Ruth Chang è un ex avvocato. Da giovane, rispetto alla scelta per lei difficile, se fare l’avvocato o fare il filosofo, ha scelto la soluzione che le è sembrata meno rischiosa, più saggia nonchè preferita dai suoi genitori: fare l’avvocato. Ma poi ha capito che quella scelta non era in linea con ciò che davvero voleva. Rischiava, così, di non essere un buon avvocato o di dover fare molta fatica per riuscire a fare bene il suo lavoro, ed alla fine ha deciso di scegliere la strada della filosofia, di specializzarsi sul tema delle “scelte difficili” e di aiutare gli altri in questo tipo di scelte.
 
Una scelta è facile se, avendo due o più alternative tra cui scegliere, riusciamo facilmente a stabilire quale sia la migliore per noi. E’ difficile, invece, se non riusciamo a capire in realtà quale alternativa sia migliore in assoluto.
Quando siamo di fronte a scelte difficili quello che spesso accade è che:
  • ci sentiamo stupidi perché non riusciamo a capire quale sia l’opzione migliore;
  • abbiamo paura di commettere un errore e di rischiare troppo;
  • scegliamo l’alternativa più sicura per vincere questa paura o facciamo in modo che scelgano altri per noi per toglierci da questo senso di difficoltà.
Il primo suggerimento che ci fornisce Chang per capire come fare scelte difficili è un cambio di prospettiva. 
Le scelte sono difficili non perché non riusciamo a capire quale sia l’opzione migliore ma, più semplicemente, perché non esiste una opzione migliore. 
Probabilmente ci troviamo di fronte a delle buone alternative che soddisfano, anche se in maniera diversa, uno stesso sistema di valori che ci appartiene.

Se è così la questione non è, quindi, se siamo intelligenti o meno, per fare scelte difficili. La questione diventa che, non essendoci una alternativa migliore è necessario diventare capaci di:
  • costruirci in autonomia le nostre ragioni e motivazioni;
  • non preoccuparci del giudizio altrui rispetto alle ragioni che ci siamo costruiti.
In sostanza le scelte sono difficili perché non c’è nessuno che possa farle al posto nostro dal momento che nessuno può dire con certezza quale possa essere l’alternativa migliore per noi.

Ma questa è anche una preziosa opportunità proprio per esprimere la nostra unicità. In un mondo fatto solo da scelte facili tenderemmo tutti ad essere uguali perché sceglieremmo tutti l’opzione razionalmente migliore.

Un mondo di scelte difficili ci permette di esercitare quello che Chang chiama il nostro “potere normativo”, il potere cioè di creare da soli le motivazioni di scelta per trasformarci nelle persone che vogliamo essere e diventare autori delle nostre vite.