Lavorare rimanendo a casa propria è una modalità di lavoro sempre più frequente ed oggi sempre più incentivata con lo smartworking.
L’economia digitale ha completamente stravolto i tradizionali luoghi di lavoro ed i vari dispositivi ci consentono di lavorare praticamente ovunque. Basta un collegamento internet e la nostra scrivania virtuale si riempie di dati e informazioni che prima era necessario reperire fisicamente in un determinato luogo.
Il risultato è vedere sempre più spesso persone che lavorano nei luoghi più svariati: treni, bar, parchi ed anche a casa propria.
In alcuni paesi, ad esempio in Gran Bretagna, il lavoro a casa viene incentivato proprio dalle aziende per ridurre i consumi energetici legati agli spostamenti dei dipendenti verso il luogo di lavoro ed anche in Italia diverse grandi aziende si stanno muovendo in questa direzione.
In altri casi lavorare a casa propria è una necessità, ad esempio per risparmiare costi o perché non abbiamo un lavoro vero e proprio e siamo costretti a rimanere a casa.
 
A me interessa provare ad evidenziare, con serietà ma anche con un pizzico di ironia, quali sono i vantaggi e gli svantaggi del lavorare a casa e quali sono alcune competenze che è necessario possedere o sviluppare per riuscire a valorizzare al massimo i vantaggi senza trasformare questa soluzione in un incubo.
Anche in questo caso mi sembra che si possa parlare di un’arte di lavorare a casa che per me diventa anche un’arte di amministrare la propria libertà e il proprio tempo
 

Parto da qualche riflessione semiseria sui vantaggi, piccoli e grandi, di lavorare a casa:

  • puoi lavorare in un posto che ti piace, ti è familiare, accogliente, che ha i segni della tua personalità (a differenza di quanto accade nella parte degli uffici che ci costringono ad ambiente anonimi e spesso poco curati) e diversi studi dimostrano che l’ambiente in cui si lavora, la sua capacità di accoglienza hanno un impatto positivo sulla nostra creatività e sulla nostra produttività;
  • il caffè è decisamente buono, nulla in confronto con le orride macchinette che circolano negli uffici, e lo puoi bere in una bella tazzina mettendo al bando i bicchierini di plastica..;
  • la mensa è più genuina e sempre aperta, puoi mangiare quello che ti piace, non devi aspettare rigidi orari e non devi scegliere tra snack improbabili quando hai un buco allo stomaco;
  • il bagno è tutto tuo senza inquietanti cartelli minacciosi su cosa fare o non fare che dimostrano quanto sia difficile una convivenza civile ed applicare regole di buon senso;
  • puoi cambiare le tue postazioni di lavoro e sederti liberamente sulla sedia, sul divano, anche a terra, tutto quello che ti è più comodo e congeniale;
  • le pause possono essere molto creative: un disco, una sbirciatina alla televisione, una telefonata, una doccia, un sonnellino, una piccola fuga fuori a prendere una boccata d’aria;
  • risparmi tempo perché non devi impiegare minuti o ore nel traffico, o in metropolitana per raggiungere il tuo posto di lavoro;
  • gli orari sono più flessibili, non hai cartellini da timbrare e puoi organizzare il tuo tempo di lavoro con maggiore autonomia;
  • puoi vestirti in maniera più comoda ed informale, non hai la necessità di rispettare eventuali “divise” e risparmi sui costi dell’abbigliamento legato al lavoro;
  • puoi decidere con maggiore autonomia che priorità dare alle varie attività e quanto tempo dedicarci.

Ovviamente ci sono anche degli svantaggi:

  • puoi soffrire di solitudine (social network a parte);
  • hai continue tentazioni casalinghe per distrarti: servizi da fare, facebook, hobby che ti aspettano, parenti con cui parlare o figli cui badare, etc.
  • non hai qualcuno che ti batte il tempo o ti dice cosa fare e quindi puoi correre il rischio di perderti nella tua attività di pianificazione con il risultato di lavorare troppo o troppo poco;
  • se vivi in una casa che non ti piace puoi avere rischi di “claustrofobia”..;
  • probabilmente non hai alcuni dei fantastici diversivi che offrono diversi luoghi moderni di lavoro, come le strutture di co working, dal biliardino al flipper…
 
Scherzi a parte è vero che lavorare a casa non è una buona soluzione per tutti e ci vogliono alcune competenze importanti per riuscire a farlo bene.

Chi lavora a casa deve essere infatti un saggio amministratore:

  • del proprio tempo;
  • del proprio senso di responsabilità;
  • del proprio senso di libertà;
  • del proprio luogo di lavoro.
 
Se riesci ad essere un buon amministratore in tutti questi ambiti è possibile tradurli in altrettante competenze da scrivere, ad esempio, nel proprio CV o di cui parlare durante un colloquio di lavoro.
Potresti dire, infatti, di avere una buona capacità di gestione del tempo, di pianificazione delle attività, di concentrazione, di definizione delle priorità, di flessibilità organizzativa.
 
Se, invece, non sei molto soddisfatta/o del modo in cui lavori da casa oppure devi iniziare a farlo ed hai qualche timore rispetto ai vantaggi ed agli svantaggi che ti ho accennato eccoti qualche piccolo consiglio:

 
  • organizza bene il tuo lavoro a livello di attività che intendi fare nella giornata (anche un semplice elenco di attività può andare bene) e conta il tempo effettivamente dedicato al lavoro dandoti anche su questo degli obiettivi. Questo è uno degli aspetti più delicati perché è proprio quello che meglio dimostra la tua effettiva capacità di gestire il tuo senso di libertà; se ritieni, ad esempio, necessario lavorare 8 ore al giorno potrai anche decidere di andare in piscina dalle 9 alle 11 del mattino perché c’è meno gente e può essere una scelta saggia, ma poi dovrai anche immaginare che recupererai magari lavorando alle 21 quando tutto il resto del mondo si sta riposando… oppure ti potrai permettere di non lavorare il martedì per andare al mare, ma poi dovrai recuperare la domenica quando tutti gli altri sono in spiaggia. Quindi il consiglio è di sfruttare al meglio la tua libertà: non ti sentire in colpa se decidi di non lavorare negli orari o nei giorni più classici, ma ricordati di recuperare sempre quel tempo di lavoro in altri momenti e di rispettare l’impegno di ore che ti sei dato come obiettivo;
  • tratta bene il luogo in cui lavori, non lasciarti sedurre da un eccessivo disordine visto che non c’è nessuno che ti giudica, perché un po’ di ordine è sempre necessario per lavorare bene;
  • pur potendoti permettere di essere vestita/o in maniera più informale rispetto a quello che dovresti fare in un luogo esterno di lavoro non lasciarti andare ad un abbigliamento troppo casalingo/sciatto: in realtà pur essendo a casa sei in un luogo di lavoro ed è dimostrato che ci si sente più autorevoli e sicuri di se quando si è vestiti con una certa cura;
  • creati qualche piccolo rito che ti piace e che ti permette di valorizzare il fatto che hai una maggiore libertà stando a casa (una telefonata ad una amica, un caffè preso al bar di sotto, etc.), ma che ha anche la funzione di scandirti un po’ il ritmo della giornata che stai passando in solitaria;
  • mantieni, comunque, dei momenti di socialità professionale e coltiva il tuo network così da evitare il rischio di essere troppo isolato: la solitudine può rendere più difficili i momenti di frustrazione e può impoverire i nostri pensieri.