Quali possono essere alcune parole chiave da tenere a mente se il nostro obiettivo è quello di collaborare bene con gli altri?
 
Ho provato a giocare proprio con le lettere che compongono il verbo “collaborare” e sono uscite fuori alcune parole che mi sembra possano essere di aiuto e di facile memorizzazione.

C come CORAGGIO

Per collaborare bene con gli altri ci vuole il coraggio di mettersi in discussione, di cambiare il proprio punto di vista dando anche ascolto agli altri, di dire quello che si pensa mettendo anche in conto di poter ricevere delle critiche, di perdere qualcosa (certezze, abitudini, convinzioni) per conquistare qualcosa di nuovo.

O come OBIETTIVI

Una collaborazione efficace richiede la disponibilità di chiarire e condividere gli obiettivi del lavoro, il senso di quello che si sta facendo insieme, quello che è importante ottenere con la collaborazione, gli indicatori che permetteranno di capire se si stanno raggiungendo o meno gli obiettivi prefissati.

L come LEGAMI

Collaborare significa avere voglia di stabilire dei legami con gli altri, degli accordi capaci anche di creare un senso di unione, di partecipazione, di motivazione, di solidarietà.

L come LIMITI

Collaborare significa anche condividere e rispettare dei limiti per evitare di prevaricare gli altri, di abusare della loro disponibilità, di mancare di rispetto non considerando le esigenze degli altri. Fissare i limiti significa quindi concordare prima le “regole del gioco” per evitare o segnalare eventuali “infrazioni” al gioco stesso.

A come AZIONI

Si collabora davvero quando ognuno fa qualcosa, compie delle azioni specifiche ed accetta che queste azioni siano viste e valutate anche dagli altri. Compiere azioni significa anche che una buona collaborazione si fonda sulla voglia di “intraprendenza” quindi sull’interesse e la disponibilità di tutti a promuovere dei passi concreti senza aspettare che siano gli altri a cominciare per primi.

B come BUONSENSO

Collaborare bene implica accettare che ognuno è diverso dagli altri nei bisogni, nel modo di pensare, in quello che ritiene importante, in quello che sa fare e uno degli ingredienti essenziali per accettare queste diversità è anche il buonsenso, la pazienza, un sincero interesse a trovare il giusto compromesso che consente di rispettare le diversità senza che nessuno abbia il sopravvento sugli altri.

O come OPZIONI

Dal punto di vista operativo una delle prime dimostrazioni di buonsenso è la volontà di generare sempre delle opzioni, di creare, quindi, diverse possibilità, soluzioni evitando di costringere chi collabora ad adeguarsi o ad accettare una soluzione unica. Metodologicamente generare più opzioni quando si discute, si analizza un problema, consente alle persone di essere più creative nel pensare e di sentirsi più libere nel valutare e questo giova alla collaborazione, alla motivazione ed ai risultati concreti che si producono.

R come RESILIENZA

La resilienza sta diventando una parola di gran moda, ma è davvero una competenza essenziale per collaborare bene con gli altri e per gestire gli inevitabili problemi che il lavoro e la collaborazione determinano. Resilienza, quindi, come capacità di resistere allo stress, di superare gli ostacoli, di rimanere motivati nel perseguire gli obiettivi, di mantenere equilibrio personale riprendendosi velocemente dalle delusioni e sapendo attingere internamente a nuove energie. 

A come AUTOREVOLEZZA

Per essere realmente accreditati a collaborare con gli altri è molto importante avere degli elementi su cui fondare la propria autorevolezza. Per autorevolezza si intende, infatti, proprio la capacità di favorire un lavoro verso obiettivi comuni, attraverso l'espressione di competenza tecnica e professionale, credibilità, correttezza, leadership. Tutti possono essere autorevoli, indipendentemente dal ruolo e dalla anzianità professionale, ed essere autorevoli ci permette di conquistare e mantenere la stima e la fiducia degli altri che sono essenziali per collaborare bene.

R come RISULTATI

La collaborazione si rafforza ogni giorno se le persone che collaborano sono effettivamente in grado, attraverso il lavorare insieme, di ottenere, rendere visibili e far apprezzare il valore di risultati utili. Per ottenere tutto questo è importante, innanzitutto condividere a monte i risultati che si intendono raggiungere e capire da dove o da cosa si potrà capire che sono stati realmente raggiunti; in secondo luogo è importante anche riconoscere i risultati, celebrarli, dirsi bravi e ringraziare gli altri per quello che si è riusciti a fare insieme.

E come ESERCIZIO

Collaborare bene è un’arte che richiede prove ed esercizi costanti. Si impara ogni giorno avendo voglia di sperimentarsi nella collaborazione e di capire cosa può essere più efficace per lavorare meglio con gli altri. Occorre esercitarsi per: imparare a mettersi nei panni degli altri, per riuscire a parlarsi con chiarezza, per contenere i problemi e tutte le emozioni negative che spesso portano, per darsi feedback, per sviluppare resilienza, per gestire i conflitti, per delegare, per fare delle buone riunioni, e così via.

Il gioco potrebbe finire prendendo ognuna di queste parole chiave e facendo una riflessione su quanto ognuno di noi, nel collaborare quotidianamente con gli altri, è interessato e capace di:
 
avere coraggio, condividere obiettivi, creare legami, stabilire limiti, proporre azioni, mettere del buonsenso, generare opzioni, mostrarsi resiliente, essere autorevole, riconoscere i risultati ed allenarsi con continuità nell’arte di collaborare con gli altri.
 
Su quale di questi aspetti potremmo migliorare e cosa potremmo fare?
 
“Anche se un giocatore è bravissimo c'è sempre qualcosa in cui non è molto abile. Solo tramite il gioco collettivo si riesce a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai suoi difetti con le doti di un altro” (Julio Velasco)