Questa domanda se la pone Francesca Gino, una professoressa di Harvard esperta di comportamento, che ha scritto un libro sul tema ed ha messo a punto un questionario (lo puoi trovare solo in inglese a questo link) che permette di auto valutare verso quale tipo di ribellione tende ognuno di noi.
 
Avere la tendenza a ribellarsi può essere, secondo la Gino, un’ottima cosa ad esempio quando occorre risolvere dei problemi difficili perché molto spesso
la soluzione passa dalla volontà e dalla capacità di “rompere” delle regole.
Nel suo libro Francesca Gino ha individuato cinque talenti che possono segnalare una tendenza alla ribellione:
  • Il talento per l’autenticità: chi ha questo talento non ha paura di mostrare agli altri chi è davvero, facendo anche vedere le proprie paure, i propri limiti ed ammettendo i propri errori.
  • Il talento per la curiosità: chi ha questo talento è interessato è pieno di domande che tende a fare agli altri proprio come fanno i bambini, chiedendo sempre il perché delle cose, il come, il quando ed avendo una grande voglia di imparare qualcosa di nuovo.
  • Il talento per la diversità: chi ha questo talento è sinceramente interessato a conoscere meglio gli altri, si sente bene quando frequenta persone diverse da se stesso e tende ad andare oltre gli stereotipi e le apparenze nel valutare le altre persone.
  • Il talento per la prospettiva: chi ha questo talento è capace di vedere i problemi da varie prospettive e di mettersi nei panni degli altri cercando di allargare i punti di vista invece di farne prevalere uno solo.
  • Il talento per la novità: chi ha questo talento si entusiasma quando non conosce qualcosa, quando deve andare incontro alla novità e all’incertezza ed i rischi che ne conseguono.
 
Ognuno di noi può avere alcuni di questi talenti e per individuarli la Gino, nel suo questionario, chiede di scegliere tra alternative che permettono di capire se tendiamo, o meno, a:
 
  • rompere le regole;
  • essere influenzati dalle opinioni degli altri;
  • esprimere il nostro punto di vista senza timori o censure;
  • fare con piacere cose che non sappiamo fare;
  • metterci nei panni degli altri prima di prendere una decisione;
  • rimanere fermi sulle nostre posizioni;
  • lavorare con persone che la pensano come noi;
  • emettere dei giudizi;
  • appellarci a regole e procedure per risolvere problemi;
  • esplorare nuove idee e possibilità;
  • avere tanti interessi diversi;
  • difendere sempre le nostre convinzioni.
 
Partendo dal questionario di autovalutazione la Gino ha individuato tre tipologie di ribelli ed una quarta tipologia che descrive di chi ribelle non è.
 
Le tre tipologie di ribelli sono:

a. Il viaggiatore

E' un tipo di ribelle che tende a non conformarsi alle pressioni delle regole sociali e cerca di aiutare gli altri a fare lo stesso condividendo le sue esperienze e le sue conoscenze. Ha spiccato il talento per l’autenticità e la diversità e cerca di aiutare gli altri a far emergere il loro potenziale. Non si spaventa di infrangere le regole comuni presenti nel lavoro o nella società mentre rischia di essere più severo nel voler rispettare le proprie convinzioni e regole interiori. Per rafforzare il suo talento di ribelle questa tipologia dovrebbe sforzarsi, ad esempio quando si trova in disaccordo con qualcuno, di non dire subito “no” cercando di integrare maggiormente il proprio punto di vista con quello degli altri.

b. L'arrampicatore

E' un tipo di ribelle che tende a cercare sempre nuove prospettive avendo spiccato il talento per la novità e la prospettiva. A differenza del viaggiatore non ha paura di mettere in discussione il proprio punto di vista e le proprie convinzioni e potrebbe sorprendere gli altri proprio nella sua capacità di cambiare rapidamente il proprio pensiero. Il rischio che corre questo tipo di ribelle è di essere troppo attento a quello che pensano gli altri ed a circondarsi di persone troppo simili a sé.

c. Il Pirata

E' forse il ribelle più estremo perché è capace di utilizzare tutti e cinque i talenti, dalla prospettiva alla novità, dall’autenticità alla diversità fino alla novità. Si tratta, infatti, di una persona che è capace di ribellarsi sia alle regole esterne che a quelle interiori e potrebbe essere la persona più in grado di incoraggiare gli altri ad esprimere una qualche forma di ribellione.

Il non ribelle è:
 

d. La guardia

Al contrario dei ribelli è un tipo di persona che apprezza l’ordine ed il rispetto delle regole, delle prassi e delle tradizioni. Il rischio che corre questo tipo di persona è di non cogliere le opportunità che ci possono essere dietro i cambiamenti.

Ovviamente è bene precisare che non esiste una tipologia di ribelle migliore delle altre ed ognuna comporta dei vantaggi e degli svantaggi. Peraltro 
tendiamo ad appartenere ad una certa tipologia anche in funzione del lavoro che facciamo, dell’ambiente in cui lavoriamo, dell’educazione che abbiamo ricevuto, dei problemi di vita che abbiamo incontrato. 
Secondo Francesca Gino, però, ognuno può allenare la sua arte di essere anche un ribelle e cercare di trarne vantaggio per affrontare i problemi che incontra nel lavoro e nella sua vita personale.
 
 
E tu che tipo di ribelle sei?
“Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità” (Osho)
Se conosci l'inglese, puoi provare a fare il test di Francesca Gino per scoprire che tipo di ribelle sei!

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