Sempre più spesso parlo con persone che sono affannate perché non hanno ben chiare quali siano davvero le loro priorità nel lavoro, con il risultato che:
  • saltano da una attività all’altra, finendo con l’esaurire le loro energie, o con il ridurre drasticamente la qualità della loro concentrazione, e quindi dei loro risultati;
  • finiscono con il concentrarsi su cose secondarie, di routine, senza riuscire a produrre dei reali cambiamenti nella loro vita lavorativa, che pure vorrebbero, ma per i quali non fanno azioni significative.
 
In realtà
credo che a tutti, prima o poi, capiti una fase in cui sia difficile stabilire le priorità.
Sono momenti in cui accadono una, o più, di queste cose:
 
  • abbiamo perso di vista la nostra “bussola” professionale, cioè il senso del nostro lavoro, quello che è più importante per noi rispetto al nostro ruolo ed al nostro futuro;
  • siamo incapaci di dire di “no” a richieste di altri;
  • siamo troppo curiosi e ricettivi di stimoli che vengono dal mondo esterno;
  • pensiamo che sia un nostro dovere, o un segno di bravura, essere capaci di fare più cose contemporaneamente;
  • ci fissiamo standard di risultato molto alti, e vogliamo raggiungerli su tutto quello che facciamo;
  • abbiamo voglia di fare tante cose diverse, anche per il timore di perderci delle opportunità;
  • abbiamo paura che se non facciamo tante cose verremo giudicati negativamente dagli altri, oppure, ci annoieremo e perderemo motivazione;
  • non abbiamo una grande consapevolezza dei nostri bisogni o desideri, oppure pensiamo che è meglio metterli in secondo piano rispetto a quelli degli altri (spesso perché gli altri sono più importanti di noi);
  • ci sentiamo insicuri e quindi ci “rifugiamo” in quello che riusciamo a fare meglio, quello che sappiamo già fare, e non affrontiamo cose prioritarie, ma nuove, che implicano una uscita dalla nostra “comfort zone”;
  • facciamo fatica a prendere delle decisioni perché siamo stanchi, nervosi, delusi, etc.;
  • non riusciamo a delegare ad altri responsabilità, o attività, per paura che non le facciano come noi, oppure, per paura che diventino più bravi di noi;
  • siamo andati avanti come dei “treni” nel nostro lavoro, dimostrando di essere particolarmente bravi, veloci, brillanti, etc. e gli altri hanno iniziato a sommergerci di nuove attività/responsabilità senza che riuscissimo neanche ad accorgercene.
 
Ho fatto solo gli esempi delle situazioni più comuni che incontro quando parlo con persone che non stanno riuscendo a stabilire le priorità nella loro vita lavorativa.
 
Devo anche dire che
raramente queste persone hanno chiaro che il loro problema sia quello di non riuscire a stabilire delle priorità.
Molto più frequentemente pensano che il loro problema sia di:
  • non sapere cosa vogliono;
  • non riuscire a fare tutto;
  • essere troppo stanche;
  • essere troppo insicure;
  • essere vittime del sistema;
  • etc.
 
La prima questione, quindi, è di riconoscere che quella che scambiamo per insicurezza, stanchezza, demotivazione, etc. è solo un problema di “messa a fuoco delle priorità”.
 
Fare chiarezza rispetto alle priorità è il primo passo per togliere via tutte le sensazioni di insicurezza, incertezza, demotivazione, stanchezza che pensiamo, erroneamente, siano il vero problema che ci sta bloccando.
 
Prima di dare qualche suggerimento su qualche metodo applicare per fare chiarezza rispetto alle priorità credo importante, però, assumere un atteggiamento mentale favorevole che ci permetta di riconoscere che:
 
  • questo problema è molto diffuso e capita a tutti, anche più volte nella vita, perché le priorità non sono mai fisse e periodicamente è necessario fermarsi per capire se siamo ancora concentrati su quelle migliori per noi (e per gli altri) o se è tempo di cambiarle;
  • non si diventa “immuni” da questo problema con l’età e con l’aumento della esperienza, al contrario, man mano che aumentano le responsabilità si può cadere nella trappola di disperdersi su troppe cose e di non focalizzarsi su quelle prioritarie, oppure di essere “conservativi” rispetto a quello che si fa, senza “innovare” le priorità;
  • ogni volta che ci sentiamo stanchi, confusi, insicuri, demotivati, etc., invece di giudicarci rispetto a queste sensazioni, o di nasconderle (a noi stessi o agli altri) facendo finta di niente, e cercando di andare avanti, è meglio pensare che, molto probabilmente, queste sensazioni sono solo una “spia”, un sensore che ci sta dicendo che le nostre priorità non sono allineate con quello che stiamo facendo e che è il caso di fermarci a riflettere;
  • il primo atto di saggezza e di coraggio è di capire che, in un determinato momento, non tutto può avere la stessa importanza e non possiamo fare tutto bene (cioè con la stessa qualità, concentrazione, passione, etc.) perché siamo esseri umani con le nostre parzialità, fragilità, necessità di cura, etc..

Qual è il metodo per stabilire le priorità?

Per riuscire a capire quello che è più importante per te, in questa fase della tua vita lavorativa (o personale), inizia a:
  • prendere carta e penna (davvero letteralmente è meglio mettere tutto per iscritto e farlo a mano!);
  • fare un elenco di tutte le attività/progetti che stai curando o che vorresti iniziare (scrivi tutto quello che ti viene in mente, comprese le cose che più desideri e che pensi di non poter realizzare);
  • valutare con attenzione ogni attività/progetto cercando di porti alcune domande (e mettendo per iscritto le risposte).
 
Esempi di domande possono essere:
 
  • Quali benefici specifici penso mi possa portare ognuna di queste attività/progetto nella mia vita? (a livello emotivo, economico, pratico, relazionale, etc.)? (Prova ad elencare tutti i benefici che ti vengono in mente associabili ad ogni attività/progetto e cerca di essere il più specifico possibile nel descriverli – ad esempio se pensi di avere un beneficio economico quantificalo, o se pensi di avere un beneficio relazionale specifica con chi, etc.)
  • Valutando i diversi benefici, quale ritengo sia l’attività/progetto che, in questa fase della mia vita, mi farà stare meglio, cioè mi farà sentire più soddisfatta/o, più in linea con i miei principi, valori, interessi? (Crea in questo modo una sorta di classifica tra le varie attività/progetti che sono nel tuo elenco)
  • Dovendo scegliere una, al massimo due, attività/progetti come prioritari quali sono? (riscrivi le tue priorità dopo aver fatto l’analisi dei benefici e prova a dare una bella descrizione alla attività/progetto che vuoi mettere in priorità)
  • Cosa cambierà, quindi, nella mia vita quando avrò completato questa attività/progetto? (cerca di visualizzare e di scrivere i cambiamenti che otterrai)
  • Chi altro avrà benefici dal fatto che riuscirò a completare questa attività/progetto? (fai l’elenco degli altri beneficiari e scrivi il tipo di beneficio che otterranno)
  • Cosa sono disposta/o a mettere in secondo piano per portare avanti questa priorità? (metti per iscritto anche quello che decidi di non fare, o di fare solo se avrai tempo sufficiente, ma che non farai più come prima cosa)
 
Nella mia esperienza le persone non hanno quasi mai difficoltà a fare un elenco delle attività/progetti su cui stanno lavorando, o su cui vorrebbero lavorare. Questo è proprio il segno che quasi mai ci mancano idee o desideri. Quello che più spesso manca è un metodo per fare chiarezza ed anche per fronteggiare le inevitabili difficoltà che incontreremo, perché molto spesso alcune priorità sono anche sfide a fare qualcosa di nuovo per noi. Per questo motivo è anche utile iniziare a porsi ulteriori domande del tipo:
 
 
  • Di che cosa ho davvero bisogno per riuscire a realizzare questa attività/progetto (competenze, aiuti, sostegno economico, etc.)?
  • Chi devo diventare, cosa posso mettere in campo, per essere capace di realizzare questa attività/progetto?
  • Quali competenze, abitudini, conoscenze, alleanze posso sviluppare per lavorare su questa priorità?
  • Ho già quello di cui ho bisogno o come faccio ad averlo?
  • Quali attività specifiche posso pianificare per realizzare le mie priorità?
  • Quanto tempo potrò dedicare alle attività che ho pianificato e come posso evitare distrazioni?
 
In fin dei conti la sfida è sempre la stessa: avere il coraggio di farsi alcune domande; avere la saggezza di rispondere sentendo quello che abbiamo nella testa e nel cuore, senza timore di giudicarci o di essere giudicati per le nostre risposte.
Ognuno ha le sue priorità da difendere
perché se non le mettiamo a fuoco, e non le difendiamo, il rischio è di venire sopraffatti dalle priorità altrui, e quindi di vivere la vita di altri e non la propria, anche rispetto al lavoro.
 
E tu che priorità hai? Ti sono ben chiare o fai fatica a metterle a fuoco in questo momento? Se ne hai voglia scrivi un tuo commento alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra. Buon lavoro! 
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