Può una poesia essere di ispirazione per avere voglia di imparare cose nuove? Può aiutarci a vedere il mondo in cui viviamo, e tutto quello che ci accade, come una fonte inesauribile di stimoli per imparare? Può aiutarci a capire che imparare ogni giorno qualcosa vuol dire, in fondo, riuscire a vivere attivamente la nostra vita, lavorativa e non?
 
Leggendo la poesia scritta da Eva Maio la nostra risposta è SI. Abbiamo trovato questa bella poesia navigando in rete ed imbattendoci in un sito molto interessante per gli amanti della lettura www.margutte.com. Una “non-rivista on line di letteratura ed altro”.
 
Abbiamo, quindi, il piacere di condividere con gli amanti dell’arte di lavorare alcuni estratti della poesia di Eva Maio, in particolare le prime, poetiche, frasi iniziali.
 
 
Da tutto si impara
Eva Maio

 
Che da tutto s’impara magari ci si arriva tardi.
Ci si può arrivare piano piano.
O per folgorazione.
E poi solo a tratti si vive davvero questo imparare da tutto, dal quotidiano.
A tratti disponiamo dell’attenzione che richiede.
Che da tutto s’impara cosa, poi ?
Vorrei imparare che in nulla sono “imparata”.
Pensarlo davvero. Nel fondo.
Fare un tutt’uno con quel “in nulla sono imparata” e cogliermi che mi vado facendo.
Mi vado facendo fino all’ultimo respiro.
E non sono mai conclusa.
E da quell’ultimo respiro ancora ci sarà qualcosa da imparare.

E da tutto s’impara
Molti ricordi s’impongono.
Nitidi o sfumati.
A volte atmosfere soltanto.
Alcuni hanno bussato mormorando
Dai, accorgiti un po’
che da tutto s’impara.
Da tutto ciò che ci attraversa
Ciò che ci attraversa
è la vita e la vita
s’impara traversandola.
Perfino da ciò che va
di traverso s’impara.
Anche dai guizzi di luce.
Da quello che scivola
oltre i finestrini del treno
quando i tuoi saluti sembrano vani.
E dai frastuoni.
E dai silenzi.
Dunque i ricordi.
Ma anche le nuvole la muffa
le cose i colori le crepe
racimolano saggezze:
- Dal tuo versante più dolce
guardale e impara. -