Sei tornata/o dalle vacanze sperando di aver recuperato energie, e ti sono bastati i primi giorni di lavoro per scoprire che sei stanca/o come prima?
Oppure non sei riuscita/o neanche a staccare dal lavoro, e quindi il tuo livello di stress e stanchezza sta continuando a crescere?
 
Queste possono essere due tipiche situazioni che potresti vivere in questo momento, e che molte persone mi raccontano essere all’origine del loro stato di stanchezza, e di stress, rispetto al lavoro, con il rischio che poi queste sensazioni si estendano velocemente anche alla vita privata, per cui ci si sente quasi senza via di uscita.
 
Indubbiamente viviamo un periodo della nostra vita in cui, anche a causa della pandemia, sembra essere diventato tutto più difficile e faticoso, dal lavoro ai rapporti personali, e sono abbastanza sicura che anche chi è riuscito a staccare un po’ durante la pausa estiva non possa aver recuperato tutte le energie di cui aveva bisogno. Chi lavora sta facendo, molto spesso, il doppio della fatica perché bisogna anche coprire il lavoro di colleghi che sono più frequentemente assenti (spesso a causa della pandemia), o per regole organizzative che impongono orari o modi di lavorare differenti (lo smartworking ad esempio), ed in generale lo stato di preoccupazione e di incertezza che si respira a livello sociale non aiuta a ridurre i livelli di stress (magari un familiare ha anche perso il lavoro, e quindi ci si sente una maggiore pressione addosso, oppure ci si è trovati all’improvviso a fare un lavoro diverso pur stando nella stessa organizzazione, etc.).
 
Come sempre ricette “magiche” non ce ne sono, o almeno io sono abbastanza diffidente, ma credo che alcune cose le possiamo fare per evitare che lo stress abbia la meglio su di noi e ci porti in uno stato di completa sopraffazione, tale da farci pensare di: “lasciare il lavoro”, o di “essere esauriti”, o di “non essere più capaci di fare nulla di buono” che sono frasi che sento spesso ripetere.
Il mio consiglio per prendere in mano la situazione è di provare a farti alcune domande.
Quelle che citerò non sono, necessariamente, domande che vanno bene per tutti, ma credo che valga la pena leggerle in ogni caso, e provare a rispondere con sincerità per vedere se dalla risposta viene fuori qualche ispirazione, o intuizione, che fa al tuo specifico caso.
 
Le domande, senza un ordine di importanza, sono:
 
  • Pensando a tutte le attività che svolgo ogni giorno, quali sono quelle che mi piacciono di più (cioè che nel farle mi danno comunque un senso di energia e di soddisfazione) e quelle che mi piacciono di meno (cioè mi tolgono energia)? Come posso fare in modo di realizzare in prima persona più attività che mi piacciono e delegare, o eliminare, o modificare alcune di quelle che non mi piacciono? Chi mi potrebbe aiutare? E’ evidente che quasi nessuno ha il privilegio di fare un lavoro in cui il 100% delle attività sono di suo gradimento, ma è importante porsi periodicamente questa domanda, anche perché la tua risposta è destinata a cambiare nel tempo, nel senso che magari attività che prima ti piacevano, adesso ti piacciono meno, e viceversa. Quindi rifare il punto, capire che evoluzione c’è stata sia rispetto al numero ed alla tipologia di attività che fai e sia rispetto a quanto ti danno soddisfazione, ed a cosa puoi fare per gestire la situazione, è necessario per evitare che troppe attività che non ti piacciono diventino la tua principale fonte di stress.
 
  • Anche se faccio tutte attività che mi piacciono, mi prendo sistematicamente il tempo per delle pause, per staccare completamente e fare/pensare ad altro? Se la risposta è NO prova a pensare a cosa ti succederebbe se mangiassi tutti i giorni il tuo cibo preferito, alla fine non ne potresti più o ti verrebbe, comunque, una intossicazione alimentare…
 
  • Oltre che a pensare al lavoro, mi prendo cura di me, del mio corpo e della mia mente, adottando delle abitudini sane? (bere acqua, fare un’attività fisica che mi piace, mangiare del buon cibo, ascoltare della musica, ballare, meditare, stare nella natura, etc.) Se la risposta è NO prova a riflettere sul perché non ti stai prendendo cura di te e considera che ci sono tantissimi studi scientifici che dimostrano che la nostra concentrazione e la nostra produttività migliorano enormemente se introduciamo queste abitudini. Basta che il nostro cervello sia disidratato per sentire molto di più la stanchezza…
 
  • Sono capace di dire di NO, quando mi propongono delle nuove attività da fare che reputo non sostenibili/coerenti con le mie priorità/carichi di lavoro? Se la risposta è NO è ora di riflettere sulle tue competenze negoziali e sul perché ti senti sempre in “dovere” di dire SI a tutto e tutti, senza fare un filtro e senza mettere sul tavolo le tue condizioni, esigenze, bisogni. Altrimenti, oltre ad aumentare il tuo livello di stanchezza, rischi, inevitabilmente, di abbassare il tuo livello di autostima.
 
  • Sento di governare la mia giornata lavorativa, nel senso che pianifico (e se opportuno condivido con altri) le mie priorità e mi tengo anche degli spazi liberi per le emergenze/imprevisti, oppure no? Se la risposta è NO, molto probabilmente vuol dire che, pur lavorando tanto, lasci che siano altri a “dettare” le tue priorità, facendoti “saltare” da una attività all’altra, da un problema all’altro, e questo è già di per sé una fonte di stress, senza contare la dispersione di energie che potresti avere con questo “non” metodo di pianificazione e l’impatto che ne può derivare anche sulla tua autostima, come sempre accade quando non governiamo le situazioni…
 
  • Se mi metto allo specchio quanto del mio stress dipende da me e quanto dagli altri? Nella mia esperienza le persone molto stressate, il cui stress deriva dal fatto che si riempiono la giornata di tantissime cose da fare, nella maggior parte dei casi sono loro stesse, per prime, ad “assegnarsi” tanti compiti, come a dover sempre dimostrare di essere brave, prestative, gran lavoratrici, etc.. Molte non hanno un capo che assegna loro compiti gravosi ed impossibili, oppure ce l’hanno, ma non è il loro capo che decide cosa devono fare in quanto si riempiono da sole di compiti, problemi, progetti, etc.. In questo caso basterebbe capire che si è vittima della sindrome del “primo della classe”, ricordarsi che non si è più a scuola, e ritornare ad una pianificazione più sostenibile delle proprie attività tenendo anche conto che più andiamo avanti e più quello che conta è la qualità e non la quantità delle ore che lavoriamo.
 
  • Da cosa dipende nello specifico il mio stress? Cosa mi stanca nello specifico? Cosa mi infastidisce nello specifico? Può sembrare incredibile, ma esiste una legge statistico-probabilistica, chiamata Principio di Pareto, che si applica a quasi tutto quello che facciamo, e che dice che il 20% delle cause determina l’80% degli effetti. Quindi anche rispetto al tuo stress, è altamente probabile che ci siano poche cose -un 20%- che in realtà sono all’origine della maggior parte -l’80%- del tuo stress. Potrebbero essere solo specifiche attività, e non tutto quello che fai, oppure un determinato rapporto con un collega, e non tutto l’ambiente di lavoro, etc. Riuscire ad individuare questo specifico 20% di cause ti può aiutare a non generalizzare, a non drammatizzare, ed a trovare anche più facilmente una soluzione specifica per un problema specifico.
 
  • Mi sto tenendo tutto dentro, rispetto al mio stress, perché penso che me la devo cavare da sola/o, o perché penso che è meglio non dire/ammettere che sono stressata/o? Se la risposta è SI, il mio personale consiglio è di ripensarci. Il più grande segno di forza, di consapevolezza, ed anche di umiltà e saggezza, che possiamo mettere in campo è quello di capire quando, ed a chi, chiedere supporto. Nessuno è bravo se fa tutto da solo, anche i grandi campioni che fanno, ad esempio, sport individuali, ammettono che i loro successi dipendono da una squadra, e se gli altri ci servono per arrivare al successo, a maggior ragione ci sono utili nei momenti di difficoltà, ed una delle competenze importanti da sviluppare è proprio quella di capire, di volta in volta, chi sono le persone migliori da cui farsi aiutare.
 
Spero che una o più di queste domande ti siano state di ispirazione per capire come fare a ridurre il tuo livello di stress. Se ne hai voglia scrivi un tuo commento alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra.
Buon lavoro, con meno stress!