Numerose ricerche dimostrano che i luoghi di lavoro in cui c’è un equo bilanciamento tra donne e uomini sono quelli in cui si ottengono i risultati migliori.

Questo equo bilanciamento c’è in molte organizzazioni, se ci ferma però, al livello organizzativo inferiore a quello di vertice.
Al livello più alto la situazione presenta ancora una disparità notevole tra uomini e donne e da anni c’è un acceso dibattito su cosa si possa fare per eliminare questa disparità, dalle quote rosa in poi.
 
 
Susan Colantuono, in una TED conference che trovate alla fine di questo articolo, offre una spiegazione molto semplice, ma anche molto convincente  per capire come mai accade questo fenomeno, e parte da quello che serve per diventare un leader.
 
Sostanzialmente ci sono tre grandi aree di competenza su cui si costruisce la leadership, ma in genere le donne tendono a dare maggior peso ed attenzione solo a due di queste, lasciando la terza più in ombra, mentre è proprio questa terza area che andrebbe coltivata, essendo addirittura prioritaria sulle altre.
 
Le tre aree descritte dalla Colantuono sono:
 
  • Area della competenza sulla gestione di sé: qui dentro c’è l’intelligenza, l’autostima, l’affidabilità, il senso del dovere, la resilienza, la flessibilità, la capacità di lavorare tanto, l’essere multitasking, l’orientamento alla formazione continua, l’ambizione. Tutte cose su cui le donne si impegnano tanto e su cui riescono anche molto bene.
 
  • Area della competenza sulla gestione degli altri: qui dentro c’è la motivazione degli altri, la collaborazione, la negoziazione, la gestione dei conflitti, la comunicazione. Anche su queste competenze le donne investono tante energie, aiutate in parte anche da attitudini di genere che ci rendono più empatiche e più orientate alle relazioni.
 
  • Area della competenza su business, strategia, finanza: qui dentro c’è il senso del business, l’analisi e la comprensione dell’ambiente esterno, la formulazione di strategie, l’acume economico/finanziario. In questa area le donne ricevono meno sollecitazioni di investimento sullo sviluppo di competenze specifiche e/o si sentono meno portate naturalmente.
 
 
La terza area, invece, è quella che ha un ruolo centrale, anche rispetto alle altre due, per la assunzione di posizioni di vertice.
 
Il miglior consiglio, quindi, che vale sicuramente per le donne, ma che in realtà può interessare anche uomini che si trovano in posizioni intermedie e che hanno voglia di fare carriera è di
 
Investire tempo per sviluppare il senso del business, per capire quali sono le dimensioni strategiche del modello di business in cui opera la propria organizzazione, e per comprendere tutti gli impatti di natura economica e finanziaria e le leve che si possono utilizzare a questo livello per portare risultati importanti all’interno dell’organizzazione.
Le donne possono e devono diventare più desiderose di parlare di strategie e di numeri e di capire come possono fare per incidere positivamente su questi due livelli attraverso il loro lavoro ed il loro ruolo.
Vale per le donne che lavorano all’interno delle organizzazioni, ma vale anche per le donne che lavorano da sole. Tutte, molto spesso, dedicano la maggior parte delle loro energie a lavorare bene e tanto ed a sviluppare tutte le competenze che le rendono spesso eccellenti sulle prime due aree di competenza, mentre si occupano meno di pensare alla strategia o di capire la strategia della propria azienda, di fare dei budget (che valgono anche per le attività autonome) o di saper leggere un conto economico, di capire le dinamiche finanziarie del business in cui lavorano o di farsi un semplice prospetto finanziario.
 
Per chi ha tempo suggerisco di vedere la versione integrale del discorso fatto da Susan Colantuono