Da quando ero piccola ho imparato, da mia madre, a strappare e conservare pagine di giornali che contenevano immagini di oggetti, luoghi, ricette, libri, volti che mi interessavano. Cose che avevano colpito la mia attenzione e che volevo conservare perché in qualche modo le collegavo ad alcuni obiettivi che avevo in testa: un viaggio da fare; un oggetto da comprare; un certo modo di voler apparire, etc.
 
Poi, essendo un amante della lettura, ho iniziato a “collezionare” frasi: trascrivendole da libri, fotografando scritte sui muri (ebbene si, ho scoperto anche che ci sono dei veri e propri “poeti di strada”), o vedendo mostre, etc.. Raccoglievo tutto quello che mi era di ispirazione mentre leggevo.
 
Poi ho lavorato, per un periodo, nel mondo della moda, e lì ho conosciuto la pratica di quelli che vengono chiamati i “mood board”, cioè dei grandi tabelloni in cui vengono raccolte una serie di immagini, di scritte, di oggetti, etc. che fanno da ispirazione per iniziare a progettare una collezione.
 
Infine ho chiuso il cerchio quando ho studiato alcuni libri sul funzionamento del cervello che indicano, in sostanza, che il nostro cervello ci aiuta molto di più a raggiungere i nostri obiettivi se lo mettiamo in condizione di poter visualizzare quello che vogliamo ottenere, ed anche il processo attraverso cui vogliamo riuscirci.
Ci sono, ad esempio, degli studi che dimostrano, anche avendo scannerizzato il cervello di grandi atleti, che quando pensano ad una gara che devono fare, ed immaginano tutta la sequenza della gara come se la stessero effettivamente compiendo, si attivano le stesse aree del cervello che sono in campo nel momento in cui sono effettivamente in gara, e questo esercizio di “visualizzazione” li aiuta ad essere più concentrati ed aumenta la qualità delle loro prestazioni.
 
Allora la chiusura del cerchio per me è uno strumento, molto pratico e molto divertente, che io amo molto e che si chiama “vision board”. Perdonatemi l’uso dell’inglese, ma l’espressione italiana potrebbe essere tabellone delle visioni o mappa delle visioni e, sinceramente, non rende molto l’idea o mi fa correre il rischio di un certo misticismo che non vorrei toccare.
 
La vision board può essere una lavagna, una tavola, un qualunque tipo di supporto in cui collocare immagini, parole, anche oggetti, che rappresentano, cioè diano “vita” o “visione” a quello che vorresti ottenere.
 
Visualizzare quelli che sono i tuoi obiettivi, quello che vorresti raggiungere, e come fare per riuscirci, aiuta il tuo cervello a fare chiarezza e ti dà anche più motivazione ed energia per lavorare affinché tu riesca ad ottenere i risultati che desideri.
Prova a fare una ricerca su google inserendo la parola “vision board” e vedrai degli esempi di immagini che ti possono essere di ispirazione (un esempio è la foto utilizzata per questo articolo).
Personalmente il progetto Working room è nato partendo da tre vision board in cui ho inserito tutto quello che mi veniva in mente rispetto al progetto e che desideravo per questa mia nuova avventura. E queste vision board sono ancora una sorta di DNA di Working room che continua ad essere di ispirazione per me.
 
Come metodo per creare una vision board il mio suggerimento è di:
 
  • definire un obiettivo rilevante che vorresti raggiungere (potrebbe essere un nuovo lavoro, una promozione, una nuova casa, una migliore forma fisica, una diversa vita sociale, etc.);
  • iniziare a raccogliere una serie di immagini, di parole, di oggetti che ti viene da associare a questo obiettivo (se ad esempio è un nuovo lavoro: quali sono nomi di organizzazioni in cui ti piacerebbe lavorare? Dove sono gli edifici? Come ti immagini il tuo luogo di lavoro? Come ti vestiresti? Chi contatteresti per aiutarti nella ricerca? etc.)
  • selezionare, dopo un po' che hai fatto questa raccolta, le cose che senti più interessanti, in sintonia e di ispirazione per te e creare fisicamente la tua “vision board” mettendola anche in un luogo fisico in cui tu possa vederla spesso e magari continuare ad arricchirla con nuove immagini, parole, oggetti.
 
Molto semplice, divertente ed efficace. Ti invito a provare ed a farmi sapere se ti è stato utile. In realtà ti assicuro che è un piccolo segreto che hanno tante persone che ottengono buoni risultati, anche se magari non lo dichiarano.
 
E tu che ne pensi? Ti piacerebbe costruire una tua “vision board” e da quale obiettivo partiresti? Oppure hai già fatto una “vision board” e come è andata? Se ne hai voglia scrivi un tuo commento alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra. Buon lavoro!
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