In molti casi i giovani che sono alla ricerca di un lavoro sentono lo stress di non avere esperienza, e fanno fatica a scrivere qualcosa di interessante nel CV, o in una lettera di presentazione, o a valorizzare possibili competenze durante un colloquio di lavoro.
 
Ma, a dire il vero, le cose non sembrano più semplici per quelli che hanno più esperienza e che lavorano da diversi anni. 
Anche per chi molti anni di lavoro alle spalle, quando si tratta di scrivere un CV, o di fare un colloquio di lavoro, è molto difficile decidere cosa dire, con il rischio di non riuscire a valorizzare per nulla la loro esperienza e le loro competenze. Ed è una difficoltà che può riguardare sia chi ha fatto lavori prestigiosi e di alta specializzazione e sia chi ha fatto lavori meno specialistici.
In entrambi i casi, infatti, è soprattutto l’idea di avere già lavorato tanto che sembra mettere le persone nella condizione di pensare che sia sufficiente dichiarare la propria età, anagrafica e lavorativa, e le attività che hanno fatto per riuscire a far capire automaticamente chi sono e cosa li rende differenti dagli altri.

Ma questo non è sufficiente per riuscire a trovare lavoro quando si ha 50 anni o più, o comunque molta esperienza alle spalle. 
Il risultato è di vedere in giro tanti CV di persone, che contengono poche informazioni interessanti e che appiattiscono tutte le competenze e le esperienze effettivamente maturate negli anni.
Queste stesse persone, poi, affrontano spesso il colloquio di lavoro ripetendo semplicemente a voce l’elenco delle aziende e delle attività svolte, che hanno già scritto nel CV, e pensando che questo sia sufficiente per creare una relazione di fiducia con chi li sta ascoltando.
Alcune frasi tipiche che vengono dette in queste circostanze possono essere: “Come vede dal mio CV ho fatto….”; oppure “Sono tanti anni che faccio questo lavoro…”.
 
Nella realtà elencare gli anni di lavoro, o le aziende in cui si è lavorato, o le attività che si sono svolte, non è assolutamente sufficiente; al contrario si corre il rischio di generare un senso di sfiducia o di disinteresse da parte del selezionatore.
Chi ha diversi anni di esperienza ha, invece, potenzialmente tanti elementi con cui costruire una storia professionale unica da raccontare e capace di incuriosire il selezionatore.
Per riuscirci, però, occorre fare un accurato lavoro preliminare di autovalutazione e di ricostruzione della propria vita professionale per poi decidere come valorizzarla agli occhi degli altri.
 
Quindi, sia che tu debba scrivere il tuo CV o fare un colloquio di lavoro, il nostro suggerimento è di riuscire a comunicare chiaramente la maggior parte di questi elementi:
 
  • le parole chiave che contraddistinguono i tuoi valori, il tuo approccio ed il tuo metodo di lavoro: questo ti permette di far capire con chiarezza quello che credi sia importante per svolgere bene il tuo lavoro ed il fatto che, grazie alla tua esperienza, sei riuscito a mettere a punto un chiaro e solido metodo di lavoro fatto di principi, di fasi, di attività e competenze chiave;
 
  • il sistema di indicatori quantitativi e qualitativi che con il tempo ti sei costruito per valutare i risultati del tuo lavoro: questo ti consente di trasmettere la sicurezza che hai un forte orientamento ai risultati e che, sempre grazie alla tua esperienza, riesci chiaramente a raccogliere dati e fatti che consentono di valutare quello che sei riuscito davvero a fare con il tuo lavoro;
 
  • la sequenza delle decisioni principali che hai preso nella tua vita professionale e che ti hanno permesso di diventare quello che sei oggi, sia professionalmente che umanamente: questo ti permette di far capire che hai gestito attivamente la tua vita professionale ed hai contributo a determinare positivamente quello che ti è successo nel lavoro;
 
  • tre specifiche competenze professionali che reputi rilevanti per il tuo lavoro e che ritieni di possedere ad un buon livello: questo ti consente di valorizzare al meglio quello su cui ti senti più forte e su cui pensi di poter fare la differenza rispetto agli altri;
 
  • il tuo network professionale ed i suoi principali elementi distintivi: questo ti permette di far capire che hai creato attorno a te una rete di persone, di aziende, di punti di riferimento che sono importanti per il tuo lavoro e che potrai condividere con le nuove persone che avranno voglia di investire su di te;
 
  • i principali settori di attività che conosci e le cose più recenti che ti sembrano rilevanti rispetto ai trend che stanno attraversando questi stessi settori: questo ti consente di dimostrare che conosci le principali logiche dei settori in cui hai lavorato, i cambiamenti più rilevanti e che, pertanto, gli anni di lavoro ti hanno dato una visione ampia che tieni aggiornata con continuità;
 
  • una selezione dei progetti, delle sfide, delle responsabilità che sono stati più significativi nel determinare la crescita della tua esperienza, o quello di cui vai più fiero e di cui sei più soddisfatto, spiegando, ovviamente, anche il perché della tua soddisfazione: in questo modo riuscirai a coinvolgere, anche emotivamente, gli altri su quello che è stato più importante per te, che più ti ha appassionato o che più ti ha formato;
 
  • i modi principali attraverso cui hai imparato a tenerti aggiornato rispetto al tuo lavoro (libri, siti, conferenze, associazioni, fiere, eventi, etc.): dicendo o scrivendo questo rassicurerai il tuo interlocutore che, nonostante i numerosi anni di lavoro, continui ad avere voglia di imparare cose nuove e sarai, quindi, capace di affrontare nuove sfide;
 
  • le referenze che puoi vantare, cioè le persone che potrebbero parlare di te e spiegare ad altri quali sono i tuoi principali punti di forza ed i tuoi elementi distintivi: se hai tanti anni di esperienza e non puoi indicare nessuno che possa parlare bene di te saresti in una situazione preoccupante, al contrario se ti vengono in mente delle persone chiedi loro se puoi citarle nel tuo CV o in una lettera di presentazione o durante un colloquio ed approfitta della loro disponibilità per dare un sicuro arricchimento alla tua presentazione;
 
  • eventuali foto di prodotti o altro materiale relativo a progetti che hai curato direttamente spiegando quali particolarità hanno: questa opportunità dipende, ovviamente, dallo specifico lavoro e non vale per tutti, ma se puoi rendere visibile anche una parte del tuo lavoro e dei tuoi risultati non perdere questa possibilità perché favorirà anche una migliore memorizzazione da parte del selezionatore;
 
  • le persone o le situazioni che hanno avuto un ruolo centrale per la tua vita professionale e verso cui provi sincera gratitudine: questo ti permette di far capire agli altri che gli anni di lavoro ti hanno donato anche saggezza, capacità di riconoscimento e senso di gratitudine che sono tutti elementi importanti per una buona collaborazione. 

Infine sarebbe molto opportuno terminare il tuo CV, o la tua presentazione, descrivendo i tuoi prossimi obiettivi professionali così da far capire che l’esperienza ti consente di essere una persona costruttiva, proattiva e determinata, invece di essere, come molti, solo una persona che rimane a disposizione ed in attesa che siano gli altri a creare delle opportunità.
 
Indipendentemente da come deciderai di impostare graficamente il tuo CV, o la tua lettera di presentazione, gli elementi elencati sopra potrebbero rappresentare altrettanti titoli, capitoli, paragrafi della tua storia professionale.
 
In sostanza se hai più di 50 anni e sei alla ricerca di un nuovo lavoro, dovresti essere consapevole che gli altri hanno, più o meno chiaramente, nei tuoi confronti l’attesa di trovarsi di fronte una persona che dimostri di avere:
 
- una visione ed un metodo di lavoro;
- una sua etica rispetto al lavoro;
- delle espressioni di saggezza e di buon senso rispetto al mondo del lavoro ed ai suoi problemi;
- una buona capacità di apprendimento e di valutazione;
- una sicurezza senza arroganza;
- un forte orientamento rispetto al futuro.
 
Per riuscire a trasmettere tutto questo non basta dire quanti anni di lavoro hai e cosa hai fatto perché tu sei molto di più di tutto questo ed è importante riuscire a farlo vedere anche agli altri.
 
“Io sono un corpo, una mente, forse uno spirito, ma anche un cumulo di storie, di esperienze, di sentimenti, di pensieri e di emozioni” (Erri de Luca)
Se hai bisogno di qualche consiglio per valorizzare meglio la tua esperienza, scrivici a info@workingroom.it.

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