Recentemente ho letto una frase che dice: “c’è bisogno di saggezza per progredire” e subito dopo, casualmente, ho ritrovato degli appunti in cui avevo trascritto 18 regole di vita che il Dalai Lama condivide con chi è interessato al suo approccio filosofico. Infine ho pensato a quanto poco siamo “saggi” nei luoghi di lavoro, facendo spesso prevalere atteggiamenti poco costruttivi a fronte di problemi, conflitti, difficoltà. Atteggiamenti che spesso, soprattutto se li riferiamo agli altri, li definiremmo infantili, impulsivi e che sono solo una risposta errata, e poco saggia, a situazioni di stress.
Nel rileggere le 18 regole del Dalai Lama mi è venuto da pensare che potessero essere adattate, molto facilmente, alla vita lavorativa e che potessero essere un distillato di saggezza da tenere a mente nell’affrontare il nostro lavoro ogni giorno.

1. Tieni conto che grandi amori e grandi risultati richiedono grandi rischi.

Molto spesso tendiamo ad associare l’idea del lavoro all’idea di sicurezza, di stabilità. Vogliamo un “posto sicuro”, senza rischi. Ma in questo modo il vero rischio può essere di perdere delle opportunità che, invece, implicano il rischio di sbagliare, di fallire, di accettare quello che ci può accadere di inaspettato uscendo fuori dalla nostra “comfort zone”.
Sarebbe molto utile se ognuno si ponesse periodicamente la domanda su quali rischi è disposto a correre per progredire nel proprio lavoro e poi a chiedersi in che modo poter affrontare al meglio questi rischi.

2. Quando perdi, non perdere la lezione

E’ praticamente impossibile, anche nel lavoro, non fare errori, non subire delle sconfitte, non raggiungere sempre gli obiettivi che ci si era prefissi. 
La saggezza sta nell’utilizzare quello che ci accade per imparare qualcosa di utile su noi stessi e sugli altri. 
Quindi, più che fermarsi a recriminare, ad incolpare qualcosa o qualcuno, a fare la vittima, sarebbe meglio provare a riflettere, da soli o con l’aiuto di altri, su quello che l’esperienza negativa ci può insegnare. Mettere per iscritto quello che è accaduto, e quello che abbiamo imparato, può essere un modo sano per rielaborare l’esperienza ed andare avanti.

3. Segui le tre R: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

Come sarebbero gli ambienti di lavoro se tutti seguissimo ogni giorno le tre R? Probabilmente sarebbe un luogo in cui poter rafforzare la propria autostima, difendendo le proprie idee ed i propri bisogni (= Rispetto per te stesso), in cui poter favorire la collaborazione, riconoscendo innanzitutto la legittimità del punto di vista e delle esigenze degli altri (= Rispetto per gli altri) ed infine in cui ognuno, invece di puntare il dito verso gli altri e di occuparsi di quello che gli altri fanno o non fanno si concentra su quello che può fare, in prima persona, per dare un contributo positivo all’organizzazione (= Responsabilità per le tue azioni).

4. Ricordati che a volte non ottenere quello che vuoi è una grande fortuna

Nel lavoro, come nella vita, non tutto è nel nostro controllo e quello che accade è spesso molto diverso da quello che avevamo pianificato o desiderato. D’altra parte una competenza importante è anche quella di cogliere le nuove opportunità e di essere disponibili ad interpretare i cambi di rotta imprevisti come delle occasioni interessanti da analizzare con curiosità perché ci potrebbe aprire porte inaspettate che forse da soli non avremmo mai visto o aperto.

5. Impara le regole così saprai anche quando infrangerle in maniera consapevole

Nel lavoro ci vuole un misto di adesione alle regole e di rottura delle regole. Ma è importante mantenere un certo equilibrio mentre molto spesso le persone si schierano o tra coloro che rispettano pedissequamente le regole o tra coloro che le ignorano costantemente. Entrambi i casi possono essere molto deleteri per gli ambienti di lavoro e ci vorrebbe una maggiore consapevolezza e condivisione con gli altri di quando sia meglio seguire le regole e quando infrangerle.

6. Non far si che un banale litigio rovini un’amicizia.

Ed anche una collaborazione di lavoro con un collega o con il capo. I motivi potenziali di conflitto sono tanti nei luoghi di lavoro ed a volte è anche positivo vivere una situazione di conflitto, perché può generare degli apprendimenti utili, ma come spesso diciamo anche noi di Working Room, la saggezza sta nel vivere il litigio non come un attacco personale, ma come l’inevitabile scontro di punti di vista ed esigenze diverse su una questione specifica e concreta e soprattutto, una volta superato il conflitto, nel non portare rancore per quello che è accaduto.

7. Quando capisci che hai fatto un errore cerca subito di correggerlo.

Negli ambienti di lavoro spesso gli errori fanno paura e, quando accadono, si cerca di nasconderli o di cercare un capro espiatorio, invece di concentrarsi nel capire il perché dell’errore e nel provare a risolvere la situazione. Un atteggiamento sano e maturo nei confronti degli errori, senza drammatizzazioni o sottovalutazioni, permetterebbe di generare, invece, molti apprendimenti utili evitando anche di cadere nella trappola del senso di colpa che è deleteria per l’autostima, per la motivazione ed anche per la collaborazione con gli altri.

8. Passa un po’ di tempo da solo ogni giorno.

E che sia, possibilmente, un tempo di qualità, cioè un momento in cui poter riflettere, rasserenarti, ricaricare le energie, pianificare quello che c’è da fare. Molto spesso attraversiamo le nostre giornate lavorative senza un momento di sosta e ci sentiamo produttivi, importanti ed utili proprio se abbiamo sempre cose da fare o persone da vedere. 
Regalarsi ogni giorno qualche minuto di solitudine, anche al lavoro, può essere un ottimo investimento per migliorare la qualità della propria vita lavorativa, possono bastare anche dieci minuti.

9. Apri le tue braccia ai cambiamenti, ma non perdere di vista i tuoi valori.

Una competenza sempre più importante nel mondo del lavoro è l’orientamento al cambiamento che è la capacità di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni, anche in contesti incerti, essendo disponibili a modificare il proprio approccio lavorativo, a sviluppare nuove competenze ed a promuovere idee utili per migliorare in positivo determinate situazioni. Darsi l’obiettivo di tenere in allenamento questa competenza, pur nel rispetto dei propri valori di fondo, può essere un ottimo modo per prevenire la perdita di motivazione e per essere sempre competitivi ed interessanti nel mondo del lavoro.

10. Ricorda che a volte il silenzio è la risposta migliore.

Il silenzio serve anche per aspettare il momento giusto per dire qualcosa o per dare feedback. E’ un consiglio che ci ricorda quanto sia importante tenere a bada l’impulsività nelle relazioni di lavoro e quanto sia più utile riflettere e prepararsi prima di parlare.

11. Vivi una vita giusta ed onorevole. Quando sarai vecchio e ti guarderai indietro sarai capace di goderne una seconda volta.

Questo è un consiglio che per me richiama il tema della buona reputazione, che è un elemento a cui non sempre poniamo la giusta attenzione nei luoghi di lavoro. Ad esempio quando decidiamo di lasciare un lavoro, magari per conflitti o per demotivazioni, tendiamo a sottovalutare l’importanza di lasciare, comunque, un buon ricordo, ma poi può capitare che il passaparola si trasformi in un nemico e che si propaghino in giro voci poco benevole sul nostro conto dal punto di vista professionale. Darsi l’obiettivo di crearsi, e mantenere, una buona reputazione professionale con tutti può essere davvero una scelta saggia e che ci farà sentire anche in pace con noi stessi quando avremo accumulato tanta esperienza e quando potremo vedere tutto quello che ci è accaduto nel lavoro con una maggiore distanza.

12. Un’atmosfera amorevole nella tua casa è un fondamento per una buona vita.

Ma, dal momento che passiamo al lavoro la maggior parte del nostro tempo quotidiano, sarebbe molto utile che tale regola si applicasse anche all’ambiente di lavoro che potremmo definire “amorevole” se vi si percepisce rispetto, affetto, generosità, disponibilità all’ascolto, gentilezza. Perché, dunque, non porsi ogni giorno l’obiettivo di fare in concreto qualcosa per contribuire a rendere tale l’ambiente di lavoro: un sorriso, una battuta allegra e capace di sdrammatizzare una situazione, un apprezzamento pubblico verso il lavoro di un collega, l’invito a prendere un caffè insieme, l’offerta di aiutare chi è in difficoltà, e cosi via, perché bastano davvero piccole cose per creare un ambiente di lavoro “amorevole”.

13. Quando sei in disaccordo con chi ami concentrati solo sulla questione pratica ed attuale, non rinvangare il passato.

Vale anche quando si è in disaccordo con qualcuno nei luoghi di lavoro, anche se non “amiamo” la persona coinvolta. Per affrontare in maniera positiva situazioni di conflitto sarebbe meglio concentrarsi sul problema reale e sull’oggi invece di assecondare la tentazione di usare espressioni del tipo: “è sempre così”, oppure “non cambi mai”, oppure “è una vita che succede questo”, oppure “te l’avevo detto”. Sono tutte espressioni che colpevolizzano e rendono “eterne” ed immutabili delle questioni invece di favorire la concentrazione sul problema concreto e presente.

14. Condividi quello che sai. E’ un modo per essere immortale.

Condividere con generosità quello che sappiamo, o che pensiamo, è un altro gesto di saggezza che può essere di grande utilità nel mondo del lavoro. E’ anche un modo per conquistare autorevolezza nei confronti degli altri e per costruire alleanze che sono fondamentali per lavorare bene. Porsi ogni giorno l’obiettivo di condividere o di trasferire agli altri quello che sappiamo, di aiutare un nuovo collega, di proporre qualche nostra idea è un’ottima abitudine che ci rende utili ed allo stesso tempo rafforza anche la nostra autostima.

15. Sii gentile con la terra.

E con tutti quelli che fanno parte del tuo ambiente di lavoro. La gentilezza è un ottimo antidoto per la prevenzione o la mitigazione di conflitti o di stati di ansia e di tensione che fanno parte della quotidianità lavorativa. 
Piccoli gesti di gentilezza sono contagiosi e possono cambiare drasticamente lo stato d’animo nostro e degli altri al lavoro.

16. Una volta all’anno vai in un posto in cui non sei mai stato.

Oppure, estendendo questo consiglio al mondo del lavoro, frequenta un collega che conosci poco, prova a fare, o ad imparare, qualcosa che non hai mai fatto o che non conosci, amplia il tuo network all’interno o all’esterno del luogo di lavoro. E’ un consiglio che ci spinge ad esplorare, innovare, cambiare, vedere le cose da altre prospettive.

17. Ricorda che la migliore relazione è quella in cui il tuo amore per l’altro supera i tuoi bisogni verso l’altro.

E’ una regola che penso valga anche nel lavoro. Nella maggioranza dei casi le persone che hanno più successo, più soddisfazione e più riconoscimenti sono quelle che fanno grandi investimenti nel lavoro senza preoccuparsi eccessivamente di avere subito in cambio qualcosa, che sono convinte che quello che hanno seminato prima o poi germoglierà, che non decidono di fare o non fare qualcosa nel lavoro solo se hanno prima chiaro il proprio tornaconto personale.

18. Valuta il tuo successo da quello cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

Tutti noi, per ottenere qualcosa, dobbiamo sempre mettere in conto di dover rinunciare a qualcos’altro, di sacrificare qualcosa. Un buon aiuto per mettere meglio a fuoco cosa significa, per ognuno di noi, avere successo nel lavoro può essere quello di riflettere anche su cosa siamo disposti a perdere in nome del lavoro ed essere certi che quello che perdiamo non sia una minaccia per il nostro benessere psicologico, fisico ed affettivo.

C’è qualche consiglio giusto per te?
Prova a trascriverlo ed a tenerlo in evidenza sulla tua scrivania, o prova a “regalare” uno di questi consigli ad un collega. Se poi hai voglia di approfondire la conoscenza dell’approccio filosofico del Dalai Lama ci sono tantissimi libri da leggere, tra cui anche uno dal titolo “L’arte della felicità sul lavoro” (Oscar Mondadori).
 
“Il buon senso ci indica che la vita umana è breve e che è meglio trasformare il nostro fugace passaggio in qualcosa di utile per noi e per gli altri” (Dalai Lama).