Tanti anni fa ho fatto un corso di cucina in una famosa scuola, e la prima cosa che ci hanno insegnato è stata quella che il maestro chef ha chiamato la “mise en place”, cioè il fatto che, per cucinare una buona ricetta, fosse necessario seguire alcune regole base tra cui, oltre quella di tenere sempre pulito il posto di lavoro, anche quella di studiare prima tutti gli ingredienti richiesti dalla ricetta e di prepararli tutti in anticipo, riponendoli nel ripiano di lavoro davanti a sé in appositi contenitori per fare in modo di:
 
  • non dimenticarseli: dal momento che ogni ingrediente, anche quello apparentemente più banale o superfluo, avrebbe dato, in realtà dato il tocco speciale alla ricetta;
  • averli a portata di mano al momento giusto e nel corretto dosaggio, perché in cucina anche la sequenza in cui mettiamo gli ingredienti, e la quantità in cui li dosiamo fa la differenza tra un buon piatto ed uno mediocre.
 
Mi scuserete per questa digressione iniziale, di tipo culinario, ma l’ho sempre trovata una metafora appropriata pensando al nostro lavoro ed alla nostra carriera (qualunque lavoro facciamo, età abbiamo, posizione ricopriamo, etc.).
 
Credo, infatti, che sarebbe importante riconoscere che, per avere un percorso lavorativo soddisfacente, o di successo (a seconda di come ci piace di più chiamarlo), sia esso di lavoro dipendente, autonomo, o imprenditoriale, il primo mito da sfatare, con grande certezza, è che
si è bravi se si riesce a fare tutto (o la maggior parte delle cose) da soli.
In realtà, andando a studiare le storie delle persone “di successo”, da quelle note a quelle meno note, si scopre che una delle caratteristiche che più le accomuna è stata proprio la loro capacità di fare la “mise en place” di una serie di persone e/o fonti che hanno ritenuto essenziali per il loro lavoro, e che hanno saputo utilizzare nei tempi, nei modi e nei dosaggi giusti lungo tutta la loro vita professionale.
 
Provo, pertanto, ad elencare i principali ingredienti base che dovrebbero far parte di una buona “mise en place” per la carriera di tutti noi. Sono ingredienti che possono assumere forme diverse (proprio come potrei decidere che lo zafferano posso usarlo in polvere o in pistilli), quindi possono essere persone che conosciamo, persone di cui leggiamo libri o di cui frequentiamo corsi o di cui acquistiamo servizi di consulenza, luoghi fisici che frequentiamo, riti che seguiamo, etc..
La cosa importante è che l’ingrediente, nella forma che scegliamo, soddisfi la finalità che indicherò, che rappresenta l’essenza che ci assicura di avere un alleato positivo per la nostra carriera.
Li elencherò senza un ordine di importanza, lo sono tutti.

Primo ingrediente: Il Fan

Il Fan è qualcuno che fa il tifo per noi, che ci incoraggia, che percepiamo che pensa a noi sperando nel nostro successo, e che è in grado di farci sempre vedere aspetti positivi, anche quando siamo in difficoltà. Se è una persona, si siede al nostro fianco e ci dice chiaramente che vuole esserci di supporto. Ma potrebbe essere anche un mantra positivo, che abbiamo ben in vista nel posto in cui lavoriamo, o un libro che teniamo presente quando abbiamo bisogno di recuperare il senso di quello che stiamo facendo, e così via.

Secondo ingrediente: L'Ispiratore

L’Ispiratore è qualcuno che, magari con quello che ha fatto, ci dimostra che quello cui noi ambiamo è possibile, che anche noi possiamo arrivarci. E’ una persona, che possiamo conoscere, ma anche non conoscere, che è una fonte di motivazione per noi, e che ci ispira a fare del nostro meglio. Che con il suo esempio, o con i suoi consigli ci può aiutare a capire cosa possiamo fare per andare nella direzione di quello che vogliamo rispetto alla nostra carriera. Può essere una persona, ma anche un libro, un video e così via.

Terzo ingrediente: Il Protettore

Il Protettore è qualcuno che aiuta a crearci uno spazio di sicurezza, di conforto, di protezione, appunto, che ci fa sentire al sicuro, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Qualcuno che con parole, gesti, attenzioni ci fa stare bene, ci tranquillizza, ci permettere di recuperare uno stato di maggiore serenità. Può essere una persona, un luogo fisico in cui andare, un rituale da effettuare, e così via.

Quarto ingrediente: Lo Sfidante

Lo Sfidante è una persona che fa quello che si direbbe “l’Avvocato del diavolo”, cioè che ci mette in discussione, non per il gusto di demolire i nostri progetti o idee, ma per la necessità di sottoporle ad una sorta di “stress test” proprio per consentire a noi stessi di verificarne meglio la validità, la fattibilità. Di pensare ad elementi di cui, magari, non avevamo tenuto conto, di fare delle prove, delle verifiche per prevenire eventuali rischi o errori. E’ una persona che non ha paura di parlarci con franchezza, di esprimerci un punto di vista che può essere diverso dal nostro, anche di farci delle critiche, ma che possono essere costruttive per noi. E’ qualcuno che ci fa vedere cosa significa anche andare fuori dalla nostra “comfort zone”.

Quinto ingrediente: Il Consulente

Il Consulente è una persona che ci aiuta, con domande, consigli, formazione, ad andare, e stare, fuori dalla nostra “comfort zone”, e che ha una professionalità specifica che ci consente di affrontare più velocemente alcune problematiche e di trovare alcune soluzioni rispetto a temi critici e sfidanti per la nostra carriera. Anche in questo caso può essere una persona, ma anche un libro, tanto per citare un secondo esempio.

Sesto ingrediente: L'Allenatore

L’Allenatore è una persona che ci allena, letteralmente, a fare qualcosa di nuovo per noi, ad apprendere nuove abitudini, comportamenti, competenze. Ad imparare qualcosa, magari anche dovendo “disimparare” qualcosa che faceva parte di abitudini pregresse. E’ una persona, ma potrebbe essere anche una “app”, un corso di formazione, e così via.

Settimo ingrediente: L'Ascoltatore

L’Ascoltatore è una persona che trova sempre il tempo per ascoltarci, senza giudizio, senza commenti. Semplicemente per permetterci di “buttar fuori” pensieri, problemi, idee perché nel fare questa operazione, spesso c’è un arricchimento del pensiero stesso, anche senza che ci sia qualcun altro a commentare. Per questo motivo l’ascoltare potrebbe essere una persona, ma anche un più semplice diario, o il registratore audio che ormai ogni smartphone ha in dotazione.

Ottavo ingrediente: L'Alternativo

L’Alternativo è una persona che è diametralmente opposta a noi. Riprendendo la metafora della cucina è l’ingrediente salato in una ricetta dolce e viceversa, ma voi sapete che per far montare bene le uova per un dolce ci vuole un pizzico di sale, così come nel sugo rosso ci vuole un po’ di zucchero. Circondarsi di qualcuno che è completamente diverso da noi può dare al nostro lavoro qualche spunto di diversità che, come in un piatto ben cucinato, dà il giusto bilanciamento, lo il giusto sprint ad un piatto che altrimenti rischierebbe di essere troppo monotono nella sua omogeneità di ingredienti e di sapori. Intervistare, parlare, frequentare, leggere qualcosa che è molto distante da noi è l’ingrediente finale che può fare la differenza.
 
E tu quali ingredienti usi?

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