il fatto di dover svolgere la propria attività stando sempre in relazione con i Clienti può essere molto impegnativo data la diversità e/o complessità dei Clienti stessi
  • se non ci sono Clienti non c’è lavoro (si pensi ad un ristorante, tanto per citare un esempio semplice)
  • il Cliente può condizionare in maniera importante l’esito del lavoro

Organizzazioni Italiane vs. Organizzazioni Internazionali

Pro delle italiane:
  • cultura condivisa e quindi più facilità di comprensione all’interno dell’organizzazione
  • maggiore possibilità di identificazione con l’azienda ed i suoi prodotti/servizi con un impatto in termini di motivazione
Contro delle italiane:
  • rischio di raggio di azione più limitato che può indebolire l’azienda in un contesto di mercato globale con impatti negativi sulla organizzazione e sui singoli
 
Pro delle internazionali:
  • ambiente culturale più eterogeneo e stimolante;
  • possibilità di carriere internazionali e di stipendi più elevati
  • prestigio a livello di status e di CV
Contro delle internazionali:
  • ritmi e modalità di lavoro molto più intensi e stressanti (trasferte, permanenze all’estero, necessità di comprensione di culture differenti, etc.)
  • generalmente di tratta di aziende di grandi dimensioni quindi con gli stessi contro di queste tipologie di aziende ed anche una minore tutela del posto di lavoro per contrattualistiche differenti

Organizzazioni con business tradizionale vs. Organizzazioni con business innovativo

Pro delle tradizionali:
  • probabile maggiore stabilità della organizzazione e sicurezza di quello che si deve fare
  • probabile maggiore solidità della organizzazione anche in termini economico-finanziari con impatti di sicurezza nel lavoro nel breve periodo
Contro delle tradizionali:
  • rischio di mancata propensione al cambiamento con impatti in termini di obsolescenza che possono pregiudicare la solidità dell’organizzazione nel medio periodo
  • rischio di minore dinamicità e quindi possibilità di evoluzioni a livello di carriera e ruoli
 
Pro delle innovative:
  • partecipazione a progetti sfidanti con impatto sulla motivazione e sulla accelerazione di crescita in termini di competenze
  • logiche di lavoro tendenzialmente più moderne e flessibili con maggiore spazio per i singoli di dimostrare proattività e iniziativa
Contro delle innovative:
  • maggiore instabilità del progetto e quindi incertezza del posto di lavoro;
  • organizzazione nascente con rischi di “buchi” e di attività non presidiate

Organizzazioni operanti in piccoli centri vs. Organizzazioni operanti in grandi centri

Pro dei piccoli centri:
  • ambiente di lavoro con persone tendenzialmente più simili per cultura, stile di vita, etc.
  • maggiore vicinanza al luogo di lavoro
  • maggiore senso di appartenenza ad una comunità
Contro dei piccoli centri:
  • rischio di un eccesso di omogeneità culturale con impatti sulla propensione al cambiamento
  • rischio di minore propensione alla crescita per vincoli legati a non volontà di trasferimento, cambiamento, etc.
 
Pro dei grandi centri:
  • maggiore eterogeneità del personale con possibilità di stimoli diversi sia interni che esterni
Contro dei grandi centri:
  • rischio di un contesto umano più formale e con minori valori culturali condivisi che facciano da collante all’organizzazione
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