Molti studi internazionali sostengono che circa il 47% dei posti di lavoro è a rischio di estinzione a causa delle innovazioni tecnologiche che porteranno, di fatto, entro i prossimi anni, alla completa sparizione di diverse tipologie di lavoro che non saranno più necessarie (è il caso degli autisti se e quando ci saranno le macchine che si guidano da sole, e di fatto oggi molti treni sono già in questa situazione) oppure in cui il lavoro umano verrà sostituito dal lavoro di robot (tema di fatto più antico di quanto non possiamo immaginare e che parte, in fondo, dalla rivoluzione industriale).
 
Ma forse, a pensarci bene, 
il rischio di fare un lavoro obsoleto c’è sempre stato e sempre ci sarà, 
ed è inutile incolpare la tecnologia o i politici o gli imprenditori o la scuola, tanto per citare qualche esempio dei più comuni capri espiatori.
 
Probabilmente ogni tipo di lavoro è, con il passare del tempo, a rischio di obsolescenza se non ci si occupa, direi quasi ogni giorno, di innovarne almeno qualche piccola parte per renderlo in linea con le esigenze del mondo che cambia sia all’interno dei luoghi di lavoro che all’esterno, in termini di contesto economico e sociale.
 
Per fare un semplice controllo di quanto il tuo lavoro attuale sia a rischio di obsolescenza ti proponiamo alcune domande o questioni su cui riflettere:

1. Quanto sono aggiornata/o sulle novità ed i trend del settore in cui opero? (esempi possono essere nuovi prodotti, nuovi strumenti di lavoro, nuovi concorrenti, nuovi processi di lavorazione, nuovi materiali, nuovi servizi, nuove tecnologie, etc.)
Se ti è difficile rispondere a questa domanda è probabile che tu sia un po’ fuori dalle dinamiche emergenti e sarebbe meglio iniziare a fare qualche attività di ricerca per provare a dare qualche risposta più completa ed immediata.   

2. Quanto sono preparato rispetto alle nuove tecnologie che interessano il mio lavoro specifico ed il mio settore? (esempi possono essere l’utilizzo di programmi informatici, macchinari, etc.).
Se ti valuti poco preparata/o sarebbe meglio fare un rapido piano di formazione, anche in autonomia ed utilizzando tutte le numerose opportunità di formazione, anche gratuita, che oggi offre internet. 

3. Sto facendo sostanzialmente lo stesso lavoro, e praticamente con le stesse modalità, da più di due anni? 
Se la risposta è affermativa sarebbe meglio fermarsi a riflettere su quello che potresti fare per introdurre degli elementi di cambiamento e di novità nel tuo lavoro a livello di attività che svolgi o di modalità con cui lo fai. Se hai un capo potresti chiedergli o proporgli di inserire nel tuo lavoro nuove attività che possano essere utili alla società per cui lavoro; se sei un libero professionista potresti dedicarti a studiare qualcosa di nuovo per imparare qualche nuova competenza, etc..

4. Il mio lavoro mi offre nuove opportunità e stimoli per imparare qualcosa di nuovo e per crescere professionalmente? (esempi possono essere cambiamenti organizzativi, nuovi colleghi, corsi di formazione, nuovi strumenti di lavoro, nuovi clienti, etc.). 
Se la risposta è affermativa cerca di coltivare con entusiasmo ed attenzione questi stimoli, anche se possono costare qualche fatica in più o potrebbero sembrarti in contrasto con le esigenze imposte dalla quotidianità.
Se la risposta è negativa prova ad essere tu un procacciatore di stimoli oppure inizia ad essere seriamente consapevole che senza nuovi stimoli il rischio di obsolescenza del tuo lavoro diventerà sempre più alto.
 
Ovviamente per rispondere a questo tipo di domanda occorre, a priori, che tu abbia una buona capacità di riconoscere le opportunità ed un buon livello di consapevolezza rispetto a quali sono le cose che stai o che potresti imparare. Ad esempio, in caso dell’ingresso di un nuovo capo o di un nuovo collega, o di un nuovo cliente (se sei un libero professionista), quanto vedi queste situazioni come occasioni potenziali di apprendimento e di innovazione? 

5. Per sviluppare nuove competenze sono disposta/o anche a rischiare di fare qualche errore inizialmente! 
Uno dei principali freni rispetto al mettere in campo nuove competenze o a dimostrare di aver imparato qualcosa di nuovo è proprio la paura dell’errore e di possibili conseguenze negative che temiamo di ricevere in relazione all’errore stesso. Questa paura rappresenta proprio uno dei limiti più importanti nell’apprendimento quando si è adulti. Una piccola e semplice dimostrazione può essere il modo e la velocità di apprendimento con cui i bambini o gli adulti imparano ad usare la tecnologia. Ci sorprendiamo spesso che i bambini imparano più velocemente di noi e sanno fare, ad esempio con un semplice telefono, quello che noi adulti non sogniamo neanche possibile. Il motivo principale è che i bambini non hanno la paura dell’errore e imparano per tentativi….

6. Mi interessa conoscere, con sincera attenzione, il punto di vista degli altri quando non sono d’accordo con il mio! 
Anche questo può essere un’ottima modalità per assicurarsi stimoli rispetto al proprio lavoro e per evitare di cadere nella trappola di abitudini a livello di pensiero, idee, modi di lavorare che, alla lunga, rischiano di allontanarti dal resto del mondo e di non capire dove stanno andando gli altri.

7. Chiedo feedback regolari a capi, colleghi, clienti sul mio lavoro, sulle mie competenze e capacità e se, e come, queste producono una utilità per gli altri! 
Anche se non arrivano feedback spontanei dagli altri nessuno vieta di chiederli e magari anche di prepararli, ad esempio introducendo il discorso in chiave di autovalutazione su quello che noi percepiamo in termini di valore del nostro contributo e delle nostre competenze e chiedere, su questo, un riscontro agli altri che gli facilita anche il lavoro di feedback non dovendo costruirlo proprio da zero.

8. Quando arrivano nuove persone nella mia organizzazione sembrano avere idee e modi di lavorare molto diversi dai miei! 
Ovviamente questo dovrebbe essere solo un punto di attenzione da valutare, perché i nuovi arrivati potrebbero avere modi e competenze più avanti delle nostre o più indietro. In ogni caso, quando si riscontra questo tipo di situazione, sarebbe opportuno farne un oggetto accurato di analisi per capire se siamo avanti o indietro rispetto ai nuovi entranti e per farlo ci vuole una buona dose di curiosità, onestà intellettuale e disponibilità ad accogliere la diversità.

9. Nell’ultimo anno mi sono spesso sentita/o in difficoltà o in imbarazzo nel lavoro rispetto alle richieste che mi venivano fatte perché mi sono ritenuta/o incapace in tutto o in parte di soddisfare queste richieste sulla base delle mie competenze e/o del mio modo di vedere le cose!Questo tipo di sensazione è sicuramente una preziosa fonte di informazione sul fatto che nel tuo lavoro c’è qualcosa che non sta andando e che, probabilmente, hai necessità di modificare, integrare, sviluppare nuove competenze per evitare il rischio di obsolescenza.

10. Il mio network personale e professionale è fatto da persone molto diverse da me! 
Se la risposta è affermativa vuol dire che hai un buon scudo di protezione rispetto al rischio di obsolescenza, perché avrai sicuramente un network capace di darti stimoli e allerte che ti suggeriranno percorsi di sviluppo.
Se la risposta è negativa sarebbe meglio dedicare un po’ di tempo ad allargare il tuo network all’insegna di una maggiore diversità.

11. Le persone con cui passo la maggior parte del tempo al lavoro sono fonte di ispirazione, di idee e sono molto esperti e competenti in quello che fanno! 
Se la risposta è affermativa vuol dire che hai la possibilità di sfruttare delle buone possibilità per arricchire, modernizzare e stimolare il tuo lavoro.
Se la risposta è negativa vuol dire che dovresti cercare anche altrove questo tipo di stimoli, magari nel network di cui al punto precedente.
 
12. Sono una esperta/o nel mio lavoro e le persone cercano e considerano la mia opinione ed i miei consigli! 
Se la risposta è affermativa vuol dire che hai un lavoro ed un modo di lavorare che risponde alle esigenze altrui ed è di stimolo per gli altri.
Se la risposta è negativa sarebbe meglio dedicare un po’ di tempo a sviluppare nuove competenze.

Se hai qualche dubbio rispetto a qualcuna delle questioni citate e vuoi confrontarti con noi scrivici!


 
"Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare"
(Winston Churchill)