Ci sono alcuni argomenti all’apparenza banali che, in realtà, nascondono diverse insidie, anche per chi, come noi, cerca di dare qualche buon consiglio agli altri.
Uno di questi argomenti riguarda il “come vestirsi al lavoro” a partire dalla scelta di cosa indossare quando si va a fare un colloquio di lavoro.

La questione è insidiosa per vari motivi:
  • le scelte su come vestirsi sono soggettive, dipendono dai gusti, dalla cultura, dalle disponibilità economiche, etc. e dare consigli in merito, o addirittura imporre un determinato “dress code”, potrebbe ledere la libertà individuale;
  • è aumentato il numero di persone che ritengono che, soprattutto al lavoro, non bisogna badare alle apparenze andando alla sostanza della persona;
  • la tendenza in tutte le società è di andare verso uno stile nel vestirsi molto più casual e libero senza fare particolari distinzioni sul vestirsi in un certo modo per una determinata occasione (ad esempio oggi è possibile vedere, anche in teatri blasonati, persone in pantaloncini corti, etc) e quindi si tende ad applicare questa tendenza anche rispetto al lavoro.
Dare consigli su come vestirsi al colloquio di lavoro può sembrare, quindi, da “bacchettoni”, da insensibili rispetto alla libertà altrui, da amanti delle apparenze. 
In realtà preferiamo correre questo rischio e ci permettiamo di dire qualcosa su questo argomento perché pensiamo che:
  • sebbene non sia “corretto” dirlo, nella realtà molte persone ancora si fanno condizionare dalle apparenze soprattutto nel momento in cui incontrano una persona per la prima volta;
  • il modo in cui ognuno di noi si veste e si presenta dice, indirettamente, qualcosa di importante sulla nostra personalità e stile di vita, sul nostro stato d’animo, sul nostro livello di autorevolezza ed anche sulla nostra intelligenza sociale e sono questi tutti elementi che possono darci forza, o indebolirci, durante un colloquio di lavoro e anche nella vita lavorativa di tutti i giorni.

In passato il dilemma di come vestirsi era meno presente perché in qualche modo si aderiva, quasi naturalmente, ad una sorta di dress code implicito per vari luoghi, lavoro, scuola, cerimonie, etc. in base al quale, ad esempio, al lavoro ci si vestiva tutti in maniera più formale di quanto non si faceva nel tempo libero, senza contare che mediamente gli armadi erano anche meno zeppi di vestiti di quanto non lo siano ora. Ancora oggi ci sono dei paesi, ad esempio il Giappone, in cui vige un dress code per i ragazzi che devono affrontare il colloquio di lavoro con l’obbligo per tutti di vestirsi in pantalone o gonna neri e camicia bianca.
 
Da noi il rischio è che la grande libertà di scelta di cui disponiamo, unita ad armadi più nutriti, renda più difficile decidere cosa sia meglio indossare, ad esempio, ad un primo colloquio di lavoro.
E’ una questione su cui è meglio fare attenzione perché un look del tutto fuori contesto potrebbe influenzare negativamente il selezionatore al punto che le tue competenze potrebbero finire in secondo piano.
Infatti, il modo in cui ti poni e ti presenti al colloquio sono le prime cose di te che vengono notate: numerose ricerche scientifiche dimostrano che al nostro cervello sono sufficienti 30 secondi per capire se una persona ci piace o meno
In questi primi istanti il selezionatore ha modo di farsi un’idea di chi sei, e inizia a capire se puoi essere o meno la persona adatta al ruolo. 
Ecco qualche consiglio che può aiutarti a scegliere cosa indossare durante il colloquio di lavoro.

1. Vestiti per il tipo di ruolo per cui ti stai candidando.

Il tipo di lavoro per cui ti stai candidando, così come il settore e il ruolo, possono fare la differenza per quanto riguarda l’outfit da scegliere. Per prima cosa quindi cerca di pensare alla posizione per cui stai facendo il colloquio, e immaginati di essere già parte dell’azienda o dell’organizzazione. Come ti vestiresti in questo caso?
Se stai facendo un colloquio nel settore bancario o in uno studio legale, è una buona idea scegliere un abbigliamento sobrio, formale, classico. Se invece ti stai presentando per un ruolo creativo in una start up puoi optare anche per un look un po’ più informale e casual. Se stai facendo un colloquio per lavorare in una boutique di lusso o per un ruolo che richiede incontri frequenti con clienti, scegli un outfit curato e sobrio, che rispecchi lo stile del brand.

2. Informati sull’azienda.

Così come è una buona idea cercare delle informazioni sull’azienda o sull’organizzazione prima del colloquio, in modo da poterti preparare anche delle domande interessanti da fare al selezionatore, qualche ricerca on line può aiutarti anche a farti un’idea sullo stile dell’azienda.
Se sarai assunto, anche tu contribuirai a creare l’immagine dell’azienda, a rappresentarne i valori e l’identità, e anche il tuo modo di vestirti e di presentarti avrà un ruolo centrale in questo. Anche in questo caso, quindi, cerca di scegliere un outfit che possa corrispondere con l’idea che ti sei fatto dell’azienda: evita il tailleur o il completo se stai per fare un colloquio in una giovane web agency, evita i jeans e la maglietta se stai per incontrare il direttore di una multinazionale. Questo non significa che devi rinunciare alla tua personalità, ma semplicemente che adattare in parte il tuo look a quello dell’ambiente dove ti trovi potrebbe aiutarti.

3. Indossa qualcosa che ti fa sentire a tuo agio.

Il modo in cui ti vesti può condizionare il modo in cui ti percepisci e di conseguenza può influenzare anche il tuo stato psicologico. Se indossi qualcosa che ti fa sentire bene, e che ti dà autorevolezza, è probabile che tu riesca a sentirti più sicuro di te stesso, e a trasmettere autostima e consapevolezza anche al selezionatore. Di conseguenza, ti sarà più facile gestire anche lo stress e il nervosismo che spesso i colloqui di lavoro tendono a generare.
Se non ti senti a tuo agio indossando la cravatta o il tailleur, evitali: scegli qualcosa di meno formale ma comunque curato e pulito, che riesca a farti sentire più sicuro di te stesso.

4. Cerca di esprimere sempre cura e attenzione

Qualsiasi cosa sceglierai, assicurati sempre di indossare qualcosa di pulito e stirato, evita le macchie, abiti stropicciati o trascurati, scarpe tipo ciabatta o sneaker troppo sportive, bermuda o pantaloncini corti. E’ importante riuscire a trasmettere un’idea di cura, attenzione e considerazione ed in questo diamo per scontato anche una grande cura a livello di igiene.
Sarebbe anche meglio evitare un abbigliamento troppo sportivo o rilassato che potrebbe dare una sensazione di sciatteria, oltre a comunicare al selezionatore l’idea che il colloquio per te non è così importante!

5. No agli eccessi

Durante il colloquio di lavoro ciò che dovrebbe emergere sono le tue competenze, le tue esperienze, i tuoi punti di forza. Per questo il tuo look non dovrebbe essere al centro dell’attenzione, ed è preferibile indossare qualcosa di discreto: evita abiti troppo stretti, scollature, trucco pesante, tacchi alti, spalline a vista, profumo esagerato, cravatte con fantasie bizzarre o appariscenti, T-shirt con scritte esagerate, tatuaggi troppo in vista, ovvero tutto ciò che potrebbe distrarre l’attenzione del selezionatore. Scegli colori semplici, neutri, non troppo vivaci.

6. Punta su un accessorio

Scegliere un abbigliamento discreto e curato non significa per forza risultare noiosi e impersonali. Per riuscire a comunicare la tua personalità al selezionatore potresti scegliere un accessorio, un piccolo particolare, anche colorato, che ti rappresenta e che riesca a farti sentire bene e ti aiuti a far emergere la tua unicità.


Molti di questi consigli possono essere utili anche per decidere cosa indossare al lavoro tutti i giorni, perché la scelta di optare per un abbigliamento curato, ma discreto e che sia in linea con lo stile dell’organizzazione per cui lavori può essere sempre utile per continuare a rafforzare la tua autorevolezza.
 
“Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo”.
(Virginia Woolf)
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