Alain de Botton è uno scrittore che riesce a parlare di alcune grandi questioni esistenziali e filosofiche in un modo e con un linguaggio lieve, ironico, ma molto concreto ed efficace. Molti suoi libri strappano un sorriso e danno un senso di rassicurazione, succede anche in questa TED.
Alain de Botton ci aiuta a capire come affrontare i momenti di crisi che attraversano tutta la nostra vita lavorativa, e che sembrano aumentare in frequenza ed in intensità.
Uno dei motivi che de Botton pone alla base della crescente sensazione di insicurezza e fragilità che abbiamo rispetto al nostro lavoro è quello che lui definisce lo SNOBISMO moderno.
SNOB è chiunque prende una piccola parte di te e la usa per formarsi una visione completa di chi sei” 
ed è una delle cose che avviene sempre più spesso nella nostra vita. Una delle prime domande che facciamo o che ci viene fatta quando incontriamo una nuova persona è: Che lavoro fai? Ed a seconda di come rispondiamo capiamo di essere più o meno interessanti per quella persona… Che ansia!

Un secondo motivo per cui siamo sempre più ansiosi rispetto al nostro lavoro è legato al sistema di aspettative. Oggi la società tende a mandare un messaggio di uguaglianza che rischia di essere del tutto falso. Soprattutto la cultura anglosassone porta avanti, con sempre più convinzione, un messaggio secondo cui “chiunque può fare qualunque cosa, se solo lo desidera fortemente”.
Nella realtà viviamo in una società in cui c’è un forte spirito di uguaglianza misto a forti disuguaglianze. Il risultato, dice de Botton, è che le librerie sono piene di due tipologie di libri: da una parte i manuali di crescita personale, che ti dicono che “puoi farlo” che “tutto è possibile”; dall’altra parte i libri che ti dicono come fronteggiare la bassa autostima, creando, di fatto, una sorta di circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Un terzo motivo che, pur essendo apparentemente positivo, genera ansie crescenti è legato al concetto di meritocrazia, anche questo più utopico che reale. Possiamo illuderci che il merito sia sufficiente, ma nella realtà ci sono tanti altri fattori casuali (malattie, incidenti, luoghi di nascita, etc.) che incidono e variano gli effetti che sarebbero collegati puramente al merito.

L'invito che ci fa de Botton è di approfondire maggiormente cosa vuol dire realmente il successo lavorativo per noi tenendo presente che, molto spesso, la nostra idea su cosa sia il successo non è proprio la nostra, la abbiamo assorbita da altri di cui finiamo per temere il giudizio: 
Quando pensiamo al fallimento non è solo una questione di perdita di ricchezza o di status, temiamo soprattutto la derisione ed il giudizio degli altri”.
In realtà, quello che dovremmo e potremmo fare, è di costruirci una nostra idea di successo, sapendo anche che non è possibile avere successo in tutto e che, quindi, dobbiamo avere chiaro anche cosa siamo disposti a perdere, a cosa possiamo rinunciare,e ricordando che noi non siamo il nostro lavoro.
L’ansia della carriera e del lavoro, quindi, la possiamo contenere solo se rafforziamo la nostra capacità di capire quello che davvero vogliamo, quello che è importante per noi, senza dover aderire a schemi che la società tende ad imporci: 
E’ già abbastanza brutto non ottenere ciò che vuoi, ma è ancora peggio avere un’idea su cosa desideri e scoprire alla fine del percorso che, in realtà, non è ciò che hai sempre voluto”.