Le convinzioni che ognuno di noi ha rispetto a se stesso, al lavoro, al proprio ambiente di lavoro, ai colleghi, etc. hanno un impatto profondo sui nostri pensieri, comportamenti, risultati e, in fin dei conti, sul nostro livello di soddisfazione o di insoddisfazione.
 
Angela, una giovane ragazza del sud, brillante studentessa in architettura in una delle più importanti università del nord Italia, dopo gli studi, aveva trovato lavoro in un blasonato studio di architettura di Milano. Insieme al suo entusiasmo si era portata, però, alcune convinzioni, molte delle quali collegate alla sua provenienza dal sud Italia:
  • una prima convinzione era che “doveva” dimostrare di essere brava perché aveva introiettato l’idea comune che le donne devono fare il doppio per dimostrare il loro valore;
  • una seconda convinzione era che “doveva” essere più disponibile e flessibile degli altri suoi colleghi, in quanto la sua permanenza a Milano dipendeva interamente da quanto sarebbe riuscita a difendere il suo lavoro lì, altrimenti il suo destino sarebbe stato di tornare al sud (peraltro questo era il consiglio arrivato dai suoi genitori della serie “fatti volere bene”);
  • una terza convinzione era che, nella realtà, gli altri erano migliori di lei, perché avevano fatto delle esperienze di vita, anche durante l’università, ad esempio dei viaggi, che lei non si era potuta permettere, potendo solo studiare e non volendo chiedere soldi ai genitori che già facevano fatica a mantenerla negli studi.
 
Risultato?
 
  • Angela al lavoro era diventata una stakanovista che lavorava molte più ore di quelle per cui veniva pagata;
  • questa sua disponibilità ha finito per essere data per “scontata” dai responsabili dell’agenzia che l’hanno presa (approfittandone) come una sua scelta, e non una loro richiesta/necessità, e quindi, ad esempio, non le hanno riconosciuto un trattamento economico diverso rispetto a colleghi “meno disponibili”;
  • gli stessi colleghi hanno iniziato a vedere Angela come una troppo disponibile, che voleva mettersi in mostra, ed a prenderne le distanze, oppure qualcuno ha capito che poteva “approfittare” della sua disponibilità trasferendole lavoro;
  • Angela ha iniziato a sentirsi in una spirale di rabbia, frustrazione, insoddisfazione, ed ha rafforzato l’idea che tutto questo stava ad indicare che non era “brava abbastanza” se tutti la trattavano male approfittando di lei.
 
E’ una storia triste e ingiusta? Si lo è, ma somiglia a tante che ascolto quasi ogni giorno. E purtroppo la questione è che gli esiti di questa storia dipendono, indubbiamente, da un ambiente che ha approfittato delle buone intenzioni di Angela, ma all’origine una grossa parte l’hanno fatta le convinzioni che lei aveva e che l’hanno completamente depistata.
 
La buona notizia per questa, e per altre storie, è che
le convinzioni sono, in realtà, delle scelte che facciamo
anche se non ne siamo consapevoli, e se sono delle scelte possiamo cambiarle quando capiamo che ci portano in direzioni che non ci fanno stare bene.
 
La definizione più semplice di convinzione è:
“un pensiero che tu hai deciso, consciamente o inconsciamente, che sia una verità”.
Ed una verità è qualcosa che per noi è fisso, non modificabile, assolutamente e totalmente certo.
 
La questione è che tutti gli studi di neuroscienze sono concordi nel dire che le nostre convinzioni hanno un impatto fondamentale:
 
  • sui nostri pensieri;
  • sul nostro corpo;
  • sul nostro stato emotivo;
  • sui nostri comportamenti;
  • sui nostri risultati;
  • e quindi sul nostro livello complessivo di benessere o di malessere.
 
In questo senso
le tue convinzioni possono essere l’origine dei tuoi problemi o la soluzione ai tuoi problemi.
Dipende dalle scelte che decidi di fare!

Come costruiamo le nostre convinzioni

Per riuscire ad essere più consapevole di come si formano le tue convinzioni ti può essere utile sapere che, ognuno di noi, costruisce le sue convinzioni sulla base di quello che sperimentiamo:
 
  • nell’ambiente in cui viviamo: la nostra famiglia, la nostra città, regione, nazione, la scuola, la cerchia di amici, la società, etc.;
  • dalle esperienze che facciamo: sia quelle positive che quelle negative plasmano le nostre convinzioni;
  • dalle evidenze che provengono da fonti quali la scienza, o altre fonti cui attribuiamo una autorità rilevante, come può essere la stessa religione (che ci dice, ad esempio, quali comandamenti seguire);
  • da esempi di altre persone che vogliamo imitare;
  • da visioni, idee, sogni che si formano nella nostra mente e che pensiamo possano essere realtà.
 
Tutti questi fattori che impattano sulle nostre convinzioni interagiscono tra di loro, non ne esiste mai uno singolo che opera su di noi.

Cosa puoi fare per modificare le tue convinzioni

Quello che puoi fare per lavorare sulle tue convinzioni è di:
 
  • riuscire ad essere consapevole di quali sono le convinzioni che hai: quali cioè sono per te delle verità assolute che credi immodificabili su di te o sugli altri;
  • capire quali sono le convinzioni che ti fanno stare male;
  • elencarle, metterle per iscritto;
  • iniziare a scrivere una nuova convinzione che sia opposta alla precedente;
  • trovare delle modalità per ripetere questa nuova convinzione con regolarità affinché il tuo cervello riesca ad assimilarla eliminando quella precedente.
 
Quindi, tornando ad Angela, se la convinzione che la fa stare più male è:
  •  “tutti gli altri sono migliori di me perché io, essendo del sud, ho avuto meno possibilità di loro di fare esperienze”;
potrebbe iniziare a scrivere questa convinzione, letteralmente tirarci una riga sopra, e sostituirla con una frase del tipo:
  • “ognuno ha delle sue specificità, me compresa, ed io non voglio gareggiare con nessuno, ma ho solo voglia di valorizzare le mie unicità, compresa quella di essere una persona del sud”. E continuare a scrivere ogni giorno questa frase, o a metterla in un posto in cui possa leggerla ogni giorno, per interiorizzare questa nuova convinzione.
 
Ad ognuno di noi spetta la responsabilità di decidere se vogliamo avere delle convinzioni limitanti o potenzianti nella nostra vita. E’ una nostra scelta, e questa è davvero una grande opportunità perché le scelte possono far cambiare i nostri pensieri, comportamenti e risultati.
 
E tu che tipo di convinzioni hai? Sono un tuo alleato o consenti di auto sabotarti nel lavoro o nella tua vita ? Se ne hai voglia scrivi un tuo commento alla mail info@workingroom.it, o segnala questo articolo ad una persona che pensi ne abbia bisogno, o condividilo sui canali social utilizzando le icone che trovi in alto sulla sinistra. Buon lavoro!