Sei un fondatore che prova a costruire piramidi o un affondatore che si diverte a scavare buche?
Sono sempre più numerose le persone che decidono di affrontare il problema del lavoro e della crisi economica fondando una nuova impresa.
 
Si tratta di un fenomeno talmente di moda che ha conquistato anche gli onori di un linguaggio nuovo ed internazionale. Oggi, infatti, l’espressione più utilizzata per indicare una nuova impresa è quella inglese di “start up” e quindi i fondatori di una start up sono chiamati “startupper”.
Ma quali sono le caratteristiche che fanno di una persona un reale “fondatore” e quali, invece, quelle che rischiano di far diventare quella stessa persona un “affondatore” di un progetto di impresa?
Sulla base della esperienza che ho maturato, cercando di aiutare diverse persone a fondare la propria impresa, e di quello che ho visto, sentito, studiato, mi sembra che vi siano diversi elementi che si possono considerare per capire se una persona è destinata al titolo di fondatore o di affondatore.
 
In questo senso mi concentro proprio sulle caratteristiche, attitudini, orientamenti, comportamenti della singola persona a prescindere dalla validità strategica dell’idea imprenditoriale alla base della nuova impresa.
 
Ovviamente il valore strategico dell’idea imprenditoriale gioca un ruolo sostanziale nel successo di una nuova impresa, ma altrettanto importante è il ruolo che giocano le persone che decidono di fondare un’impresa per realizzare quella data idea imprenditoriale.
Tante buone idee falliscono perché trovano sul loro cammino degli affondatori mascherati da fondatori.
I Fondatori e gli Affondatori si differenziano rispetto ad alcuni elementi:

Attese individuali:

I Fondatori, quando decidono di fondare un’impresa, chiariscono le proprie attese individuali rispetto alla nuova impresa, le condividono con le altre persone con cui stanno lavorando e monitorano costantemente se queste attese permangono o evolvono in funzione dell’andamento effettivo delle attività della nuova impresa a partire dalla fondazione in poi.
 
Le attese possono essere, ad esempio: di fare un puro investimento finanziario, per cui si attendono un ritorno economico di un certo importo ed in dati tempi; di modificare parzialmente o totalmente il proprio lavoro ed acquisire nuove competenze, per cui si attendono di imparare cose nuove o di frequentare nuovi ambienti e gestire nuovi contatti; di ampliare il proprio giro di affari facendo lo stesso lavoro, ma con la possibilità di acquisire nuovi clienti; di lavorare con altri per integrare competenze ed esperienze, per cui si attendono di avere persone che hanno nuove energie e competenze con cui collaborare.
 
Il Fondatore si distingue dall’Affondatore su questo tema perché si pone l’interrogativo di quali siano le sue reali aspettative, lo fa con grande onestà intellettuale e le comunica chiaramente agli altri, oppure segnala nel caso in cui abbia sul tema delle aspettative delle risposte ancora parziali e progressivamente comunica come sta evolvendo il suo pensiero su questo tema.
 
Gli Affondatori, spesso, fanno solo finta di avere chiare le proprie aspettative, le comunicano poco o parzialmente, ed in realtà possono confondere gli altri manifestando solo un sincero entusiasmo verso l’idea imprenditoriale senza comunicare cosa si aspettano individualmente da questa idea, salvo poi scoprire, con molto ritardo, che il progetto imprenditoriale porta su una strada diversa da quella che si attendevano o avevano capito.

Scelta dei soci:

I Fondatori sono consapevoli che la scelta delle altre persone con cui fare impresa, siano esse nel ruolo di soci, di finanziatori, di collaboratori, è una scelta molto importante cui dedicare tempo e da fare con criteri professionali e realmente funzionali al progetto di impresa.
 
Gli Affondatori spesso confondono amicizia o parentela con impresa e selezionano le persone sulla base, appunto, di criteri di simpatia, amicizia, rapporti pregressi senza riflettere adeguatamente su quali debbano essere i criteri capaci di cementare una reale collaborazione di impresa tra soci.
 
Questi criteri possono essere vari: valori, obiettivi, competenze, visione del business, etc. L’importante, anche in questo caso, è che si abbia il tempo e la voglia di scegliersi sulla base di criteri chiari e condivisi senza “saltare” questa selezione confidando su rapporti personali pregressi che, nella maggior parte dei casi, sono poi forieri di problemi, fraintendimenti, conflitti latenti, difficoltà di comunicazione.
 
I Fondatori sono anche bravi nel prefigurare con gli altri soci quali possono essere anche scenari difficili da affrontare, e concordare in anticipo come si dovranno comportare nella relazione. Ad esempio può essere utile chiarire prima quanti soldi vanno investiti da ognuno nella nuova impresa, ma anche prefigurare cosa succede nel caso in cui siano necessari ulteriori investimenti non previsti.

Impegno personale:

I Fondatori sono consapevoli che la nuova impresa richiede la necessità di dedicare un tempo di qualità alle attività della impresa: siano esse attività necessarie per la definizione della strategia, per la pianificazione di azioni operative, per la realizzazione delle azioni pianificate, per il monitoraggio dell’andamento generale della nuova iniziativa.
Per questo motivo sono in grado di bloccare la propria agenda e dimostrano la volontà di difendere il tempo da dedicare alla nuova impresa rispetto ad altre necessità anche al fine di essere affidabili per gli altri interlocutori.
Peraltro i Fondatori cercano di capire quale possa essere l’impegno che meglio è in grado di sfruttare e valorizzare le competenze che hanno e che possono essere funzionali ai fini della nuova impresa.
In questo senso i Fondatori sono anche precisi nel chiarire quello che possono fare e quello che non possono fare nonché nel darsi delle priorità e nel condividerle con gli altri.
 
Gli Affondatori sono quelli che assicurano un impegno parziale, discontinuo, non prevedibile e pianificabile, ma nello stesso tempo possono avere manie di grandezza e dichiarare grandi disponibilità che poi disattendono o possono creare confusione perché introducono troppi elementi, troppe attività senza riuscire a portarne alcuna in conclusione. Pensano di avere competenze utili, ma di fatto non le assicurano sempre oppure non hanno realmente valutato se le competenze che posseggono siano realmente funzionali all’impresa.

Rapporto con il fare:

I Fondatori capiscono che un nemico da combattere è il perfezionismo o l’idea che debba essere tutto pronto prima di partire.
Sanno che l’impresa richiede un dialogo continuo tra “fare e pensare” e che è meglio provare a fare qualcosa, anche parziale, e metterlo a confronto con il mondo esterno per iniziare a testarne la validità, piuttosto che continuare a perfezionare le attività e rimandare il confronto con il mercato.
 
I Fondatori sanno anche che una delle prime cose da fare è quella di confrontarsi con il mondo esterno rispetto alla idea di impresa cercando di presentarla a chi potrebbe essere il potenziale destinatario dei servizi o dei prodotti offerti dalla nuova impresa.
 
Gli Affondatori, spesso in nome di una apparente riservatezza o paura di essere imitati, tendono a parlare della propria idea di impresa solo con poche persone, spesso amiche o vicine, con il grosso rischio di raccogliere anche feedback molto fuorvianti sull’idea proprio perché dati da persone amiche, ma che non sono i reali destinatari e che potrebbero non essere attendibili in termini di valutazione e di giudizio.
Gli Affondatori sono anche spesso vittime del perfezionismo e tendono a non esporsi fino a quando tutto non è perfetto e per questo rischiano anche di perdere opportunità preziose di confronto con il possibile mercato.

Lavoro con gli altri:

I Fondatori sono molto consapevoli del fatto che avviare una nuova impresa con gli altri implica anche dedicare del tempo ad imparare a lavorare con gli altri, sviluppando modalità di relazione, comunicazione e lavoro che possono anche richiedere di rinunciare ad alcune abitudini consolidate di tipo individuale per aderire ad un nuovo modello di lavoro definito e condiviso dal gruppo.
Inoltre i Fondatori si preoccupano più di quello che possono fare direttamente e non sprecano energie a sottolineare quello che devono fare gli altri o quello che gli altri non stanno facendo.
Un altro elemento che li differenzia è il rapporto con i dubbi, i dilemmi, le cose non chiare. Se percepiscono uno di questi elementi cercano subito di porre la questione agli altri e di fare chiarezza.
 
Gli Affondatori continuano a lavorare secondo il proprio schema tradizionale e/o individuale e non si pongono grandi problemi in termini di lavoro con gli altri, di cui, però, rischiano di essere i primi “giudici” se ritengono che gli altri non stanno facendo attività utili per l’impresa. Gli Affondatori, poi, tengono generalmente per sè i dubbi e non riescono ad essere agenti di chiarezza all'interno del gruppo.

I Fondatori sanno che:
“Una strategia porta in sé la consapevolezza dell’incertezza che dovrà affrontare e comporta per ciò una scommessa” (Edgar Morin)
Gli Affondatori se ne dimenticano...