Riuscire a dire quello che pensi e senti, e farlo in maniera tale da non provocare in quelli che ti ascoltano una sensazione e una risposta negativa, è uno dei cardini di una competenza sempre più spesso citata nel mondo del lavoro.
L’assertività è la capacità di gestire le relazioni professionali riuscendo ad avere una posizione determinata, aperta, chiara, diretta, autorevole 
che permette di esprimere quello che si pensa e si sente in maniera costruttiva, coraggiosa e positiva.
 
Si dice spesso che la comunicazione assertiva ci permette di stare nelle relazioni con un atteggiamento saggio ed equilibrato evitando, quindi, sia i comportamenti passivi, che denotano la volontà di aggirare i problemi, sia i comportamenti aggressivi, che esprimono la volontà di imporci sugli altri.
 
Gli atteggiamenti passivi, così come quelli aggressivi, sono, infatti, spesso fonte di problemi, conflitti, frustrazioni che, alla lunga, possono arrivare anche a compromettere pesantemente le nostre capacità, i nostri risultati e la nostra motivazione al lavoro.
 
Molte persone provano al lavoro la spiacevole sensazione di pentirsi sia nel caso in cui non sono riuscite ad esprimere il proprio pensiero e sia nel caso in cui lo hanno fatto provocando una reazione negativa negli altri. Nel primo caso il rischio, più che fondato, è di non essere riconosciuti, valorizzati; nel secondo caso c’è una forte probabilità di essere considerati arroganti e presuntuosi.
 
La questione, quindi, che si pone per tutti è di 
di riuscire a capire quando è possibile esprimere liberamente e chiaramente il nostro punto di vista, le nostre idee, le nostre richieste 
e, soprattutto, come mettere in pratica l'assertività per aumentare la probabilità di essere davvero ascoltati e presi in considerazione dagli altri.

Come posso dire al mio capo che non sono d’accordo con quello che mi chiede di fare?
 
Come posso dire ad un collega che mi sta creando problemi al lavoro?
 
Come posso chiedere un aumento di stipendio?
 
Come posso parlare dei miei problemi, dei miei dubbi, delle mie incertezze senza trasferire ansia, preoccupazione, senso di incapacità?
 
Come posso esporre il mio punto di vista in una riunione?
 
Come posso valorizzare quello che ho fatto ed ottenere il giusto riconoscimento dagli altri?
 
Queste domande rappresentano solo alcuni dei dilemmi che spesso le persone hanno sul lavoro e rispetto ai quali una comunicazione assertiva può essere di grande aiuto.
 
Recentemente su questo tema ho visto una interessante TED conference di Adam Galinsky, uno psicologo americano che ha dedicato molta parte del suo lavoro nel cercare di aiutare le persone a “dire la propria”, a parlare apertamente.

Secondo Galinsky 
tutto dipende dal livello di potere che abbiamo, intendendo come potere non il posizionamento gerarchico, quanto il tipo di libertà di azione che ci autorizziamo da soli e che gli altri ci riconoscono.
Più abbiamo potere, cioè libertà di azione, più potremo sentirci tranquilli e legittimati ad esprimere chiaramente il nostro pensiero.
Meno potere abbiamo, o ci riconosciamo, e meno riusciremo a comunicare il nostro pensiero o le nostre esigenze  rischiando di metterci da soli in una posizione passiva o aggressiva.
 
La domanda da porsi, quindi, è:
 
Cosa può permettermi di sentirmi “potente”, sia ai miei occhi che a quelli degli altri, per poter parlare apertamente?
 
Le ricerche dimostrano che ci sono diversi fattori che possono aiutarci nell’aumentare il nostro potere e la nostra libertà di azione così da poter parlare in maniera franca e risoluta pur mantenendo un atteggiamento simpatico, aperto, piacevole per gli altri.
 

Fattori che ci aiutano ad essere assertivi:

1. Parlare facendosi anche portavoce di altri

Esprimere quindi la propria posizione personale, ma chiarendo che è una posizione che rappresenta anche gli interessi, le idee, le proposte di altri. Galinsky esprime questo concetto parlando dell’effetto “mamma orso” e spiegando che le persone sono maggiormente portate ad esporsi quando pensano di dover o poter “difendere” anche altri o quando sentono di rappresentare anche gli interessi di altri. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Ho pensato che dovremmo fare in questo modo…”
“Ho parlato anche con gli altri colleghi ed insieme abbiamo riflettuto sul fatto che potrebbe essere utile fare in questo modo perché…”

2. Parlare mettendosi anche nei panni degli altri

In particolare della o delle persone che ci stanno ascoltando. Questo implica un cambio sostanziale di prospettiva che fa percepire a chi ci ascolta che siamo consapevoli anche delle loro esigenze e del loro punto di vista e ci fa percepire come meno “minacciosi” per gli altri. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Per me è importante che…”
“Penso che sia per me che per te sarebbe importante che…”

3. Parlare proponendo sempre la possibilità di scegliere tra alcune alternative

L’arte della negoziazione insegna che le persone tendono a non alzare barriere ed a scegliere molto più serenamente quando hanno più possibilità di scelta. Due o tre alternative sono più che sufficienti per aiutare il nostro interlocutore ad ascoltarci senza generare il senso di essere messi all’angolo o al contrario la confusione di avere troppe alternative. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Vorrei un aumento di stipendio”
“Penso di aver maturato la possibilità di chiedere un riconoscimento sotto forma di aumento di stipendio o di un altro benefit che sia in linea con le politiche aziendali”

4. Parlare cercando di costruire delle alleanze con chi ci ascolta

Una delle forme principali attraverso cui costruire alleanze è quella di parlare ponendo la questione sotto forma di una richiesta di consiglio al nostro interlocutore. Quando chiediamo consiglio dimostriamo di essere aperti, umili e di riconoscere l’importanza dell’altro e tutto questo crea un buon clima per essere ben ascoltati e recepiti in quello che diciamo. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Secondo me è necessario cambiare le nostre procedure di lavoro”
“Ho analizzato le nostre procedure di lavoro ed ho elaborato alcune proposte su cui mi piacerebbe avere il tuo contributo ed il tuo parere”

5. Parlare esprimendo la nostra preparazione e competenza

Parlare in maniera specifica, dimostrando che ci siamo preparati rispetto a quello che stiamo dicendo; trasmettere che abbiamo le competenze per poter fare alcune affermazioni aiuta sia la persona che parla a sentirsi più legittimata in quello che dice, e sia la persona che ascolta, a darci più credito rispetto a quello che stiamo dicendo. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Ho questo problema e non so come risolverlo”
“Ho questo problema, ho fatto delle analisi ed ho chiesto consiglio anche ad altri, pur non avendo ancora la soluzione la mia esperienza mi dice che..”

6. Parlare trasmettendo quello che ci appassiona, che ci sta a cuore

Quando il contenuto di quello che diciamo ci appassiona davvero riusciamo a parlare in maniera molto convincente sia attraverso il linguaggio verbale che non verbale. Il nostro sguardo, i nostri gesti, la nostra postura saranno tutti ottimi alleati nel creare un clima di partecipazione anche da parte del nostro interlocutore e ci aiuteranno a tramettere con maggiore convinzione quello che pensiamo. 

Pensa alla diversa reazione che suscitano queste due possibili frasi:

“Ho questo problema e penso che dovremmo fare in questo modo…”
“Ho un problema che mi sta davvero a cuore, perché rappresenta una grande sfida sia per me che per l’azienda, e penso che dovremmo fare in questo modo…”


Sei consigli davvero utili per allenarti a sviluppare l’arte di parlare con assertività!