Spesso interessanti spunti di riflessione, utili anche per l’arte di lavorare, arrivano da discorsi che, a prima vista, possono sembrare molto distanti dal mondo del lavoro e dai suoi problemi.
 
Uno di questi casi è un breve discorso che ho sentito sul funzionamento dei sistemi immunitari presenti in natura, sia nel mondo umano, che in quello animale e vegetale.
Tutti i sistemi immunitari fanno, nella stragrande maggioranza dei casi in maniera eccellente, il lavoro di assicurare la vita degli esseri viventi
mettendo in campo svariate soluzioni per rispondere ad attacchi di varia natura, interni o esterni all’organismo stesso, che possono minacciarne il benessere o addirittura la sopravvivenza.
Si tratta, in particolare, di attacchi spesso imprevedibili e nuovi che dipendono dal fatto che viviamo in un ambiente dinamico ed in costante cambiamento.
In questo senso i sistemi immunitari possono insegnarci molto su come si possa fare ad avere una lunga vita professionale
sia per le singole persone che per le organizzazioni, essendo capaci di gestire al meglio gli “attacchi” ed i problemi che inevitabilmente fanno parte del lavoro e che sono, anche questi, molto spesso imprevedibili e nuovi.
 
Il segreto potrebbe risiedere in sei principi, che di fatto caratterizzano tutti i sistemi immunitari, e che potrebbero, davvero, essere una preziosa fonte di ispirazione e di riferimento, sia per le persone che per le organizzazioni, nel lavoro di tutti i giorni.
 
I principi su cui si fondano i sistemi immunitari sono:

Ridondanza

I sistemi immunitari non mirano ad essere efficienti e semplici, cioè a risparmiare risorse ed a ridurre al minimo gli elementi di cui si compongono. Al contrario si caratterizzano per il fatto di avere una sovrabbondanza di risorse, peraltro di vario genere, in maniera tale da essere tranquilli del fatto che se una risorsa fallisce, nel riuscire a rispondere ad un determinato attacco, può essere disponibile subito un’altra tipologia di risorsa per fare un nuovo e diverso tentativo.
 
Il primo segreto, quindi, è di riuscire ad avere una sovrabbondanza di risorse. Questo può voler dire, ad esempio, avere un surplus di energie, senza esaurirle tutte e facendo sempre attenzione a tenerne una scorta. Ma anche avere dei back up, ad esempio per alcuni ruoli chiave presenti nelle organizzazioni, così come avere sempre un piano B quando si pensa di portare avanti una determinata strategia.
Ridondanza vuole anche dire mettere in conto che, per fare bene qualsiasi lavoro, ogni persona ed ogni organizzazione, deve essere in grado di possedere una quantità di conoscenze e di competenze superiore a quella strettamente necessaria per svolgere specificatamente un singolo compito.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Ho (o abbiamo come organizzazione) una scorta di energie in avanzo da poter utilizzare nei momenti difficili oppure le esauriamo tutte, ogni giorno, dando il 120% nel nostro lavoro?
  • Ho (o abbiamo) un piano B o anche meglio, un piano C, se quello che sto (stiamo) facendo non ha successo?
  • Ho (o abbiamo) delle conoscenze e delle competenze in eccesso rispetto a quello che mi viene strettamente richiesto?

Diversità

I sistemi immunitari sono tutti composti da elementi estremamente diversi tra di loro ed in generale più c’è diversità e meglio funzionano, perché ogni elemento riesce a mettere in campo un differente approccio di difesa.
 
Il secondo segreto, quindi, è di riuscire, come individui e come organizzazioni, ad alimentare e mantenere nel lavoro una diversità di competenze, conoscenze, metodologie, punti di vista.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Come faccio ad assicurarmi che nel mio (nostro) lavoro riesco a tenere conto di diversi punti di vista quando affronto un certo problema?
  • Qual è il grado di diversità che ho creato nel mio sistema di competenze o nel mio gruppo di lavoro?
Che tipo di persone, davvero diverse da me, frequento nel mio lavoro, o nel mio network, e come interagisco con loro?

Modularità

I sistemi immunitari attivano i diversi componenti di cui dispongono non in simultanea, ma in maniera modulare. Fanno un primo tentativo con alcuni elementi e, se questi falliscono, attivano i successivi, che saranno, sicuramente, completamente diversi dai primi per caratteristiche e per approccio.
 
Il terzo segreto, quindi, è di costruire dei percorsi, di ragionare per fasi e di fare, ad ogni fase, il punto della situazione per capire quale modulo inserire via via nel percorso.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Come posso (possiamo) organizzare il mio lavoro in maniera tale da definire un percorso modulare?
  • Quale sono i criteri con cui deciderò (decideremo) di passare da un modulo all’altro?
Mi sono creato un sistema organizzativo in cui ho dei rinforzi in caso di bisogno?

Adattamento

I sistemi immunitari sono abili nel dare risposte sia ad attacchi noti, cioè che si ripetono nel tempo, e sia ad attacchi nuovi, mai sperimentati prima. Per riuscirci sono capaci di adattarsi a situazioni nuove e di definire una soluzione, di volta in volta, personalizzata.
Si potrebbe dire che i sistemi immunitari non lavorano solo con procedure standard, ma sono capaci di costruire per ogni tipo di attacco una soluzione su misura.
 
Il quarto segreto, quindi, è di allenare costantemente le capacità di adattamento e di personalizzazione delle risposte, invece di invocare il rispetto di più note e rigide procedure.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Che tipo di dimostrazioni ho (abbiamo) dato in passato rispetto alle mie (nostre) capacità di adattamento in caso di situazioni nuove o devianti rispetto a quello che mi immaginavo o che ero abituato a trattare?
  • Come potrei rafforzare le mie (nostre) capacità di adattamento?
Con il senno di poi, cosa avrei potuto fare di diverso in passato rispetto ad alcuni problemi per adattarmi meglio alla situazione?

Cautela

I sistemi immunitari lavorano in maniera molto prudente, nel senso che attivano subito delle sentinelle in grado di dare avvisi molto veloci su possibili attacchi ed hanno anche l’abilità di ricordare se situazioni similari sono accadute in precedenza o se, invece, vanno classificate come nuove.
 
Il quinto segreto, quindi, è di avere sempre le antenne accese nel proprio lavoro e di capire attraverso quali indicatori può essere più opportuno monitorare la situazione.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Quali sono i sensori che utilizzo (utilizziamo) nel mio (nostro) lavoro per intercettare in anticipo possibili problemi e per valutare come stanno andando le cose?
Come riesco a mantenere il ricordo di quello che è successo in passato e di come mi sono (ci siamo) comportato per generare degli apprendimenti rispetto a quello che ho (abbiamo) fatto ed ai risultati ottenuti?

Inclusione

I sistemi immunitari sono capaci di integrarsi completamente con tutto il più complesso organismo di cui fanno parte e che si occupano di difendere.
Sono, quindi, capaci di riconoscere che sono un sistema che fa parte di un sistema ancora più grande che può essere, ad esempio, il corpo umano, e riescono a vivere in armonia con tutte le altre parti dell’organismo che difendono.
 
Il sesto ed ultimo segreto, quindi, è di riconoscere di essere sempre parte, sia come singoli che come organizzazioni, di sistemi più ampi con cui si deve essere in grado di interagire in maniera sufficientemente rispettosa ed armonica. In questo senso l’inclusione riguarda la capacità di collaborazione così come la competenza di networking.
 
Alcune domande da porsi potrebbero, dunque, essere:
  • Quali sono tutti i sistemi di cui, in qualche modo faccio parte come singolo (o come organizzazione)?
  • Che caratteristiche hanno questi sistemi e cosa posso fare per interagire al meglio con ognuno di questi?
  • Quali sono i vantaggi che posso ottenere facendo parte dei diversi sistemi che ho individuato e come li posso effettivamente ottenere?
In sostanza i sistemi immunitari non vanno alla ricerca della efficienza e della semplificazione, che invece sono due tendenze molto diffuse nel mondo del lavoro di oggi, ma valorizzano al massimo la complessità che li caratterizza per assicurare una lunga vita agli organismi che proteggono.
Se i sistemi immunitari fossero più semplici e più efficienti non sarebbero in grado di proteggerci anche dal semplice virus influenzale che arriverà il prossimo inverno.
 
Senza, ovviamente, avere alcuna pretesa di rigore scientifico nello spiegare questi principi del sistema immunitario mi sembra che possano, comunque, dare suggestioni utili all’arte di lavorare, soprattutto se ci si pone, come singoli individui o come organizzazioni, l’obiettivo di voler avere una lunga vita professionale ed aziendale.
 
Per chi volesse approfondire, in inglese, questo argomento, il discorso cui mi sono ispirata è una TED tenuta da Martin Reeves.