Associare il verbo amare al verbo lavorare per molti può essere qualcosa di impossibile, da riservare ai fortunati, ai privilegiati, agli illusi.
Personalmente penso, invece, che il concetto di amore gioca un ruolo fondamentale, nel bene e nel male, nella vita di ognuno di noi ed interessa tutte le sfere del nostro vivere: quella familiare e di coppia, quella amicale e sociale ed anche quella lavorativa.
Si può coltivare amore per una persona, per un valore, per un’idea, per un’attività, per un obiettivo, e così via.
 
Riuscire ad amare il lavoro che si sta facendo, o raggiungere l’obiettivo di trovare un nuovo lavoro da amare, sono due risultati altamente auspicabili per ognuno di noi
indipendentemente dal tipo di lavoro che facciamo, dalle nostre competenze, dalla nostra età, etc, perché quando possiamo far incontrare il verbo lavorare con il verbo amare tutta la nostra vita ne trae beneficio in termini di energia, creatività, affidabilità, qualità e capacità di affrontare le inevitabili difficoltà che ogni lavoro comporta.
Nella realtà diversi studi, condotti a livello internazionale, sembrano attestare che la percentuale di persone che ritengono di amare il proprio lavoro è bassa in tutti i paesi, con una media che si aggira sul 12% del totale degli occupati.
Tutti gli altri si dividono tra chi detesta il lavoro che fa e chi prova un sentimento neutro, di indifferenza.
Per noi di Working room amare il proprio lavoro, o trovare un lavoro da amare, rappresentano due ottimi obiettivi che le persone, auspicabilmente, dovrebbero porsi nella vita. 
Quando si fa un lavoro che si ama è, infatti, anche molto più alta la probabilità di riuscire a lavorare bene producendo “benessere” per se stessi e per gli altri
o quantomeno si ottiene questo risultato pagando dei costi personali più bassi rispetto a chi deve fare più sforzo per imporsi di lavorare bene anche se detesta o sopporta il proprio lavoro.
 
Sul tema dell’amare il proprio lavoro penso che:

1. Si può amare il proprio lavoro qualunque cosa si faccia.

Meglio non cadere nella trappola di pensare che può amare il proprio lavoro solo chi fa lavori prestigiosi, blasonati, ben pagati, magari artistici o comunque che danno notorietà. Sarebbe come dire che sono destinate ad amare, ed essere amate, sono le persone ricche e di bella presenza.
Nella vita privata, come in quella lavorativa, la possibilità di instaurare un rapporto di amore con un’altra persona, o con il proprio lavoro, dipende più dall’attitudine, dalla volontà e dalla voglia di rischiare della persona che non tanto da fattori esterni o esteriori.
Pertanto ogni lavoro può essere oggetto di amore: da quelli più semplici o umili, a quelli più complessi e ambiti; ed ogni persona può essere capace di amare il proprio lavoro, indipendentemente dall’età, dalle competenze, dalla qualifica, dal ruolo, etc.
Se ci pensiamo bene a tutti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di veder lavorare uno specifico insegnante, un allenatore, un dipendente pubblico, un impiegato, un medico, un imprenditore, un cameriere, un operaio, una badante e pensare che quella persona stava facendo il suo lavoro con amore.

2. Una persona che ama il proprio lavoro si vede immediatamente.

Le persone che amano il proprio lavoro si vedono ad occhio nudo, ce ne accorgiamo da come si muovono, da quello che dicono, dai gesti che fanno, dalle decisioni che prendono, dal modo in cui affrontano le difficoltà.
Anche se sono rare, tutti noi sappiamo distinguere molto bene una persona che ama il suo lavoro da una che lo sopporta o lo detesta, perché la prima dimostrerà più attenzione, più interesse, più gentilezza, più professionalità e ci trasmetterà, molto probabilmente, una sensazione di sincerità, di energia e di appassionamento.
Se pensi ad una delle persone che secondo te ama il suo lavoro sarà molto facile riconoscere che ti ha fatto provare queste sensazioni.

3. Le persone che amano il proprio lavoro sono più resilienti, più sicure di sé, generose, creative, socievoli, energetiche, innovative ed orientate al miglioramento continuo.

Amare il proprio lavoro dona sicuramente una marcia in più ed aiuta ad affrontare meglio tutte le sfide e le difficoltà che ogni tipo di lavoro inevitabilmente pone. L’amore, anche nel caso del lavoro, ci da più forza e coraggio, nutre la nostra autostima, ci fa venire voglia di migliorarci e di prenderci cura di noi stessi e degli altri. Se conosci una persona che ama il suo lavoro sicuramente gli riconoscerai molti dei tratti di cui stiamo parlando.

4. Amare il proprio lavoro significa, essenzialmente, riconoscere che il lavoro che si sta facendo ha un senso forte

per noi stessi e per gli altri e questo pensiero ci rende orgogliosi e soddisfatti di quello che stiamo facendo.
Le persone che amano il proprio lavoro sono quelle che attribuiscono a quello che fanno un senso ed un significato profondo, sono riuscite, cioè, a cogliere che il loro lavoro da un contribuito utile a qualcosa di più grande ed importante.
C’è una piccola storia che riassume bene questo concetto: Un viaggiatore incontrò tre spaccapietre e chiese a tutti e tre cosa stessero facendo. Il primo rispose, con un certo astio “sto spaccando pietre”, il secondo rispose, con una certa serenità “spacco le pietre per mantenere la mia famiglia”, il terzo rispose, con grande orgoglio “sto costruendo una cattedrale”.

5. Ha più probabilità di riuscire ad amare il proprio lavoro una persona che pensa che il lavoro sia un modo per esprimere la propria identità

ed il proprio valore e non solo una fatica o un dovere o una condanna.
Un ingrediente di base per riuscire ad amare il proprio lavoro è l’idea che il lavoro, qualunque esso sia, ci possa dare l’opportunità di esprimere la nostra unicità, i nostri valori, la nostra voglia di contribuire in maniera positiva alla vita della società che abitiamo. In molti dialetti italiani, ed anche lingue straniere, la parola lavoro è sinonimo di “fatica” e molto spesso questa parola ha per noi una connotazione negativa, ma a pensarci bene ci sono tante cose che possono essere contemporaneamente faticose e positive: praticare uno sport, mettere al mondo un figlio, fare sesso, scalare una montagna, superare un esame, e così via, perché non dovrebbe valere anche per il lavoro?

6. Ci sono tanti modi e tante strade diverse per riuscire a fare il lavoro che si ama

Come nella vita personale, anche rispetto al lavoro non è detto che l’amore arrivi con un colpo di fulmine ed i modi e tempi in cui si manifesta possono essere i più disparati. Ci vuole pazienza e tenacia e ci vuole anche un atteggiamento di curiosità e di sincera apertura, proprio come l’amore che nasce tra due amanti. Ci vuole il coraggio di conoscere se stessi, di capire i propri pregi e difetti, di ammettere che abbiamo bisogno anche di altri per completarci. Ci vuole la disponibilità a mettersi in gioco, a sperimentare, a fare gesti concreti, a sbagliare e ad ammettere i propri errori. Ci vuole un impegno costante ed il convincimento profondo che abbiamo davvero bisogno e voglia di mettere insieme il verbo lavorare con il verbo amare.

7. Si può imparare ad amare il lavoro che si fa anche se non è quello dei propri sogni

Una delle capacità più spiccate delle persone felici, o di quelle che hanno un approccio più sereno con la vita, è di riuscire ad apprezzare quello che hanno. Per riuscirci in molti casi adottano uno o più di questi stratagemmi: riescono a tenere distinti gli aspetti positivi da quelli negativi, e dimostrano sincera gratitudine per quelli positivi; coltivano alleanze con persone positive; cercano, anche gradualmente, di modificare qualche aspetto negativo o di rafforzare qualche aspetto positivo; cercano di non avere pregiudizi rispetto al lavoro che fanno, o al contesto in cui lo fanno, e di non prendere niente sul personale; non si mettono in una posizione vittimistica.
Molte persone si trovano a fare un lavoro che non hanno scelto (o perché non avevano altra scelta) e questo lavoro può essere molto distante da quello dei propri sogni (ammesso che uno abbia chiaro quale sia il lavoro dei sogni). Ma anche in questo caso, decidere di essere passivi o attivi, interessati o demotivati, vittime o autori sta, comunque, a noi. Così come scegliamo, nella nostra vita, di provare affetto e di prenderci cura di persone o cose che non abbiamo scelto e che sono distanti dai nostri ideali. Peraltro, molto spesso, il vero amore nasce e si dimostra proprio quando siamo capaci di amare l’imperfetto e l’inaspettato. Perché non far valere tutto questo anche per il lavoro?

8. Amare il proprio lavoro non vuol dire che sia sempre tutto rose e fiori

Nessun amore è lineare, ci sono alti e bassi, ci sono crisi e rinascite, ci sono illusioni e delusioni, ci sono momenti perfetti e momenti da cancellare. Di solito, però, quello che ci conferisce l’amore è proprio la forza di superare i momenti più difficili, non di evitarli. E poi non c’è nessun amore uguale ad un altro e questo vale anche per il lavoro: ci sono amori più sereni, altri più turbolenti, altri ancora più contraddittori, e così via. Di certo, come per l’amore tra due persone, l’importante è non fare paragoni tra la propria storia e quelle altrui.
Ognuno ha la possibilità di trovare il suo modo, personale, di amare il proprio lavoro.

9. Amare il proprio lavoro vuol dire curarlo ogni giorno senza dare nulla per scontato

Anche l’amore per il lavoro richiede nutrimento costante, non vive senza che ce ne prendiamo cura ogni giorno. Occorre concedersi del tempo per pensare a cosa si può fare di nuovo, di diverso, di migliore. Occorre fissare sempre nuovi traguardi, nuove opportunità. Occorre aver voglia di essere sempre presenti ed attenti senza lasciare il nostro lavoro in mano al pilota automatico, alla routine, al “si fa sempre cosi”.
Un brano di Erri De Luca recita così:
“Gli alberi hanno bisogno di due cose: sostanza sotto terra e bellezza fuori. Sono creature concrete ma spinte da una forza di eleganza. Bellezza necessaria loro è vento, luce, uccelli, grilli ed un traguardo di stelle verso cui puntare la formula dei rami”.
Sarebbe bello se pensassimo tutti al nostro lavoro come ad un albero di cui prenderci cura.

10. Le persone che amano il proprio lavoro hanno più probabilità di fare bene

di essere apprezzate e riconosciute dagli altri e diventano indispensabili. Provare per credere!
 L’arte di lavorare è anche l’arte di imparare ad amare il proprio lavoro o di trovare un lavoro da amare!
 
#ILoveMyJob: per dare ulteriore sostanza a questi pensieri abbiamo pensato di realizzare un ciclo di interviste a persone che possono dire di amare il proprio lavoro e che abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel nostro cammino.