Per aiutarti a costruire una risposta a questa domanda, che è molto frequente nei colloqui di lavoro, mi sembra interessante riprendere alcune riflessioni proposte da Marcus Buckingham (www.TMBC.com) ricercatore, formatore, autore di diversi best seller in USA su leadership, performance lavorative eccellenti.
Marcus Buckingham ha condotto numerose ricerche per capire cosa permette ad alcune persone di avere delle performance eccellenti al lavoro.
La sua conclusione è che le persone che hanno i migliori risultati sono quelle che hanno imparato ad usare in maniera intelligente i propri punti di forza e che ogni giorno fanno qualcosa di concreto per potenziare e valorizzare i propri punti di forza.
 
Cosa sono i punti di forza?
Qui sta una prima provocazione di Buckingham.
I punti di forza non sono, come comunemente siamo portati tutti a credere, quello che sappiamo fare meglio, così come i punti di debolezza non sono quello che non sappiamo fare bene.
 
Per punti di forza Buckingham non intende le attività che facciamo bene, le competenze su cui siamo più preparati, ma quello che ci fa sentire bene.
Le attività e le competenze che ci danno una sensazione di forza, di orgoglio per quello che stiamo facendo; quelle che ci danno ispirazione ed energia, che ci fanno sentire creativi, che ci fanno venire voglia di migliorarci, che ci fanno sentire il senso di potere e di volere fare qualcosa…
In questa logica i punti di debolezza sono, al contrario, quelle attività che ci tolgono energia, motivazione, ispirazione.
 
La domanda a cui dovresti rispondere, quindi, anche in sede di colloquio, non è “cosa so fare bene?” ma “cosa mi fa stare bene, mi fa sentire forte nel mio lavoro?” e partire da qui per migliorare il tuo lavoro ogni giorno  o per capire se è il momento di cambiare.
 
Perché è importante conoscere i propri punti di forza?
La questione dei punti di forza, così riproposta, è molto interessante se si integrano anche altri due spunti offerti da Buckingham.
Il primo è che dalle sue ricerche, condotte in diversi anni su migliaia di persone, emerge che solo il 20% dichiara di fare ogni giorno un lavoro che permette di coltivare e valorizzare i propri punti di forza, cioè che permette di fare con continuità attività che fanno sentire forti, fanno stare bene.
In effetti ci sono tanti motivi per cui le persone, progressivamente, perdono di vista cosa le fa stare bene e si adattano a fare, nel lavoro e non solo, quello che pensano di dover fare per senso di responsabilità, per mancanza di altre opportunità, perché nella scelta del lavoro o dello studio si sono fatti guidare da altri, perché è pur necessario vivere, cioè guadagnare e così via…
Il secondo spunto è che la nostra cultura ci porta a credere che per migliorare studi, lavoro, vita, etc. dobbiamo concentrarci sui punti di debolezza piuttosto che sui punti di forza.
C’è un esempio illuminante che spesso cita Buckingham. Se, ad esempio, un ragazzo torna a casa e dice ai propri genitori che ha ottenuto 8 in storia, 8 in italiano, 6 in geografia, 5 in matematica e 4 in fisica, il tempo maggiore di discussione i genitori lo dedicheranno ai voti più bassi. Statisticamente accade nel 77% dei casi.
Per Buckingham può essere un errore fatale anche se questo non vuol dire ignorare completamente o non tentare di migliorare le cose che facciamo peggio.
Vuol dire solo essere più consapevoli del fatto che ognuno di noi è destinato a crescere di più soprattutto nelle aree in cui è già forte. Anche il funzionamento del nostro cervello dimostra che nelle aree in cui sono già attive un maggior numero di sinapsi saremo in grado di crearne di nuove più velocemente ed in quantità maggiore rispetto ad aree del cervello in cui il numero di sinapsi attivate è minore.
Per questo è importante avere il coraggio di dedicare la maggior parte del nostro tempo e delle nostre attenzioni a mantenere attivi ed allenati i punti di forza e non quelli di debolezza.
 
 
Cosa puoi fare in concreto?
Il suggerimento di Buckingham è di andare in profondità per conoscere realmente quali sono i tuoi punti di forza ed i tuoi punti di debolezza. In particolare potresti:
 
Individuare almeno 3 punti di forza per te importanti descrivendoli in maniera chiara e circoscritta.
Scriverli da qualche parte e tenerli bene a mente ogni giorno.
Condividerli con le persone che ti circondano, che lavorano con te o per te, in maniera tale che anche loro ne siano a conoscenza e possano aiutarti a valorizzare i punti di forza ed a contenere i punti di debolezza.
Definisci un piano settimanale in cui individui almeno due cose che puoi fare per dare spazio ai tuoi punti di forza, per poterli tenere in esercizio.
Fai ogni sei mesi un check dei punti di forza e di debolezza che hai individuato per capire se li confermi o se, nel frattempo, è cambiato qualcosa perché ne hai scoperti di nuovi.
 
Ognuno hai i suoi punti di forza, l’importante è riuscire a descriverli in maniera vivida, concreta, specifica.
Ad esempio potresti dire: “Mi sento forte quando posso negoziare con altri su questioni economiche”, oppure “Mi sento forte quando ho la possibilità di fare un discorso in pubblico”, oppure “Mi sento forte quando riesco a risolvere i problemi degli altri”, oppure “Mi sento forte quando posso passare del tempo concentrato a disegnare”, oppure “Mi sento forte quando ho l’opportunità di viaggiare per lavoro” e così via…
 
Se riesci a descrivere cosa ti fa sentire davvero forte, imparerai a conoscere i tuoi punti di forza e scoprirai quali sono i tuoi talenti, le tue attitudini, le tue competenze più spiccate, i tuoi desideri.
Se ci riesci potrai capire meglio se e come il lavoro che attualmente fai, o che pensi di fare, rispetta realmente i tuoi punti di forza e ti permette di utilizzarli con una buona continuità, perché, in caso di risposta negativa, forse è meglio fermarsi e riflettere su cosa puoi cambiare anche per rispettare meglio te stesso.
Il Dalai Lama suggerisce la regola delle 3 R: 
“Rispetto per se stessi, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le nostre azioni”. 
Forse anche i suggerimenti di Buckingham ti possono aiutare ad andare in questa direzione. 

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Se invece vuoi esercitarti a spiegare i tuoi punti di forza, puoi scaricare la nostra pratica check list:

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